CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CORAGGIO, IL MEGLIO E’ PASSATO

(Gianni Barone) – “Atteggiamenti inadeguati nell’intera fase difensiva” così si esprime oggi Paolo Grossi sulla Gazzetta di Parma e visto che, finalmente!, anche lui ci è arrivato (forse che legga le pagine vergate da uno dei due gatti?) dopo di noi, ci sentiamo in buona compagnia e non più soli nel criticare un modo approssimativo di affrontare le gare che non è solo del Parma, ma pure attribuibile ad altre squadre, tra cui il pur celebratissimo Sassuolo, come sottolineato, in settimana, da due santoni del calcio difensivo non propositivo: Gigi Cagni, ex Parma, sponda allenatori gufanti, e Mario Sconcerti sponda illustri giornalisti di razza, ma per età non più di grido che però attribuisce le magre difensive alla mancanza di pubblico allo stadio (sic!), tesi suggestiva, fantasiosa, ma alquanto improbabile. Piano piano la schiera si allungherà e molti arriveranno a credere che la circostanza sia veramente degna di nota. La situazione è seria anche se non ancora grave o gravissima e il buon Flaiano, maestro nel mettere in scena i mostri della vita quotidiana, ci perdonerà se abbiamo invertito i fattori del suo pensiero e del suo motto (la situazione è grave, ma non è seria) per farcela nostra e per meglio spiegare e spiegarci cosa ci tocca vedere, toccare, fare, pensare e di conseguenza dire. Lui (Ennio Flaiano) che, pur affascinato dalla stupidità altrui, preferiva sempre la sua, ci apre la strada verso ciò, che in due partite non ha stupito nessuno in termini di gioco non espresso e di alternanza di risultati a fronte di gare affrontate, pur nell’emergenza nota a tutti, con il piglio che diventa giusto solo in presenza di risultati finali non avversi. Se ad Udine qualcuno eccepiva qualcosa circa la capacità del Parma di adattamento alle nuove idee, che ancora non si concretizzano per svariati motivi che tutti conoscono, ma nessuno elenca, dopo Parma-Spezia solo qualche timido e sporadico dubbio affiora in merito alla non adattabilità di qualche elemento (Cornelius, Gervinho, Kucka) al nuovo tipo di gioco richiesto, auspicato e inseguito finora vanamente. Un Parma ridotto ai minimi termini che recita non a soggetto con tanti personaggi ancora in cerca dell’autore giusto, e con una cifra tecnica di gioco ancora approssimata ai limiti del caos non del tutto organizzato. E se Schianchi sulla rosea se ne esce con “Però, se gli uomini sono gli stessi del passato, e quindi più adatti ad un altro tipo d’interpretazione vale la pena insistere nel cambiamento?”, come fare a dargli torto? La bellezza della costruzione dal basso, del possesso, del fraseggio veloce, ancora “in fieri”, se non addirittura fuori da ogni tipo di evidenza, non regge al momento, e la sua ricerca affannata e affannosa che produce una sconfitta (ad Udine) e un pareggio all’ultimo soffio con lo Spezia: con squadre non irresistibili, in definitiva, potrà durare ancora a lungo anche al cospetto di formazioni ben più temibili? Serve o basta l’orgoglio reale o sbandierato in situazioni diverse o occorrerebbe avere l’ardire di affermare “coraggio, il meglio è passato” (cit. Flaiano, è ovvio, oggi gira così) e il peggio ha ancora da venire, quindi prepariamoci, attrezziamoci, difendiamoci (meglio), federiamoci. Nel senso di avere e nutrire fede per ciò che si conosce, al fine di evitare, fin che si vuole e si puote, ciò che si azzarda o si vuole spacciare per intendimento vero. L’emergenza continuerà, nel Parma, nelle altre squadre come nel Paese: il calcio d’élite, al contrario di quello dilettantistico, è stato risparmiato dalla scure dei DPCM, tanto in voga che fanno infuriare intere categorie, una volta miti, ma che ora urlano e s’incattiviscono loro malgrado. Intere schiere di cattivi cittadini, in lotta non solo per la lingua parlata, cavalcano la tigre della protesta e noi, qui, a discutere sul perché s’insista nello schierare un trequartista che non c’è. Questioni di lana caprina, si direbbe. Grassi si è adattato a fare il terzino (e il mister lo ha pubblicamente ringraziato per la prestazione) perché, in mancanza di titolari del ruolo disponibili, azzardare una difesa a tre sarebbe stato una iattura, visto che anche i cosiddetti “quinti” scarseggiano in rosa. Epperò come non condividere, da quella fucina di idee che è (o dovrebbe essere…) lo spazio commenti di StadioTardini.it, il pensiero in proposito postato da tale Alessio: “Leggo che l’allenatore si autoelogia per la scelta geniale di mettere Grassi terzino destro: bravo complimenti, anche D’Aversa avrebbe fatto altrettanto, cioè scegliere tra i senatori quello che meglio si poteva adattare alla bisogna. Però non mi torna un discorso: Liverani dovrebbe essere qui per lanciare dei giovani, o sbaglio? E alla prima occasione di lanciare un giovane (dicono un gran bene di questo Balogh), lui che fa? Prende un 25enne centrocampista, che mai ha fatto il terzino e noto per essere un po’ cagionevole, e lo pone quarto di destra, lasciando in panchina il promettente ungherese che da inizio stagione è aggregato in prima squadra… Poi ha voglia il presidente Krause di twittare che l’emergenza è occasione per lanciare i giovani… Se non fai debuttare un ex Primavera, prodotto del tuo vivaio (o quasi, perché credo sia alla seconda stagione in crociato) quando ti mancano cinque difensori su otto, quando mai lo farai debuttare? Di solito le emergenze sono occasioni, appunto, per il largo ai giovani, vedi i Cigarini e i Dessena di Carmignani (i casi più eclatanti, ma diede spazio a una decina di ragazzini in Coppa Uefa, arrivando sino a una Semifinale): se invece preferisci puntare su chi è già fatto e fuori ruolo non ci trovo tutte queste differenze rispetto a D’Aversa”. Insistere, poi, su Kuko trequarti deputato all’ultimo passaggio e alla fantasia (che non ha) non dico preoccupa ma lascia un po’ interdetti. Capitolo Gervinho: gioca sempre, alternative non ce ne sono, ma non punge mai, perché il campo aperto da lui prediletto viene sempre a mancare: fare la prima o la seconda punta sembra non essere proprio il suo mestiere. Karamoh sbuffa, spinge, sbaglia perché quando è a tu per tu con il portiere chiude gli occhi, dovrebbe, viceversa, cercare di sfruttare meglio le chance del momento. Centrocampo un po’ troppo ingessato nella manovra e nei movimenti e non è solo questione di uomini: Brugman o Cyprien, si è visto, cambia poco il risultato se viene preferito l’uno all’altro. Difesa troppo bassa d’altezza, sui corner, e troppo alta, di posizione, quando non è ora, squadra lunga, abbiamo rilevato noi in passato, e anche qualcun altro se n’è accorto e lo ha scritto. Meno male, pensavamo di essere sin troppo visionari… E ora Coppa Italia contro un derelitto Pescara di Massimo Oddo e poi sfida «agghiacciande» contro l’Inter di Conte, Antonio, non Giuseppì, questa volta, che nonostante il capocannoniere Lukaku, temibile fino all’inverosimile, qualche pecca ancora riesce a manifestarla. Il calcio continua a essere cosa importante, tra le cose meno importanti, però lo è di più di tante attività, ritenute essenziali, costrette alle chiusura a tempo alle ore 18, per scongiurare gli assembramenti che tanto preoccupano e fanno male. La massa, la folla compatta e anche i mille e non più mille allo stadio, sono banditi. Resta una sola moltitudine o una moltitudine sola, abbandonata che non può più ricevere ospiti. Coraggio, il meglio è passato, davvero. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

17 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / CORAGGIO, IL MEGLIO E’ PASSATO

  • 26 Ottobre 2020 in 14:26
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    Siamo la squadra più scassa della serie A
    Un’agonia che durerà fino al 13 di dicembre
    il giorno di Santa Lucia dopo
    l’ennesima sconfitta alla RIDOLINI
    Volenti o nolenti il Divino Krause
    scatenerà l’inferno.

  • 26 Ottobre 2020 in 15:49
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    Tutto giusto, bell’articolo! Gervinho inutile (chi lo ha visto nel sec. tempo?), Kucka fuori ruolo, Kurtic irriconoscinile, Hernani (che non mi è mai piaciuto) finisce per essere l’unico del centrocampo a cercare di fare qualcosa! Karamoh, unica nota positiva insieme a Pezzella, viene lasciato fuori! La difesa è bassa e coi piedi storti! Finchè non si avranno arruolabili e soprattutto pronti Osorio, Valenti, Cyprien, Brunetta e co. per cercare di capire se adatti al gioco di Liverani, non ha senso pretendere di impostare da dietro ogni azione ogni volta con Iacoponi e Gagliolo, Brugman e Kurtic(che hanno tutti altre caratteristiche)!

  • 26 Ottobre 2020 in 18:03
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    Ce ne sono altri liberi sul mercato

    • 26 Ottobre 2020 in 18:35
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      Bennì va benissimo anche un altro
      allenatore ma deve pero’
      giocare con lo stesso.schema di D’Aversa.
      I giocatori che abbiamo hanno ormai
      in testa solo quello schema.
      Io però devo dire una cosa che mi sta sul gozzo.
      Se quest’estate si voleva cambiare allenatore
      era un suicidio prendere un allenatore
      che giocava con un modulo completamente
      diverso da quello di D’Aversa.
      Causa il Covid il tempo per cambiare
      modulo era poco. troppo poco.
      Se Carli aveva posto come condizione
      per venire al Parma che venisse assunto
      anche Liverani un allenatore retrocesso
      che giocava con un modulo diverso,
      bisognava mandarlo aquel paese e
      prendere se non si voleva più D’Aversa
      un allenatore che giocasse
      col suo stesso modulo.
      Non lo si è fatto.
      Bastava ragionare e rinviare. se proprio si voleva
      cambiare modulo è allenatore, al prossimo campionato
      Bastava ascoltarmi quando all’arrivo di
      CARLI E LIVERANI ero diventato sul sito una bestia.
      Sapevo che era una trappola
      Nessuno mi ha ascoltato e ora
      SI. PAGA IL FIO.
      Spero ora solo nel
      DIVINO.KRAUSE che faccia
      quello che va fatto perché ora fino
      a Santa,Lucia le sconfitte arriveranno
      a grappoli.

  • 26 Ottobre 2020 in 18:18
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    Liverani deve mettere da parte il suo orgoglio, il suo egoismo calcistico e giocare sulle caratteristiche della rosa: squadra bassa, compatta e ripartenze.

    • 27 Ottobre 2020 in 01:02
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      ma basta luca non ne hai avuto abbastanza del non gioco di d aversa !!!!!! ieri il tanto criticato parma di liverani ha fatto 2 goal e 7 occasioni limpide di cui due con karamou solo davanti al portiere !!! con d aversa molte volte non si faceva un tiro in porta in un tempo

  • 26 Ottobre 2020 in 23:44
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    Ma vi renfete conto che il Bologna ha perso 4 partite su 5 e l’unica vittoria con goleada ( 4-1)’ha fatta con noi
    Ma vi rendete conto che l’udinese ha perso 4 partite su 5 e
    l’unica vittoria ( 3-2) l’ha fatta con noi?
    Ma vi rendete conto che attilualmente siamo la squadra a detta degli esperti ad essere la più seria candidata alla B?
    Non abbiamo gioco
    Stessi giocatori dello scorso anno ma IRRICONOSCIBILI.
    LIVERANI ESONERATO
    Se si aspetta fino al 13 dicembre ci facciamo un autogol

  • 26 Ottobre 2020 in 23:57
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    Amico mio ma nello sfacelo del momento in cui ti ha detto di no anche il ds del Cittadella 😂 il piereccionesco Carli che al momento era (a ragione) disoccupato è stato l’unico ad accettare il fardello. Che era prendersi dei nomi visto che non si poteva fare mercato nell’attesa che arrivasse un bianco cavaliere a salvare la baracca. Quindi tutte le scelte dall’allenatore al mercato sono frutto di caso, improvvisazione e casualità. Liverani sanno anche i sassi che gioca col trequartista e noi abbiamo preso di tutto tranne che un trequartista. Sono arrivati giovani (per altro rotti) presi alla “carlona” o meglio carlina tanto per dire abbassiamo l’età e facciamo plusvalenze evviva!!!!Vorrei che Carli mi spiegasse il senso di quello del Perugia e soprattutto di Brunetta e del romeno. Davvero sono pronto a mettermi in ginocchio sui ceci se mi sbaglio ma di quei tre li nessuno e dico nessuno farà più di Machin o di Diabaté.

    • 27 Ottobre 2020 in 10:34
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      Davide non capisco i contenuti del tuo commento. Ma hai informazioni o hai visto giocare quei ragazzi da quando sono quì? In qualche allenamento? Oppure nell’impeto di sputare su Carli finisci per vomitare anche su dei poveri ragazzi che devono ancora fare un minuto in campo? Ma che tifoso è un tifoso che prima di vedere all’opera dei giocatori, sconosciuti ai più, li tratta da pippe con pregiudizio? No perchè, a parte le solite illazioni senza fatti che le supportino sui soliti temi, quì ti spingi ad usare la palla di cristallo. Se credi veramente in quello che dici, e non apri semplicemente lo sfintere esofageo per imbrattare casualmente chi si trova lì sotto, allora sarei ben lieto di prendere sul serio il tuo proposito: se uno dei tre giocatori da te menzionati (Brunetta, Nicolussi Caviglia e Mihaila, per ricapitolare) farà qualcosa in più di Machin o Diakhatè, allora mi aspetto una foto delle tue ginocchia su dei ceci (crudi ovviamente) che il Direttore possa postare al primo articolo utile, per ognuno di questi giocatori. Ci stai? Sei determinato abbastanza per difendere le tue idee?

  • 26 Ottobre 2020 in 23:59
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    Perché Carli non ha preso un trequartista al suo allenatore prediletto che è costretto a mettere Kucko fuori ruolo quando anche mia nonna sa che Liverani gioca col trequartista?

    • 27 Ottobre 2020 in 08:51
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      Chi glielo spiega a chi lù che Brunetta è un trequartista?

      • 27 Ottobre 2020 in 10:11
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        Se non ti ha ancora risposto rispondo io: “E chi el Brunetta piociò dovevano comprare Kulusewski”.

  • 27 Ottobre 2020 in 08:14
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    È incredibile come alle persone piaccia sparare le proprie frustrazioni da mancati tecnici di calcio sul malcapitato di turno. Abbiamo 4 squadre che hanno subito più gol di noi, altre 2 che ne hanno subiti uguale a noi, e 3 che ne hanno subito uno in meno, ma i loro allenatori sono in carica da un anno o più. Non siamo in fondo alla classifica staccati da vari punti, non pensate che sia il caso di lasciare lavorare in pace.

  • 27 Ottobre 2020 in 14:57
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    Se Brunetta Miahaila e Colussi faranno meglio di Diabaté, Da Cruz o Machin non solo mi metto suo ceci ma andrò anche a almeno 5 convegni dell’UPI al Ponte Caprazucca. L’hai detta bene tu sono poveri ragazzi incolpevoli. I giocatori per la salvezza sono altra cosa. E continuo a chiedere se il treaquartista è davvero Brunetta siamo a posto.

    • 27 Ottobre 2020 in 16:20
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      Bene, mi basta. Al momento opportuno speriamo tutti che ti sia richiesto il pagamento dovuto, perchè questo vuol dire che qualcuno di quei ragazzi si farà valere.

  • 27 Ottobre 2020 in 17:03
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    Mihaila io l’ho visto il giorno che è arrivato al Barilla center. Peserà 60 kg con il palettò e le scarpe. Anche fisicamente non è nemmeno lontanamente adatto alla serie A. Forse fra due anni e mesi di palestra. E se questi sono i “colpi” dello scouting auguri

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