CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL PARADISO (DEL PALLEGGIO) PUO’ ATTENDERE…

(Gianni Barone) – Non ci sono dubbi: per ottenere la prima vittoria della gestione Liverani-Carli-Krause si è reso necessario far ritorno ad un passato fatto di un gioco pragmatico – sparagnino fin che si vuole, ma cosa importa? – ed anche utile, efficace e capace di mettere da parte, al momento, i sogni di un calcio manovrato e propositivo, tanto agognato, però da rimandare a tempi futuri o più propizi con i dovuti adattamenti. Quando, cioè, il lavoro e i nuovi arrivati – forse presi ad hoc, o forse no, chissà! – verranno in soccorso alla causa Crociata per prendere il posto del sano realismo che tanto bene ha fruttato alla squadra e alla società durante la precedente gestione tecnica. Liverani, finalmente, ha fatto indossare a suoi il fatidico elmetto, suggeritogli, oltre che da noi, tra le righe, pure dal suo ex compagno Nando Orsi (ex portiere ed attuale talent o cavallo Sky) per ottenere i primi punti in Campionato grazie ad una gara di lotta, orgoglio, sofferenza e sacrificio, pur lasciando la strada aperta – tuttavia senza percorrerla nell’occasione specifica – a ciò in cui crede di più dal punto di vista del gioco. Lo ha detto chiaramente alla fine che ci sarà tempo per il palleggio e per una svolta, affiancati, però, a ciò che si visto nella vittoria contro il Verona. In poche parole: il paradiso del palleggio può attendere, e per evitare di precipitare nell’inferno delle sconfitte, dei gol subiti e degli zeri punti in classifica, occorre abnegazione e letture dei sani principi di un calcio conservativo, non speculativo al massimo, ma efficiente. Non sarà il trionfo del difensivismo puro e bieco, però necessita saper praticare, con profitto, entrambe le strade: quella del gioco, evitando lo champagne o il lambrusco, e quello della difesa per evitare errori, omissioni, cadute di stile e brutte figure tout court. Il calcio lo si gioca sia in orizzontale che in verticale, e non con il solo possesso o con i soli lanci lunghi: occorre essere flessibili al massimo e mettere assieme le due anime (animus), questo il messaggio che un saggio Liverani ha proposto al cospetto di Juric, che nella passata stagione aveva saputo con altrettanta saggezza assemblare una squadra concreta capace di stupire e di ottenere una salvezza più che tranquilla. L’integralismo, a quanto pare, non alberga più, se mai fosse stato presente in passato in dosi massicce, nei pensieri del neo tecnico del Parma. Egli ha intrapreso – e speriamo che continui – la via migliore per evitare di alimentare, e quindi interrompere per sempre, la deriva di statistiche negative a suo carico in fatto di gol subiti. Contro il Verona con un dna tutto concretezza e solidità, disegnato secondo i dettami, tanto in voga e vincenti, tipici dell’Atalanta di Gasperini, il Parma ha risposto al fastidioso uomo contro uomo a tutto campo, con l’umiltà di una gara condotta sulla linea della compattezza che quasi sempre premia. Non era facile risorgere e ritrovare la giusta serenità e farlo, dopo due sconfitte da diagramma piatto in mezzo alla rivoluzione, sotto ogni aspetto, degli ultimi venti giorni in cui la società è stata rivoltata come un calzino, in attesa che anche la squadra, con i nuovi innesti annunciati e ufficializzati, compia lo stesso percorso con altrettanta celerità. Il cantiere Parma, nel suo allestimento, si è ricordato dei principi e dei valori conquistati negli ultimi fortunati anni di gestione e gioco e si è messo a disposizione di un tecnico che, messe da parte ambizioni e spocchia, ha pensato bene di ricorrere a quelle armi conosciute dai suoi giocatori a memoria per averle usate nei momenti difficili, allo scopo di non cadere in basso e di risorgere. L’inizio con il gol, frutto del contro movimento corto-lungo di Karamoh che si mette alle spalle il disorientato e sorpreso ex Dimarco e corre per perfezionare l’assist per il preciso inserimento di Kurtic, ignorato – e che speriamo abbia convinto gli scettici – ha dato la stura alla buona prestazione della squadra, ma ha anche dimostrato che l’organico, sotto il profilo dei movimenti, è buono, e non necessita di particolari rivoluzioni, sebbene l’arrivo in quantità industriali di nuovi calciatori, possa suggerire il contrario. In effetti al “nuovo che avanza” non va sottratto il vecchio “che non arranca più”, come nelle prime due giornate, ma che fa da collante alle nuove idee che si è proposti di attuare. Kurtic che interpreta al meglio la modernità della mezzala che sfanga e s’inserisce, Kucka che si adatta e spizza, Karamoh e Gervinho che in punta di piedi punzecchiano con cambi di linea e di passo, non sono ferri vecchi da scartare per obsolescenza, anzi uniti al pragmatismo dei cambi tattici in corso d’opera, vedi 3-5-2 o 5-3-2 che dir si voglia attuato con l’ingresso di Gagliolo, rappresentano il valore aggiunto globale di una squadra che, oltre a far emergere la cifra tecnica dei singoli, deve pensare, nel corso della partita, o anche prima, a quelle che sono le peculiarità, le caratteristiche, le armi degli avversari per contrastarle, e, per quanto possibile, annientarle. Così si sconfigge l’integralismo e si vincono, semmai, le partite. Gianni Barone (Foto della partita a corredo tratte dalla gallery di www.parmacalcio1913.com)

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

2 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / IL PARADISO (DEL PALLEGGIO) PUO’ ATTENDERE…

  • 5 Ottobre 2020 in 17:12
    Permalink

    Già, bravo Liverani a dimostrarsi finalmente pragmatico. Questa rosa è ancora al 90% quella di Bobby e non si può giocare diversamente da lui.

  • 5 Ottobre 2020 in 23:58
    Permalink

    Grande mercato
    Debbo dire
    BRAVO CARLI
    Lo ammetto, su di lui mi sbagliavo.
    È rimasto Bobby e questa è la chicca del mercato.
    Vedrete Bobby cosa farà quest’anno.
    Finalmente una squadra con diverse soluzioni
    con tanti giocatori.
    Krause ha fatto un investimento non badando a spese.
    ABBIAMO UN PRESIDENTE
    MAGNIFICO
    SIMPATICO
    ALLA MANO
    ACCATTIVANTE
    RICCO e
    TIFOSO.
    Il meglio che potessimo desiderare.
    Ed ora prepariamoci per Udine
    dove andremo a vincere.
    Chapeau.

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