CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / SCUSI, MA LEI CHE PARTITA HA VISTO?

(Gianni Barone) – Di solito quando non si hanno argomenti validi per replicare, o l’interlocutore incalza con critiche e provocazioni, ecco che l’intervistato – specie se addetto ai lavori – se ne esce con un «Ma lei che razza (o cavolo) di partita ha visto?». E lo fa con sdegno, perché non è in grado di reggere l’insolenza dell’interlocutore. Ora: quando non si è in grado, come ieri, per motivi che già tutti hanno elencato (ivi incluso il Direttore Majo coi suoi amarcord, ma io da vice esecutivo devo avere l’ardire di redarguirlo per aver omesso, per dimenticanza, distrazione o che altro?, tra i celebri balconi delle radiocronache quello che assieme, unici in arrivo dal Continente, assiepammo in quel di Licata, con vista alle spalle sul mar d’Africa e davanti sul campo Dino Liotta, ove sopraggiungemmo trafelati andando come dei dannati sulle strade fortunatamente libere perché gli indigeni ingurgitavano carni alla brace, dopo aver perso tempo prezioso per lo smarrimento del suo bagaglio) di aver visto davvero la partita di Coppa Italia fra Parma e Pescara, cosa resta da fare, oltre che esprimere incredulità per l’accaduto e per l’assurdità delle motivazioni, se non per la totale assenza delle stesse? L’invisibilità di una gara, che avrebbero visto comunque in pochi (ma consideriamoli questi pochi ogni tanto!) ci spinge a dire e a credere che, visto il risultato finale, le cose siano andate bene e l’assenza totale del pubblico, compreso quello televisivo, solitamente molto attento e scrupoloso nei giudizi, abbia portato altrettanto bene alla squadra del Parma, imbottita di giovani ansiosi di emergere e ricca di spunti e speranze per il prossimo futuro. Per fortuna, data la non particolare forza dell’avversario, certificata da tutte le cronache dei presenti, non ci sono, il giorno dopo, contrasti in sede di commento. Tutti d’accordo nel dire: buon Parma che finalmente ha puntato sui giovani (come propugnato dal nostro attento lettore Alessio, che dopo la gara con lo Spezia si era rammaricato per il mancato utilizzo di Balogh in difesa, cui il mister aveva preferito il fuori ruolo Grassi, trovando molti avvocati difensori tra coloro che ritenevano che se no lo avrebbe bruciato, ma chissà perché, poi…), che fatte le dovute proporzioni in base al grado di difficolta dell’incontro, hanno dimostrato di poterci anche stare e di essere in grado, in futuro, di giocarsi le proprie carte anche contro squadre ben più forti, rispetto al fanalino di coda del campionato cadetto. Certo è che sarebbe piaciuto ai tifosi vedere le prodezze (finalmente!) di Karamoh e Adorante (tra l’altro in goal contro la squadra, in cui il padre, Domenico, aveva militato da giovane) virgulti rimasti a lungo ai box per infortunio e ai margini per incompatibilità o scarsa fiducia da parte dell’ex allenatore (tra l’altro anche lui di Pescara) nella passata stagione. I goal – stando alle scritture del giorno dopo degli evangelisti delle gazzette, che hanno autenticato il divertimento, non più nostro, ma dei pochi eletti prescelti – sono stati di ottima fattura. Peccato non averli visti e poterli vedere, almeno loro, solo nei riflessi filmati,sintesi che oggigiorno chiamano highlights (clicca qui). Il gioco e la crescita della cifra tecnica dello stesso, sono attesi a verifiche, però fanno dire al tecnico ed intendere a noi, che questa partita è servita a qualcosa in un periodo in cui le cose sono maledettamente difficili per tutti. Peccato ancora, però, per la mancanza di cronaca dal vivo, d’immagini e voci. E peccato anche per la totale acquiescenza a quelli che sono i vincoli, accettati obtorto collo da tutti, sanciti da esclusive e diritti televisivi che, in un clima di emergenza consolidata, potrebbero anche essere aboliti o per lo meno sospesi o derogati, come già elegantemente scritto oggi da Majo. La serie D, per esempio, come lui ricordava, a seguito di una sorta di referendum on line, fra le 166 società iscritte, ha deciso oltre che di non interrompere il Campionato, di permettere la trasmissione in diretta streaming, tramite i canali social societari, di tutte le partite fino a quando non sarà concessa l’apertura degli stadi al pubblico. Iniziativa interessante che spezza, in momento di crisi come questo, l’illogicità di esclusive e diritti televisivi acquisiti. Vedremo se tutti aderiranno e se, finalmente, nelle serie minori, si potrà ritornare ai tempi pionieristici delle radio e Tv private e libere, in cui era tutto più bello in tema di narrazione tecnica e sportiva delle partite. Quando pathos, passione e competenza si mischiavano nel racconto rendendo le cronache più gradevoli per davvero. Gli eredi di quella stagione, da noi vissuta in prima persona, forse non potranno capire, ma noi le nostre cronache, le nostre trasferte, ce le sudavamo veramente, al pari, se non di più dei giocatori in campo: non c’era nulla di comodo e di scontato, dal punto di vista logistico, c’era sempre qualcosa da superare, scovare, scoprire e inventarsi per riuscire a portare a casa il risultato della cronaca, vera, diretta e passionale a buon ritmo. Oggi non è più così, ahi noi, gli urlatori moderni o post moderni, comodamente davanti ai loro tablet, pieni zeppi di statistiche e notizie, il più delle volte inutili, hanno la pappa pronta e non faticano come i pirati di un tempo che fu. Però se ci fosse stato lo spirito piratesco di allora, in barba all’esclusiva Rai non sfruttata, qualcuno avrebbe trovato lo spazio per la diretta, anche radiofonica, a rischio di farsi prendere per un’orecchia, di Parma-Pescara e avrebbe reso un sevizio a chi, viceversa, ha avuto, solo, l’opportunità d’indignarsi, e incazzarsi per la totale mancanza di rispetto da parte di chi ha deciso di non trasmettere nulla. Tanto chi se ne frega del Parma, del Pescara, squadre di provincia, attualmente di bassa classifica, in A, e in B, si spera per poco: l’audience bassa, ipotizzato, di una partita ha indotto, chi di dovere ad una scelta di questo tipo. Si ragiona sempre per bacini d’utenza? E quelli bassi, spesso e volentieri soccombono? “Ma che domande del cavolo che mi fa lei”, direbbe qualcuno che non c’è più all’impertinente. Speriamo per il futuro che la Coppa Italia, il calcio di provincia e il Parma, abbiamo maggiore attenzione, anche se nutriamo forti dubbi al riguardo. Sarebbe bello che ci fosse più libertà di trasmettere gli eventi in diretta, ora che le tecnologie lo permetterebbero, ciò che negli passati era impossibile pensare di avere. Una bella “Tutto il calcio” per immagini o sole voci sarebbe un grande traguardo e un gran trionfo di libertà e democrazia. E di utopia, se restiamo sugli attuali equilibri del mercato dei diritti, e alle regole di trasmissione, difficilmente sovvertibili solo con l’esercizio della poesia o del romanticismo passato. Accontentiamoci, come al solito, di rimanere confinati, ancora o a lungo, per gustarci qualche, residua, briciola di autonomia e movimento. La partita che non c’è, c’è stata, è stata giocata, non vista, è vinta dal Parma. Cosa importa ora discutere, arrovellarsi, indignarsi ancora? Lo spettacolo, anche quello fantasma, deve in ogni modo continuare così. La nostra libertà di essere schiavi di leggi, decreti, codici, codicilli, disposizioni, emanazioni statali e locali, rimane, quindi rassegniamoci ad una continua e permanente resilienza a tutto ciò che ci pare ingiusto, non ci piace, o è contrario alle esigenze e i diritti della categoria a cui apparteniamo. C’est la vie. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

6 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / SCUSI, MA LEI CHE PARTITA HA VISTO?

  • 30 Ottobre 2020 in 12:30
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    Brunetta è infortunato o ancora positivo al covid?

  • 30 Ottobre 2020 in 12:50
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    Ma se fanno un altro bel locdaun con tanto di supermercati presi d’assalto per lievito e scatolame questo ridicolo campionato lo fermano per evitare che i droplet dai campi di calcio si diffondano o per dare almeno qualcosa al popolo rinchiuso sul divano lo fanno proseguire?

    • 30 Ottobre 2020 in 14:46
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      La seconda che hai detto. Panem et circenses. Bolla stile NBA. Così puoi continuare a vederti la reggia.

      • 30 Ottobre 2020 in 20:05
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        a ghe da ridor ?

        • 30 Ottobre 2020 in 20:15
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          Sulla necessità di ricorrere ad una bolla no, speriamo tutti che la situazione non peggiori ulteriormente. Sulla domanda di Davide che fra tutto si preoccupa di che fine farà il campionato sì.

  • 30 Ottobre 2020 in 18:27
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    Sohm è da lanciare subito al posto di Hernani o di Brugman. Sembra forte.

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