LA PARTITA FANTASMA E I RICORDI DI GIOVENTU’ DELLE RADIOCRONACHE DAI BALCONI, di Gabriele Majo

(Gmajo) – La partita Parma-Pescara, 3° Turno di Coppa Italia, non ha avuto copertura radiotelevisiva in diretta in quanto la RAI, che ne aveva acquistato “in blocco” i relativi diritti di diffusione nazionale, non li ha esercitati per questa specifica gara, probabilmente per una ragione di risparmio dei costi di produzione della trasmissione, privando così, singolare per un servizio pubblico per il quale si paga un canone, i radio-telespettatori della possibilità di seguire l’evento, peraltro disputato “a porte chiuse”, in ottemperanza alla normativa vigente per il contenimento della pandemia Covid 19. La partita di ieri non è stata trasmessa neanche da Radio Bruno, che detiene i soli diritti di Campionato e non di Coppa Italia. Oscurata – tranne che per le seguitissime cronache testuali live, tra cui quella emozionale della nostra Ilaria Mazzoni, cronista regolarmente accreditata in tribuna stampa, particolarmente gradita ai nostri lettori – anche la rete (internet e social, sempre relativamente ad audio e video), che nell’occasione avrebbe potuto, almeno in parte, supplire al vuoto lasciato da Mamma Rai. Purtroppo per via dei regolamenti vigenti, concepiti più con lo spirito del soldo che non quello di servizio, le stesse società di calcio erano impossibilitate a dar vita a proprie dirette streaming su YouTube o Facebook, in quanto avrebbero potuto farlo solo in modo “criptato” e non “in chiaro”, con il paradosso di impedire del tutto ai tifosi la fruizione di un evento che già non si poteva seguire dal vivo per le ragioni a noi tutti note e poco sopra ricordate. Il corto circuito di ieri, probabilmente, si sarebbe potuto superare applicando un minimo di buon senso, dando vita – in quello che tradizionalmente è il Paese delle eccezioni e delle deroghe – ad una sorta di compromesso che consentisse di superare i limiti (in questo caso il vincolo del criptato) sulla scorta di un lodevole precedente creato pochi giorni fa dalla LND che aveva sancito: “Prosecuzione del Campionato nel rispetto delle disposizioni del DPCM del 24 ottobre  con autorizzazione per le Società alla trasmissione delle gare in diretta, interne ed esterne, in modalità live streaming sui propri canali web e social ufficiali, per il periodo in cui sono previste le porte chiuse.” Sono Dilettanti, si obietterà: beh, sinceramente non credo ci siano controindicazioni, a maggior ragione, anche per il calcio professionistico. Tutti gli anni, poi, si fa un gran parlare di rilancio della Coppa Italia, ma non credo contribuisca in questo senso, verso l’avvio del terzo decennio del secondo millennio, la mancata copertura mediatica in diretta di una gara tipo il Parma-Pescara di ieri. Fin dalle ore precedenti lo YouTuber Papirus, al secolo Giuseppe Monda, assieme ai suoi ormai abituali compagni di viaggio Andrea Concari (già conduttore anni fa del Moontalk rilanciato da StadioTardini.it) e Daniel Flowrida “El Crusader”, si erano liberati in un video sfogo (Rai, ma che fai?), che avrebbe preceduto l’inedita diretta YouTube con base di partenza il solo racconto testuale della sfida e poi via libera  alla fantasia, alla immaginazione e al cazzeggio (forse un po’ troppo per i miei gusti, ma pare vada di moda così per collezionare più clic). Il Concari, sia pure tormentato dal lag, poco prima dell’intervallo si avventurava persino all’esterno dello spettrale Ennio, dialogando con gli ormai inutilizzati tornelli, aggirandolo fino a trovare un buco dal quale immortalare, prezioso trofeo, il tabellone elettronico acceso, mentre per un improvviso guasto non funzionava l’impianto audio, imponendo il silenzio allo speaker ufficiale Luca Ampollini, comunque in postazione. Durante il suo girovagare Concari, spronato da Papirus ed El Crusader, stava quasi per chiedere ospitalità (ma non si è attentato a farlo davvero) ai proprietari degli appartamenti con balconi vista stadio per poter raccontare di lì la partita… Eh questi giovani non sanno, probabilmente, che anni e anni fa gli ormai 50-60enni di oggi, quorum ego, su quei balconi ci si erano avventurati davvero, per poter narrare le gesta del Parma tra la C e la B degli anni ’70-’80, allorquando le emittenti erano davvero “pirata” (nonché “libere”, ma libere veramente come cantava Finardi) e non sempre trovavano posto in tribuna stampa, e appunto dovevano arrabattarsi in qualche modo. Ricordo sempre con un sorriso, quando il compianto Pino Colombi dovette scucire un centone ad una famiglia di Firenze con balcone con vista sul campo della Rondinella Marzocco, che stremati dalla sua insistenza sul come sdebitarsi per l’ospitalità, gli spararono quella cifra onestamente un po’ troppo elevata e fuori mercato per l’affitto di soli novanta minuti dello spazio esterno e della linea telefonica (l’anno scorso provai una certa emozione nel rientrare in quel mitico stadio Gino Bozzi dove il lontano 5 Maggio 1984 – quando ancora il manto non era in sintetico come oggi – in serie C 1 giocava la seconda squadra di Firenze che venne battuta 0-1 dagli stessi Crociati che a fine stagione a San Remo conquistarono la Promozione in Serie B firmata Stefano Pioli. Nella stessa porta dove allora fece gol Fausto Salsano al 3′, i suoi giovani successori del Parma Under 15 2019-20 ne fecero ben tre in un tempo, andando a capovolgere il risultato per due volte a favore dei quotati padroni di casa della Fiorentina). In altri campi, tipo, il Marassi di Genova, i colleghi riuscivano a vedere solo una delle due porte. potendo solo immaginare cosa avvenisse dalle parti dell’altra, orientandosi  solo con i rumori di fondo del pubblico. Una volta io, riuscito ad entrare al Ferraris, armato di un Superphone dall’antenna lunghissima, cercai di dare una mano come potevo (a quei tempi il calcio non era la mia specialità, visto che curavo i giornali radio e la partita tecnica) a Gianluigi Calestani appostato sul balcone, prestandogli la mia vista (ahimè già scarsa allora…) per la porzione di campo non coperta dal suo campo visivo; alla fine lui ricambiò la cortesia teleguidandomi nella scelta dei calciatori da intervistare che io non conoscevo: “Vedì quell’anima lunga là in fondo: è Cervone…”. Più avventurosa ancora, fu la nostra esperienza – sempre di Calestani e mia – all’esterno della Galleana di Piacenza, assieme al proprietario di Radio Piacenza Comotti, quando tentammo di confezionare il nostro servizio issati su un cestello. Pur essendo in possesso di regolare licenza per occupazione di suolo pubblico del camion, la polizia ci ingiunse di scendere per identificarci. E io, con un certo becco di ferro che allora non mi mancava, protestai non poco… La legittimazione delle radio private sarebbe avvenuta, a mio modo di vedere nel peggiore dei modi, solo verso l’inizio del nuovo millennio, quando vennero rese ufficiale una sola stazione per club, di fatto facendo cessare il caleidoscopico racconto di tutte le altre che non scucivano soldi per trasmettere la gara. Prima a Parma si potevano ascoltare ben cinque radiocronache differenti, come ricordammo, noi protagonisti di quella indimenticabile era, a “L’ho visto alla radio, l’età d’oro dei radiocronisti parmigiani”, evento organizzato un anno fa dal professor Massimo Zannoni, successivamente prematuramente scomparso (clicca qui per vedere il video integrale dalla diretta streaming di Coach 6100)  Sempre pescando tra i ricordi – ragazzi è brutto invecchiare… – vorrei auto-lodarmi (ed imbrodarmi) per l’impegno che ci mettevo. ai tempi della mia reggenza del dipartimento comunicazione del fu Parma F.C., per garantire la visione dei telespettatori parmigiani delle partite estere dei primi turni Coppa Uefa non coperte dalle tv nazionali: una volta riuscimmo a raggranellare la somma necessaria richiesta dal club ospitante, creando una improbabile joint venture tra le tre emittenti tv all’epoca attive sul territorio (e tra loro concorrenti), Tv Parma, Teleducato ed E’ Tv, impresa riuscita dopo ore ed ore di intercessioni telefoniche, ma alla fine quella gara, che manco più ricordo quale fosse, venne fatta vedere su tutti e tre i canali in diretta, con mia grande soddisfazione per aver offerto ai tifosi parmigiani quella opportunità. In effetti alle volte è sufficiente darsi da fare, senza fermarsi ai primi ostacoli. Qualche anno fa gli amici di SportParma avevano trattato con la Rai l’acquisto dei diritti di una partita da loro detenuta, ma non trasmessa: se non ricordo male venne sparata una cifra troppo alta da poterne coprire il costo con gli sponsor e non se ne fece nulla; un’altra volta, invece, Marco Gabbi, editore di Radio Emilia e Radio Elle, riuscì ad acquistare i diritti in ambito locale di Italia-Paraguay e la nostra fu la prima e credo tutt’ora unica, radiocronaca dell’Italia trasmessa da delle radio private non di interesse nazionale (22 Aprile 1998). Gabriele Majo

L’HO VISTO ALLA RADIO, L’ETA’ D’ORO DEI RADIOCRONISTI PARMIGIANI

GUARDA IL VIDEO INTEGRALE DALLA DIRETTA STREAMING

COPRODUZIONE STADIOTARDINI.ITCOACH 6100 (Canale YouTube)

WWW.STADIOTARDINI.IT – L’HO VISTO ALLA RADIO, L’ETA’ D’ORO DEI RADIOCRONISTI PARMIGIANI – VIDEO INTEGRALE DALLA DIRETTA STREAMING IN COLLABORAZIONE CON COACH 6100 (CANALE YOU TUBE)
EVENTO ORGANIZZATO DA PARMA CLUB MEDIOLANUM
PRESIDENTE E PRESENTATORE: MASSIMO ZANNONI, IN COLLABORAZIONE CON GABRIELE MAJO
INTERVENTI DI GIAN CARLO CECI, RICCARDO SCHIROLI, GIANLUCA ZURLINI, SANDRO PIOVANI, UGO FERRI, PAOLO GROSSI, GABRIELE BALESTRAZZI, CARLO CHIESA, GIANNI BARONE, GABRIELE MAJO
CENTRO DI COORDINAMENTO PARMA CLUBS / PALAZZINA MARIA LUIGIA DELLO STADIO ENNIO TARDINI DI PARMA, MARTEDI’ 24 SETTEMBRE 2019

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

2 pensieri riguardo “LA PARTITA FANTASMA E I RICORDI DI GIOVENTU’ DELLE RADIOCRONACHE DAI BALCONI, di Gabriele Majo

  • 29 Ottobre 2020 in 15:29
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    Che cavolata che ha fatto la RAI! E poi questo è il servizio pubblico!

  • 29 Ottobre 2020 in 19:13
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    Difficile, per non dire impossibile, per chi non ha i capelli bianchi, immaginare cosa significasse non poter sapere nulla dell’andamento della squadra del cuore, se non accendendo la radio; e non mi riferisco solo al calcio… Altrettanto impossibile descrivere l’emozione che si provava a trasmettere un evento ben sapendo che decine di migliaia di ascoltatori erano lì, in ascolto, in attesa, forse perfino trepidanti, con autoradio/transistor/stereo sintonizzati su Onda Emilia, “un microfono in ogni stadio”.
    Impossibile immaginare cosa significasse il lavoro in pool con le altre radio locali con cui si scambiavano informazioni e risultati dai rispettivi campi: a metà degli anni 80, nell’intervallo della partita del Parma, la povera Annamaria Bianchi leggeva “…gli aggiornamenti dagli altri campi offerti da Onda Emilia”; gli stessi giocatori o gli allenatori, a fine gara negli spogliatoi, chiedevano i risultati altrui.
    E come si fa ad immaginare che una famiglia di Genova, residente in appartamento con balcone vista Marassi, “affittando” tutte le domeniche – e non certo gratis!! – il balcone a qualche inviato, si è pagata il mutuo??
    Però gli eventi erano TUTTI coperti (con inviati o con corrispondenti)m, molto meglio di quanto non abbia fatto mamma Rai ieri sera, con fulgido esempio di impeccabile servizio pubblico…

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