L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / QUANDO ORGOGLIO E’ SINONIMO DI CULO…

(Luca Tegoni) – Un punto inquietante. Un fantasma si aggira tra i vialetti del Centro Sportivo di Collecchio. Ancora non si manifesta, ma la presenza di Cagni è palpabile. Se non fosse che sta applicandosi a Ferrara potrebbe essere scambiata per quella di Marino. Oppure si è reincarnato, non è una battuta di peso, nell’attuale Mister del Parma. Questa squadra non si capisce che strada intenda prendere. È bloccata, inerme nei confronti degli avversari, con scarse idee, oggi solo quella di Cornelius boa e con prestazioni individuali da generare imbarazzo. Non farò i soliti nomi e se i nuovi non giocano vuol dire che sono più scarsi o poco affidabili.

E fin qui tutto bene.

Nella mia lunga vita, superato di un bel po’ “il mezzo del cammin”, seppur con speranza di vita ben superiori a quella del Sommo Poeta, mai avrei pensato che il Parma potesse essere ridicolizzato dalla squadra di La Spezia. La mutazione geografica dei confini del calcio è sorprendente quanto effimera, in pochi rimangono ai vertici quando vi si affacciano e in molti ritornano nell’anonimato delle origini. Qualcuno ritorna. Ma deve lottare con tutto quello che ha per restare, e cercare qualcosa in più.

Ebbene si la squadra marittima, di un mare caro ai padani parmensi che sovente scalano il Passo della Cisa per conquistare il Golfo dei Poeti, ci ha massacrato dando l’impressione di maramaldeggiare, di uccidere un uomo morto, di infierire sugli indifesi. Detta in parmigiano volgare (da volgo), l’è stè cme picer von c’al chega. A pallonate ben inteso. Il secondo tempo è stato un susseguirsi di occasioni per il La Spezia che potevano terminare in uno sprofondo letale.

Poi l’ingenuità, la scarsa abitudine all’attenzione indefessa, il desiderio di esibire capacità di gioco e personalità superiore ha probabilmente tolto concentrazione ai Golfisti, esuberanti portatori sani di Belgioco, e il Parma, abilmente, nonostante la scarsa qualità dei tentativi, vedi le pallacce di Karamoh in bocca al portiere è riuscita con un moto d’orgoglio, evviva qualcosa c’è, a pareggiare le sorti di un incontro impossibile.

Così è un destino segnato, si può salvare solo la grinta di Kuko e di Gagliolo e l’orgoglio, che preferiamo chiamare orgoglio, ma potrebbe essere “culo”.

Penso ci voglia molta lucidità, quella lucidità che porti all’umiltà di capire dove si sta sbagliando. Tutti insieme, quelli di Collecchio. Io, a guardare, non sbaglio mai.

Parma “perde” in casa con il La Spezia due a due, segnano Gagliolo e Kuco su rigore.

Stadio Tardini

Stadio Tardini

7 pensieri riguardo “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / QUANDO ORGOGLIO E’ SINONIMO DI CULO…

  • 25 Ottobre 2020 in 23:26
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    Ragionate paesani
    Questo è il nostro prossimo calendario
    In maiuscolo le partite fuori casa
    INTER
    Fiorentina
    ROMA
    GENOA
    Benevento
    MILAN
    4 fuori casa 4 sconfitte sicure
    2 partite in casa 1 punto a essere ottimisti
    Oggi ho visto giocare il Benevento.
    Mi ha impressionato.
    Quindi il 13 dicembre giorno di Santa,Lucia
    avremo in classifica 4+1= 5 punti dopo 11 partite
    Sfido chiunque a dirmi che faremo più punti.
    Il 13 dicembre saremo staccatissimi e ultimi.
    In prospettiva finiremo il girone di andata con 9 punti.
    Anche se per me sarà tardi,
    LIVERANI verrà esonerato al 13 dicembre
    SICURAMENTE.insieme a Carli suo braccio destro
    Culo e camicia.
    Verrà richiamato D’AVERSA
    ma ormai non vi sarà più niente da fare.
    La serie 🅰 sarà solo uno
    STRUGGENTE RICORDO.

  • 26 Ottobre 2020 in 00:35
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    “Parma perde 2-2” è stupenda. è esattamente il mio pensiero al fischio finale. Non ero nemmeno contenti per il pari.

    • 26 Ottobre 2020 in 07:13
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      “Io a guardare non sbaglio mai” è stupenda. Io invece del pari ero contento, per le condizioni in cui sta lavorando dall’inizio della preparazione ad oggi, poi magari sta sbagliando la posizione di un giocatore, ma onestamente con il materiale che ha a disposizione, con la condizione psico fisica attuale, penso stia facendo il massimo. Anche pensare di fare giocare la squadra alla D’aversa….. ma non vedete che con Gervinho in quelle condizioni non riusciamo a fare un contropiede. Lasciate lavorare e vedremo i risultati salvandoci tranquillamente.

      • 26 Ottobre 2020 in 08:50
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        Bravo Claudio …. Vedo como Lei ..
        Forza Parma

  • 26 Ottobre 2020 in 16:10
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    aggiungerei che lo Spezia ci ha surclassato proprio quando ci si doveva invece aspettare la reazione, l’orgoglio, un minimo tentativo di mettere pressione agli avversari, cioè nella fase centrale del secondo tempo.

    Ma perchè i corner vengono sprecati con il passaggino vicino al giocatore costretto poi quasi sempre a tornare indietro e a far ripartire l’azione da Sepe? Non è meglio cercare in area il colpo di testa di Cornelius, Kucka, Bruno Alves (quando guarirà), Gagliolo?

  • 26 Ottobre 2020 in 19:20
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    Occorre avere pazienza…. si e’ troppo abituati a TUTTO E SUBITO, ma la vita e’ anche sudore, volonta’, passione, stringere i denti, nelle difficolta’ cercare di essere squadra, professionisti altrimenti cambiare lavoro…

  • 27 Ottobre 2020 in 08:54
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    Cerco sempre di fare una critica costruttiva, anche io sono dello stesso parere, MAX! Però contro lo Spezia con tutte le difficoltà in cui si arrivava alla partita, mi aspettavo un po’ più di umiltà e concretezza: era una di quelle partite da vincere (dopo hai Inter e Fiorentina!) per dare fiducia e lavorare in serenità! Il secondo gol preso è un pasticcio tra rimpalli e difensori che si guardano palla e avversari infilarsi e segnare!

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