PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / I CLUB? LORO E SOLO LORO DOVREBBERO DECIDERE SE INVIARE O MENO I PROPRI GIOCATORI IN NAZIONALE

(Luca Ampollini) – L’ultima Nazionale che mi ha realmente appassionato, lo confesso, è stata quella di Azeglio Vicini a Italia 90. Lo so, sono 30 anni che non mi emoziono particolarmente a vedere le gesta degli Azzurri, questo non per una mia mancanza di spirito patriottico, ma solo per le palpitazioni che latitano, ahimè, ogni volta che scende in campo l’Italia, palpitazioni che viceversa abbondano quando ammiro i colori Crociati. E’ un qualcosa di istintivo, per nulla razionale perciò, che posso farci? Intendiamoci, non mi perdo i Mondiali, gli Europei, nei quali tifo ovviamente Italia, ma senza un magico, travolgente e inspiegabile trasporto. E non credo che tutti questi innumerevoli quanto assurdi tornei legati alla Nazionale, tipo la Nations League, contribuiscano ad accendere il cuore dei tifosi. Già, la Nations League, nata da un’idea di Platini per evitare amichevoli senza stimoli, per cercare, con un’assurda manifestazione, di creare più incentivi nei calciatori; una sorta, insomma, di “amichevoli mascherate”. E questa “insensata rassegna”, come l’ha definita Jurgen Klopp, non fa altro che sommare partite a calendari già fitti e densi di impegni, con conseguenti rischi per i calciatori costretti spesso, in queste “amichevoli mascherate”, a giocare e spesso infortunarsi tornando malconci nei propri club. Casualmente, e non è la prima volta, è capitato nei giorni scorsi al nostro Cornelius con la Danimarca ed ora il Parma, perciò, dovrà probabilmente rinunciare per un po’ al proprio “Jumbo Danese”. Indossare la maglia della propria Nazionale è un orgoglio difficilmente descrivibile, sono d’accordo, ma sono i club a retribuire i calciatori; gli stessi club che valorizzano e arricchiscono, da svariati punti di vista, i reali protagonisti di questo grande spettacolo. Non possiamo arrivare a situazioni estreme, come negli Stati Uniti, dove le squadre Nazionali sono, negli sport principali, decisamente snobbate e in taluni casi nemmeno esistono, ma auspicare che le massime istituzioni calcistiche lascino ai club la decisione, ovviamente con buon senso, di rispondere o meno alla chiamata della Nazionale dei propri giocatori, beh, sarebbe quantomeno doveroso, perché la Nazionale sia un’opportunità, non un obbligo. E concedetemelo: basta con questo assurdi tornei tipo la Nations League, che non contano nulla (non parlo di aspetti economici) e che non interessano a nessuno. Si eviterebbero rischi ai calciatori, situazioni di emergenza ai club  che, ripeto, retribuiscono i calciatori  e soprattutto meno partite della Nazionale. Tornando a indispensabili e sporadiche amichevoli, al di fuori delle grandi manifestazioni, si riaccenderebbe l’interesse per i colori Azzurri, nel nostro caso, e si rivivrebbero con più passione le meravigliose “Notti magiche”… E’ tanto difficile da capire? Luca Ampollini

Luca Ampollini

Luca Ampollini, classe 1973, giornalista pubblicista dal 2005, ha cominciato a Radio Onda Emilia nel 1998, prima con il commento delle azioni più importanti delle partite di campionato sulle radiocronache di Gianluigi Calestani, poi con la conduzione della trasmissione post partita “Diretta Stadio”. Passa successivamente alla Tv, su Teleducato, commentando il posticipo della domenica sera di serie A a Calcio e Calcio, condotto da Fulvio Collovati. Passa, quindi, alla neonata Teleducato Piacenza come telecronista delle partite del Fiorenzuola in serie C2 e nel 2000-01 commenta, sempre per Teleducato Piacenza, le partite del Piacenza Primavera. L’anno successivo torna a Parma e diventa il telecronista del Parma calcio fino al 2008. Partecipa a Calcio e Calcio, prima come opinionista poi come conduttore in 3 edizioni dal 2005 al 2008. Nella stagione 2004-05 conduce Calcio e Calcio Speciale Coppe e i collegamenti esterni nell’edizione di Calcio e Calcio condotto da Fulvio Collovati. Dal 2005 al 2008, è responsabile della redazione sportiva di Teleducato e, oltre a Calcio e Calcio, conduce Calcio d’Estate prima di passare a Tv Parma dove partecipa come opinionista a Pronto chi Parma e come conduttore, con Carlo Chiesa, delle due trasmissioni “A tutta A“ e “A tutta B”. Dopo alcuni anni in cui collabora come opinionista fisso anche a "Bar Sport" torna a Teleducato dove partecipa come opinion leader a Calcio e Calcio fino al 2018. Con la fusione delle due televisioni continua la sua collaborazione, tuttora in corso, con 12 TV Parma e con Calcio e Calcio. Oltre alle centinaia di telecronache e conduzioni ha collaborato, commentando alcune partite del Parma con le emittenti radiofoniche Radio Bruno (Coppe Europee) e Lattemiele (Campionato). E’ lo speaker ufficiale del Parma calcio allo Stadio Tardini dal 2015

2 pensieri riguardo “PAROLE CROCIATE, di Luca Ampollini / I CLUB? LORO E SOLO LORO DOVREBBERO DECIDERE SE INVIARE O MENO I PROPRI GIOCATORI IN NAZIONALE

  • 13 Ottobre 2020 in 11:02
    Permalink

    Con la Nations si è tentato di “glorificare” le insulse amichevole. Direi esperimento fallito.

  • 13 Ottobre 2020 in 19:30
    Permalink

    Mi perdonerà l’amico Luca Ampollini se per una volta non sono del tutto d’accordo.
    Tralascio la relativa importanza del torneo Nations League, utile forse solo a far giocare un po’ insieme i giocatori delle rispettive nazionali, ma sul fatto di lasciar decidere le società siamo un po’ a rischio di decisioni dettate (che so?) dall’impulsività del momento. Annoverare diversi giocatori nel giro delle nazionali è prestigio per la società in cui militano.
    Credo sarebbe più auspicabile una sorta di “risarcimento” in caso di infortunio, proporzionato ovviamente ai giorni o alle settimane di assenza.

    Per limitare un pochino i numerosi impegni stagionali, penso potrebbe essere sufficiente diminuire il numero delle squadre partecipanti al massimo campionato.

I commenti sono chiusi.