TUTTO PARMA E… CHIESA / GERVINHO NON POTENDO PARTIRE IN CAMPO APERTO RASENTA L’INUTILITA’ E IL SUO DRIBBLING SECCO E’ UN LONTANO RICORDO

(Carlo Chiesa) – Non ci voleva certo la partita contro lo Spezia per capire quanto questa stagione sarà decisamente complicata per il Parma. Il pareggio strappato con i denti grazie a un rigore di Kucka al 93′ ne è stata solo l’ennesima e implacabile conferma. Quello che invece era doveroso attendersi era un passo avanti del Parma verso la lunga strada che porta al Liverani pensiero. Invece nulla. Buio totale. La rimonta da 0-2 a 2-2, per coloro che non hanno visto la partita, potrebbe suonare come la grande impresa di una squadra tutta gioco e ardore agonistico. In realtà, se di buona organizzazione tattica, pressing, personalità e grinta da vendere dobbiamo parlare, vanno citati, soprattutto per l’ottima ripresa, soltanto i ragazzi di Italiano, incapaci, però, per sfortuna (tre pali colpiti) e ingenuità sotto porta, di chiudere definitivamente la gara, come avrebbero meritato. I Crociati, dal canto loro, hanno mostrato le solite lacune. Errori in fase difensiva (altri due goal subiti e siamo a 11), centrocampo impalpabile (Cyprien incluso, ancora poco inserito) e enormi difficoltà nel costruire manovre efficaci. Come a Udine si è vista buona volontà nel cercare il fraseggio, condita però da errori imbarazzanti nel palleggio e da una manovra completamente priva di tentativi di verticalizzazione. Come a Udine, al primo calcio d’angolo dello Spezia il solito aitante difensore avversario l’ha messa dentro di testa indisturbato (Brunone Alves quanto ci manchi!). Infine, sempre come a Udine, si continuano a vedere giocatori che inseriti in questo sistema di gioco non riescono ad esprimere tutto il loro potenziale. Kucka per primo, così come le due punte. Gervinho, non riuscendo mai a partire in campo aperto, è il fantasma di sé stesso, al limite dell’inutilità, considerato che anche il suo dribbling secco sull’avversario sembra ormai un lontano ricordo. Per di più continuare a schierarlo dal primo minuto significa non sfruttare l’ottimo momento di Karamoh, entrato nella ripresa a dare vivacità all’attacco, anche se sprecone sotto porta considerate le due occasioni, più casuali che scaturite da azioni lineari, fallite da solo davanti al portiere. La prestanza fisica di Cornelius, sicuramente non al meglio della condizione, viene poco sfruttata nella difesa del pallone, per permettere alla squadra di salire e far da sponda per l’inserimento dei compagni di reparto e di mediana. Naturale continuare a chiedersi se il tecnico ha realmente a disposizione i giocatori adatti per applicare le proprie idee. Viene altrettanto naturale cercare di trovare le ragioni che spingono il tecnico Crociato a voler applicare insistentemente sistemi di gioco (4-3-1-2 fino allo 0-2 poi trasformatosi in un 4-2-3-1) che sembrano di difficile applicazione con gli attuali giocatori disponibili, anziché un più familiare 4-3-3. L’attesa dei tanti giocatori indisponibili (a proposito: complimenti a Grassi per l’abnegazione nell’interpretare per necessità il ruolo difensivo) più che come attenuante attuale suona come la speranza futura che qualcosa possa cambiare in meglio. Teniamoci stretti i 4 punti in 5 partite, che, visto il livello del gioco, sono tanta roba. Attenzione però, perché il calendario comincia ad essere impietoso (sabato si parte con la sfida di San Siro contro l’Inter) e i tempi cominciano ad essere stretti. Carlo Chiesa

Stadio Tardini

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11 pensieri riguardo “TUTTO PARMA E… CHIESA / GERVINHO NON POTENDO PARTIRE IN CAMPO APERTO RASENTA L’INUTILITA’ E IL SUO DRIBBLING SECCO E’ UN LONTANO RICORDO

  • 25 Ottobre 2020 in 23:09
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    Condivido.
    Con Liverani Gervinho è inutile in quanto non può far valere la sua velocità.
    Con Liverani giocano tutti sotto le loro potenzialità
    Con Liverani si va in B sparati.
    Con Liverani. il novello CARONTE verremo traghettati
    dal paradiso all’inferno.

  • 26 Ottobre 2020 in 00:30
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    Gervinho è un peso perchè non è una seconda punta come lo vuole far giocare Liverani. Come Kucka non è un trequartista. Sta sbagliando tutto!

    • 26 Ottobre 2020 in 11:52
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      Se è per questo pure l’ex usava Kucka come falso nueve o come meglio credi, ma quando non hai nemmeno i cambi i panchina che t’inventi?

    • 26 Ottobre 2020 in 13:55
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      Gnè gnè sta sbagliando tutto tutto!! Ho capito anche io che kucka non è un trequartista, ma come fa a non capirlo liverani? Ma gervinho non è una seconda punta come lo mette su quel lombrico lì. Gnèèè. Se leggi al contrario i tuoi commenti esce il demonio (Manenti) dalla webcam e ti canta jingle bells con la voce di d’aversa.
      Quando hai visto Gervinho seconda punta vorrei capirlo, ha giocato sempre da esterno fino ad ora. Il punto non è la posizione, ma che non si vive più solo di ripartenze. Gervinho ha sempre avuto in carriera un piede da dilettanti, sempre. Chi lo conosce dai tempi dell’arsenal lo ricorda in azioni degne di mai dire gol. Poi ha anche una velocità, una visione di gioco ed esperienza eccellenti. Ma se non la butti sulla velocità delle ripartenze, o se la squadra contro non tiene una difesa alta, è meglio se gervinho sta in panchina a mio parere.
      Kucka ha sempre fatto più ruoli da quando è a Parma, e l’abbiamo applaudito più volte da vertice alto, o punta centrale, o interno, o play basso, proprio per la sua duttilità e disponibilità.
      Vorrei capire con che filtri guardi la realtà intorno a te.

  • 26 Ottobre 2020 in 13:31
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    Mi rivolgo al titolare dell’articolo ovvero Chiesa.
    Vorrei precisare, a proposito di Gervinho che il suo massimo potenziale lo avevamo visto con la Roma di Rudi Garcia, un allenatore che gioca con il sistema 4-2-3-1 o 4-3-3 ama il fraseggio e soprattutto il possesso palla (vedere le partite del Lione). Comunque un sistema molto simile a Mr. Liverani. Il problema casomai è la condizione fisica di Gervinho e un pizzico di svogliatezza dell’Ivoriano il quale si era abituato ormai ad un gioco di sola rimessa, con 1-2 ripartenza per tempo senza alcun altro compito. Ritengo non abbia più la fame di giocare alla Dybala poiché se così facesse sarebbe ancora devastante. Non ho idea dei dati in km percorsi a vuoto e senza un perché. Lui sarebbe in grado di fare la differenza nel modulo di Liverani ma la sua condizione fisica non è più da campionato italiano. Lui ha dribbling, scambio nello stretto, fraseggio dai e vai ma purtroppo non ha alcuna voglia ne tenuta fisica per farlo. È un dato di fatto. Il modulo di Liverani altro non è che un pretesto. Si vada a rivedere la Roma di Grecia. Lui giocava alla Dybala facendo fare il centravanti a Totti.

    • 26 Ottobre 2020 in 13:43
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      Preciso, per correttezza, che la titolazione (che spetta alla direzione) è un estratto dalla più complessa analisi di Carlo Chiesa: per esigenza di impaginazione e scelta della foto, anche per diversificare da altri contributi nel frattempo pubblicati, abbiamo estratto, ed adattato nel titolo una delle frasi scritte nel suo pezzo da Carlo Chiesa, il quale, però non aveva “opinato” sul solo Gervinho…

      • 26 Ottobre 2020 in 14:47
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        Ma ragazzi poi Majo mi dice che ripeto sempre le stesse cose ma possibile che non capite una cosa così chiara e lampante?
        Ve lo vorrei dire in cinese, forse capireste di più ma il cinese non lo so e quindi ve lo dico in italiano
        ve lo dico PER L’ULTIMA VOLTA e poi basta perché se siete duri di.” comprendonio” non sta,a me risolverebbe vostro problema psichico.
        Statemi bene a,sentire.
        Questi giocatori NON SONO ADATTI AL GIOCO DI LIVERANI
        e non.lo saranno mai perché nella loro mente D’Aversa ha impresso a fuoco quei suoi schemi e ormai cancellarli non si può eccambiare e impossibile.
        Guardate Gervinho con questo gioco di LIVERANI È NULLO
        Guardate il centrocampo che con gli schemi di LIVERANI tutti
        i centrocampisti devono fare cose che mai hanno fatto
        e non c’è la fanno risultando sempre insufficienti.
        Guardate la difesa, quando arriva una palla in area, dal loro atteggiamento e dai loro viso. si nota una paura abnorme.
        Si cagano addosso dalla paura.
        Poi è vero avevamo.infortunati e positivi ma li aveva come noi anche Lo Spezia.
        Cavolo era Lo Spezia non.il Real Madrid.
        Che fare ora?
        Finché siamo in tempo bisogna esonerare LIVERANI e far venire D’Aversa se LIVERANI si rifiuta di farle il gioco di D’Aversa.
        Non abbiamo un trequartista e LIVERANI se ne frega.
        Fa giocare la squadra con i suoi schemi se non hai un trequartista non valido ma MOLTO VALIDO è come
        cantare a San Remo senza voce.
        Se fossi in Krause…..
        Purtroppo non.lo sono.
        Aspettare fino al 13 di dicembre non ha,senso

  • 26 Ottobre 2020 in 16:03
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    Ottimo articolo, condivido tutto!!! Pensare di aver fatto solo 4 punti VS Napoli, Verona, Spezia, Bologna, Udinese (queste ultime due hanno perse tutte le altre, il Bologna ce ne fatti quattro e l’Udinese tre, ma in 5 gare ha segnato solo un altro inutile gol!)……………………….aiuto, ora arrivano Inter e co.

    • 27 Ottobre 2020 in 21:02
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      Le sorprese sono sempre dietro all’angolo. Dai, bisogna avere fiducia. D’altronde finora si è sbagliato tutto, quindi non si puó che migliorare.

      Forza Parma

  • 26 Ottobre 2020 in 17:09
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    Ve ne accorgerete in che situazione
    di classifica saremo il 13 dicembre.
    È da quando è arrivato Liverani che ho
    scritto detto e urlato che Liverani
    non era il soggetto adatto per questo
    PARMA avendo giocatori che si
    esprimono al massimo con il 4-3-3.
    I fatti mi stanno dando purtroppo ragione.
    Purtroppo nessuno mi ha ascoltato.
    Guardate il calendario che ci aspetta
    e…..rabbrividerete
    Con il modulo di Liverani si va in B
    alla velocità della luce.

  • 26 Ottobre 2020 in 18:44
    Permalink

    Gervinho sembra la brutta della
    brutta copia di quando giocava male
    sotto D’Aversa.
    È un altro giocatore abulico assente
    Da miglior giocatore sotto D’Aversa
    a peggiore giocatore del Parma
    sotto LIVERANI
    È diventato UN GIOCATORE SEGA.

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