TUTTO PARMA E… CHIESA / TRE PUNTI MATURATI IN 25 SECONDI E DIFESO CON UNGHIE E DENTI PER 95 MINUTI

(Carlo Chiesa) – Nel proprio patrimonio miliardario, la famiglia Krause da questa sera dovrà aggiungere anche i tre punti ottenuti dal Parma contro il Verona, i primi dall’avvento del magnate americano alla presidenza Crociata e, in questo momento, più preziosi di qualsiasi altro proficuo business. Tre punti maturati in 25 secondi (goal lampo di Kurtic), difesi con le unghie e con i denti per i restanti 95 minuti e che per Liverani prendono la forma di tre enormi bombole d’ossigeno salvavita per interrompere l’apnea degli zero punti in classifica. Tre punti (oltre alla porta finalmente inviolata dopo le sei reti subite nelle prime due giornate) che rimangono sempre la miglior medicina per il febbricitante morale di una squadra ancora alle prese con la ricerca di un gioco definito e a sprazzi apparentemente più preoccupata a trovare le posizioni corrette in campo richieste dal proprio Mister, piuttosto che ricercare con continuità trame efficaci. In verità piccoli segnali di miglioramento si sono visti anche nel gioco, rispetto alla scellerata gara di Bologna (in verità…non ci voleva tantissimo!). Miglioramenti nel possesso palla e in una maggiore velocità ed efficacia nell’arrivare all’esecuzione verso la porta avversaria, in maniera lineare (il goal ne è una dimostrazione), al netto di ancora troppi errori dei singoli in fase di impostazione e di una verticalizzazione latitante, soprattutto a causa di un Brugman che non riesce proprio a prendere in mano la squadra come il suo ruolo imporrebbe, e di un Hernani troppo compassato e spesso a velocità ridotta rispetto a compagni e avversari. In assenza di Inglese e Cornelius (quest’ultimo entrato a gara in corso, ma evidentemente non al meglio), fa ben sperare l’evoluzione dell’intesa dell’ispirata coppia tutta tecnica e velocità Karamoh-Gervinho, che, dopo aver latitato lontani fra loro 60 metri in quel di Bologna, hanno accorciato la distanza, provando ad interagire con discreto successo e dimostrando che con un trequartista vero si potrebbe, forse, fare anche a meno della punta centrale. Già, il trequartista. Quanto Liverani è stato previdente a travestirsi da D’Aversa (sacrilegio!) adottando i tre difensori centrali e passando così al 5-3-2 per arginare i tre attaccanti schierati da Juric nel secondo tempo, tanto suscita perplessità nella sua compulsiva ossessione di schierare un trequartista. Si dice che il miglior allenatore è colui che adatta il proprio gioco alle caratteristiche dei giocatori che ha in rosa. E allora, mi chiedo, perché, in assenza di un trequartista vero, insistere ostinatamente con il 4-3-1-2? Il povero Kucka impiegato in quel ruolo, che non è il suo, né se lo sente cucito addosso, finisce con lo svilirsi, riducendo ai minimi termini il suo prezioso lavoro di recupero palloni e i suoi inserimenti offensivi essendo costretto, in quella posizione, a trovare l’ultimo passaggio piuttosto che riceverlo. Anche contro il Napoli, anziché modificare il suo classico assetto in un maggiormente offensivo 4-3-3 nel tentativo di recuperare lo 0-1, preferì inserire Dezi (che non giocava una partita in Serie A da tempi immemorabili) sempre in quella posizione. Perché? Del resto che questo Parma sia un cantiere aperto ormai lo si è detto in tutte le salse. I lavori di costruzione nel cantiere gialloblù sono però particolarmente complessi, sia per il tempo limitato avuto a disposizione prima dell’inizio del campionato, sia per un mercato in pieno svolgimento e finalmente giunto ormai al termine, ma anche perché questo è un Parma che ha una doppia necessità di cambiamento. Non è sufficiente lavorare soltanto dal punto di vista tattico, ma c’è anche da cambiare una mentalità ormai radicata: non più quella prevalente delle ultime stagioni (difesa ordinata e ripartenze veloci), ma la volontà di provare a fare gioco sempre, attraverso il possesso palla, alla ricerca dell’imbucata giusta. Speriamo che passo dopo passo l’identità di Liverani si manifesti sempre più chiara e definita negli 11 in campo. Le ultime citazioni della domenica vanno a Sepe e Pezzella. Il primo autore di una parata miracolo sul colpo di testa di Gunther a 5 minuti dalla fine; il secondo, che sembra aver trovato con Liverani l’allenatore ideale per esaltare le sue capacità dopo una stagione incolore, bravissimo a respingere di testa sulla linea un tiro potente a botta sicura di Faraoni nel primo tempo. Un saluto e un ringraziamento per tutto quello che ha dato alla causa Crociata, va infine a Matteo Darmian, che, entrato nella ripresa, a ulteriore dimostrazione della sua integerrima professionalità, ha salutato il poco pubblico presente al Tardini prima di trasferirsi all’Inter, con un disimpegno difensivo impeccabile nel finale, guadagnando con mestiere una punizione utilissima per dare respiro alla difesa e perdere qualche secondo prezioso. La pausa per la Nazionale di settimana prossima permetterà ora a Liverani di continuare a lavorare con i volti noti (Nazionali permettendo) e di dare il via all’integrazione dei giovani acquisti della nuova era Krause, con la tranquillità di essere, almeno per ora, fuori dalle tre posizioni calde della classifica. E forse a inizio stagione, considerate tutte le difficoltà dell’inizio, ci avremmo messo la firma. Carlo Chiesa

Stadio Tardini

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One thought on “TUTTO PARMA E… CHIESA / TRE PUNTI MATURATI IN 25 SECONDI E DIFESO CON UNGHIE E DENTI PER 95 MINUTI

  • 5 Ottobre 2020 in 13:48
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    Se gioca sempre così, con questa pericolosità e questa abnegazione, Karamoh sarà come un nuovo acquisto.

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