CARMINA MARADONA / TI SIA LIEVE LA TERRA, BARRILETE COSMICO

(Luca Savarese) – Scartali, uno a uno: la paura, il silenzio, le fredde ossa e poi, fai lo stesso anche col buio e quando arrivi davanti a San Pietro, fai sedere pure lui come fosse Shilton, dunque vai di corsa ad abbracciare ,Iddio, ringrazialo per quei piedi sopraffini, ma questa volta, nessuna mano de dios Diego, perché, quella, la userà Lui per accoglierti nella nuova squadra, là sopra dove le alture sono più dirompenti dello stadio Azteca. Ti sia lieve la terra, barrilete cosmico, si aquilotto cosmico, come ebbe a ribattezzarti il commentatore Victor Hugo Morales, quando regalasti a lui ed alla Argentina tutta, quella perla dionisiaca all’Inghilterra. “Barrilete cosmico, de què planeta viniste?” Aquilotto cosmico, da quale pianeta sei venuto? Un aquilotto cosmico, può volare in cielo? Non si sa sa, si sa invece che da poche ore, Diego Armando Maradona da Lanus, ha finito la sua partita tra gli uomini. Li hai sbeffeggiati, umiliati, a volte ingannati, dunque sconfitti, ma alcuni di questi uomini, li hai benedetti, adottati, portati in braccio nei suoi piedi furbi e senza noia. Ti piange il calcio, tua chiesa e tua condanna, si dispera Napoli, tua mecca e tua missione. C’era una volta una città bella e triste, varie dominazioni, tante volte schiacciata dal carro della storia. Dal 5 luglio 1984, c’è stata un’altra città, ancella premurosa del suo nuovo signore. 1987 e 1990, l’hai portata due volte in cima all’Italia, laddove prima di te, c’erano stati, tranne sporadiche eccezioni, solo regnanti del nord. In mezzo, nel 1989, ecco l’argento della Coppa Uefa. “Alè Alè Alè alè, Diego,Diego”. Hai fatto dipingere murales, far nascere bambini col tuo nome, colorare quartieri con la tua dies, insomma, cose che nessuno lì, tra via Caracciolo e san Gregorio Armeno, aveva fatto e stanne certo, farà più. Te ne sei andato proprio la settimana dopo Napoli-Milan, una delle più sentite, delle tue recite. Te ne sei andato proprio dopo che pochi giorni fa, con quell’operazione ben riuscita, avevi fatto esultare fin sotto l’ospedale, i tuoi infiniti amici. Ora, ti ha fermato più di quanto fece Buchwald quella sera a Roma del 90, un marcatore che non conosce finte, che si chiama morte: arresto cardiaco, ma forse, solo lei sapeva davvero come farlo. Gianni Brera, al solito così veloce nel trovare epiteti per i tuoi colleghi, ci mise diverse notti per trovare quello che meglio si confacesse con la tua persona. Poi, una volta trovatolo, verso le 5 del mattino, di un lunga notte, chiamò l’arbitro Paolo Casarin. Gli ordinò di precipitarsi presso il ristorante l’Orologio di Milano che forse, era la volta buona per affibbiarti un nomignolo: la scelta, ricadde su Puma. Noi ci metteremo diversi giorni per capire che Diego, non abita più qui. Ma poi, forse, basterà risentire quella cantilena, per intuire che anche tu, forse, da stasera, sarai, ora che potrai guardarci come non mai, un pizzico innamorato di noi. “Oh mamma mamma mamma, sai perchè innamorato so? Ho visto Maradona ho visto Maradona ehi mamma, innamorato so”. Luca Savarese

2 pensieri riguardo “CARMINA MARADONA / TI SIA LIEVE LA TERRA, BARRILETE COSMICO

  • 25 Novembre 2020 in 20:10
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    Da non tifoso napoletano sono sconvolto. Non ho parole.

  • 28 Novembre 2020 in 00:23
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    Grazie Luca, per aver ricordato il mitico Maradona, un vero personaggio mondiale e napoletano!

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