IL COLUMNIST di Luca Russo / IL CALCIO PROROGA LE SCADENZE DEGLI STIPENDI SPORTIVI, MA IL PARMA DI KRAUSE HA GIA’ PAGATO

(Luca Russo) – Qualche giorno fa, a proposito del caso degli stop non uniformi delle ASL ai convocati nelle nazionali, Beppe Marotta ha rilasciato dichiarazioni al vetriolo: “C’è un forte rammarico: invoco l’intervento del ministero dello sport. Questa situazione è iniqua, porta a un’alterazione della regolarità delle competizioni”. Evidente il riferimento al fatto che nella medesima città, Roma, due ASL differenti abbiano maneggiato diversamente la stessa materia: a seguito di alcune positività al Covid emerse nei rispettivi gruppi squadra: alla Roma è stato fatto divieto di inviare i propri giocatori nelle Nazionali d’appartenenza, alla Lazio no. Dunque, se gli uni si riposano, gli altri son costretti a lunghe e stancanti trasferte continentali ed intercontinentali. Legittima, dunque, la presa di posizione dell’amministratore delegato dell’Inter rispetto alla scelta del tutto arbitraria di alcuni club che – in barba al protocollo federale anche da loro stessi sottoscritto a che il carrozzone del calcio potesse andare avanti pur se malmesso e con le ruote sgonfie – rivolgendosi alle proprie ASL di riferimento sono usciti dal mondo del pallone stabilendosi in quello degli alibi e delle giustificazioni preordinate, evidentemente ignari del fatto che per concludere questo campionato senza esporsi al rischio di ulteriori considerevoli perdite economiche, un piano B vero e proprio non esiste. O meglio: il piano B consiste nel portare a termine il piano A, che ha individuato nel cosiddetto protocollo l’unica strategia valida per garantire alla massima serie uno svolgimento con formula tradizionale e risparmiarle modifiche di format in corso d’opera (e relative penali). Va da sé che ne verrà fuori un torneo, se non falsato, di sicuro condizionato dagli sviluppi della pandemia di COVID-19, e di esempi in tal senso se ne potrebbero fare tanti, ma non vi sono altre strade da percorrere per giungere a destinazione. O lo si accetta, e quindi si evita di interpellare questa o quella ASL a caccia di pretesti per non scendere in campo, oppure si rischia di far saltare il banco una volta e per tutte, stavolta con conseguenze devastanti da cui nessun club potrebbe considerarsi al riparo. Lo stato di salute delle casse del calcio nostrano non è affatto eccellente, come dimostrato dalle modifiche regolamentari formalizzate nell’ultimo Consiglio Federale, durante il quale “in considerazione del fatto che la situazione originata dalla pandemia COVID-19 si è aggravata nelle ultime settimane e ciò ha ancora di più acuito le difficoltà collegate alla carenza di liquidità per le società professionistiche, è stata approvata a maggioranza (con il voto contrario dei rappresentanti degli atleti e degli allenatori) la deroga alla disciplina dei termini di imminente scadenza, previsti per il pagamento degli emolumenti dovuti ai tesserati, ai lavoratori dipendenti e ai collaboratori addetti al settore sportivo delle società professionistiche. Il termine del 16 novembre 2020 è posposto al 1 dicembre 2020, ai fini dei controlli federali e della applicazione delle relative sanzioni. A tutela delle retribuzioni più basse, resta immutato il termine del 16 novembre 2020”. Detto che nell’ambito di una crisi economica su larga scala fatico a capire il voto contrario rispetto al provvedimento sopra esposto dei rappresentanti degli atleti e degli allenatori, che dovrebbero recuperare il contatto con la realtà e rendersi conto di ciò che li circonda invece di pretendere in alcuni casi consistenti ritocchi all’ingaggio, mi pare abbastanza chiaro che il mondo del calcio sia già troppo vicino al punto di non ritorno. Ed è esattamente questa la ragione per cui bisogna restare nel perimetro del calcio, ancorati al protocollo federale, e non farsi tentare dall’imboccare determinate e controproducenti scorciatoie. In questa ottica va elogiato l’atteggiamento maturo del Parma che nonostante i casi di positività e le convocazioni delle nazionali abbiano decimato la rosa di giocatori a disposizione di Liverani in questo primo scorcio di stagione, non è mai venuto meno al rispetto dei principi di lealtà, correttezza e probità, sanciti dall’articolo 1 comma 1 del Codice di Giustizia Sportiva, né ha mai messo in discussione la bontà, sostanziale e formale, del protocollo federale, meritandosi anche il grazie (pubblico) del Palazzo. Non solo: Parma esemplare anche per quanto concerne il discorso emolumenti di cui sopra: mentre, infatti, il sistema annaspa e si aggrappa alla proroga della proroga, il presidente Krause ha regolarmente pagato in anticipo sugli altri, tutto quanto dovuto ai propri tesserati per le mensilità di Giugno, Luglio, Agosto e Settembre nelle scadenze previste, come riferito ieri da alcuni portali, tra cui Parma Live che cita fonti interne al club che hanno fatto filtrare il lodevole comportamento del tycoon americano e dei suoi soci italiani i quali, in occasione del lockdown primaverile, a differenza di altri, non avevano neppure lucrato sugli aiuti di stato come cassa integrazione, mantenendo fede ad ogni impegno preso, nonostante le gravi, enormi perdite impreviste causa pandemia. Come chiosato da Nicolò Pasta di Parma Live: “Nonostante il periodo di grandi difficoltà economiche generale, il Parma dà un grande segnale a tutto il mondo calcistico, con una decisione non scontata e che dimostra grande solidità e stabilità per un club nuovo e dal futuro promettente.” Un Parma che alla ripresa degli allenamenti in quel di Collecchio si è riunito senza 8 dei suoi atleti, perché appunto impegnati con le rispettive Nazionali. Non la migliore delle condizioni possibili per un gruppo che ha avuto poche occasioni per lavorare a ranghi completi e che pure ne avrebbe tanto bisogno per riscattarsi da un avvio di campionato così così, sì da creare la chimica necessaria al raggiungimento agevole del traguardo stagionale, che è e resta la salvezza. Ma al Parma non si scompongono né accampano scuse: lo show deve andare avanti e la sua tenuta economica nel breve e medio termine è molto più importante degli interessi dei singoli club. Luca Russo

5 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / IL CALCIO PROROGA LE SCADENZE DEGLI STIPENDI SPORTIVI, MA IL PARMA DI KRAUSE HA GIA’ PAGATO

  • 13 Novembre 2020 in 12:55
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    Grande Presidente … impecabile

    Rispondi
    • 13 Novembre 2020 in 21:33
      Permalink

      Come scritto da Russo, a beneficio dei tanti detrattori di Nuovo Inizio che purtroppo pullulano in questo spazio, incuranti dei cinque importanti anni in cui ci hanno tenuto in custodia, sottolineo che una buona metà (se non di più) degli stipendi sportivi pagati puntualmente sono stati messi durante il loro esercizio, a ennesima riprova della gestione finanziariamente forte e seria anche dei sette.

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  • 16 Novembre 2020 in 08:17
    Permalink

    C’è chi non ha ancora pagato gli emolumenti di giugno luglio agosto e settembre ma ha fatto un mercato faraonico e ovviamente è già pronto a cambiare allenatore in corsa, sarebbe ora che le regole venissero rispettate, chi non può non deve. Altrimenti si perde credibilità le regole devono essere uguali per tutti.

    Rispondi

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