IL COLUMNIST di Luca Russo / IL PASSAGGIO DEL TURNO IN COPPA ITALIA RESTA UN OBIETTIVO MINIMO, MA NON UN ASSILLO. ANCHE PERCHE’ C’E’ IN VISTA C’E’ IL GENOA…

(Luca Russo) – Una vittoria, due pareggi e due sconfitte. E’ il ruolino di marcia recente del prossimo avversario del Parma. Non in campionato, ma in Coppa Italia. Domani al Tardini arriva il Cosenza. Sulla carta la rivale meno proibitiva toccata ad una formazione di A, insieme all’Entella “pescato” dal Torino. Le altre di massima serie infatti se la vedranno tra di loro: Cagliari-Verona, Bologna-Spezia, Udinese-Fiorentina e Sampdoria-Genoa, oltre a Spal-Monza (giocata ieri, 2-0 in favore degli estensi con rete del nostro ex Alberto Paloschi) ed Empoli-Brescia che coinvolgono squadre impegnate in cadetteria, completano il tabellone. Ma torniamo al team calabrese. I rossoblù sono reduci dal colpaccio sul campo del Frosinone, un 2-0 maturato grazie alla doppietta messa a segno da Carretta nella ripresa. Partita interpretata in modo eccellente dai Lupi della Sila, che hanno sfoggiato un pressing alto bene orchestrato e una certa abilità nell’arte del contropiede. Il primo successo della stagione in B gli ha permesso di allontanarsi dalla zona retrocessione e di preparare la trasferta in Emilia con la serenità sufficiente per provare ad imbastire un’altra impresa dopo quella realizzata in Ciociaria. Occhiuzzi ci crede e per questo si affiderà ad un undici di partenza in cui ci sarà il giusto equilibrio tra la necessità di far rifiatare chi fin qui ha collezionato un minutaggio più alto, e quindi speso più energie, e la tentazione di superare il quarto turno e regalarsi l’ottavo di finale contro la Lazio. Il duello di domenica sera con la Salernitana conserva la priorità assoluta perché risulterà fondamentale in chiave salvezza, ma non per questo i sogni di coppa verranno riposti in un cassetto. Considerato l’infortunio del secondo portiere Saracco, tra i pali l’allenatore di Cetraro dovrebbe affidarsi al titolare Falcone piuttosto che al terzo Matosevic. Nel reparto arretrato uno tra Idda e Legittimo osserverà un turno di riposo, l’altro farà compagnia a Tiritello e Schiavi, sulle corsie esterne spazio al capitano Corsi a destra e alla staffetta tra Vera e Bittante a sinistra. In mezzo al campo la certezza è Kone, mentre sembra improbabile che Ba e Petrucci, entrambi al rientro dopo un periodo di stop, possano essere lanciati nella mischia. Così prende quota l’ipotesi che spetterà di nuovo a Sciaudone o Bruccini fare a sportellate nella zona nevralgica del rettangolo verde. Pochi dubbi per l’attacco: Bahlouli e Sacko titolari insieme a Petre o Borrelli nel tridente offensivo. E il Parma? Detto che Pezzella non sarà della partita perché gli accertamenti diagnostici cui si è sottoposto hanno evidenziato una lesione di secondo grado della giunzione mio-tendinea del bicipite femorale sinistro, è assai probabile che Liverani, che del resto lo ha preannunciato, faccia ricorso ad un ampio turnover. Col Genoa all’orizzonte è difficile che venga la voglia di spremere ulteriormente i titolarissimi (due, Kucka e Gervinho neppure convocati) e rischiare di arrivare scarichi, sia nel fisico che nella testa, a quello che ha tutte le carte in regola per guadagnarsi la definizione di scontro salvezza. Troppo importanti i novanta minuti di lunedì prossimo per metterli in secondo piano rispetto all’impegno con il Cosenza. Il passaggio del turno in Coppa Italia resta uno degli obiettivi “minimi” di questa prima fase, non un assillo. Per centrarlo di certo servirà molto di più del Parma arrendevole e inconsistente che domenica scorsa è stato “asfaltato” dalla Roma in una gara il cui sviluppo ha dato la stura alle preoccupazioni della piazza e degli addetti ai lavori. Perplessità comprensibili e legittimate dall’atteggiamento ultra-rinunciatario che Gervinho e soci hanno tenuto al cospetto della formazione giallorossa. I Crociati si sono difesi ad oltranza e mai hanno dato l’impressione di essere in possesso di una strategia valida per andare a cercare fortune dall’altra parte del campo. Ma più della sconfitta, pesante per proporzioni e modalità, e della prestazione nel suo complesso, largamente al di sotto della sufficienza, allarma la postura dei ragazzi di Liverani in occasione delle tre reti subite: non un calciatore gialloblù pronto e disposto a disturbare l’avversario, tutti rassegnati a subire lo sviluppo e le conseguenze dell’azione in corso. Per salvarsi il bel gioco da solo non basta: occorrono uno spirito da marines e un linguaggio del corpo diverso da quello espresso all’Olimpico. Luca Russo

2 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / IL PASSAGGIO DEL TURNO IN COPPA ITALIA RESTA UN OBIETTIVO MINIMO, MA NON UN ASSILLO. ANCHE PERCHE’ C’E’ IN VISTA C’E’ IL GENOA…

  • 24 Novembre 2020 in 23:15
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    Domani Karamoh e Adorante in attacco e a questo punto, perchè no anche in campionato? Tanto peggio dei morti Cornelius e Inglese non possono fare.

  • 25 Novembre 2020 in 09:08
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    E sì dopo la partita di Roma dove la maglia non aveva una goccia di sudore è giusto fare respirare qualche ” titolare” se lo sono meritato!
    Quindi giusto e corretto non spremerli, non c’è nulla da spremere.
    E se questo deve essere la modalità per giocare le partite non so cosa ci si deve aspettare…

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