venerdì, Maggio 24, 2024
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IL COLUMNIST di Luca Russo / IO PREFERISCO IL BUON GIOCO AL BEL GIOCO

(Luca Russo) – Risultatisti contro giochisti. Fervidi catenacciari contro i cultori dell’estetica elevata all’ennesima potenza. Sostenitori della concretezza contro i fan del palleggio elegante, talvolta piacevole e produttivo allo stesso tempo, talaltre stucchevole, inefficace e fine a se stesso. Sono queste le due fazioni che animano il dibattito attorno al calcio d’oggi. Un tavolo al quale da tempo si sono accomodati anche i tifosi del Parma. Non sono tanto lontane le domeniche in cui a D’Aversa contestavano la sua filosofia di gioco, che in diversi (ma non tutti) consideravano troppo orientata al “prima non prenderle” e poco audace, cioè non sufficientemente disponibile ad insidiare l’avversario con maggiori frequenza e qualità. In tal senso, l’arrivo di Liverani all’ombra del Battistero ha dato la stura ai sogni della piazza Crociata, convinta che con l’allenatore capitolino si materializzasse pure il cosiddetto e desiderato bel gioco. Dopo sette giornate possiamo affermare con ragionevole certezza che se ne è visto pochino e, anzi, nelle ultime due pare che la strategia della formazione gialloblù abbia subito un repentino e vistoso cambio di rotta: contro l’Inter e la Fiorentina l’ex tecnico del Lecce, infatti, ha optato per un Parma più abbottonato, accorto, “daversiano” per dirla senza mezzi termini. E’ lecito ipotizzare che questo dietrofront sia stato dettato prevalentemente dalla forza dei neroazzurri e dalla cifra tecnica dei toscani: non ha senso fare gli spacconi al cospetto di chi è più e meglio attrezzato di te. Considerati i risultati ottenuti, si è trattato di una scelta che innanzitutto ha sedimentato le prime certezze in un gruppo che rischiava di presentarsi alla seconda sosta stagionale privo dell’autostima necessaria per continuare a battersi con profitto nella lunga corsa ad ostacoli che conduce alla salvezza. E solo chi ha fatto sport può comprendere quanto possa rivelarsi controproducente vivere due settimane senza impegni con l’assillo di ritornare a macinare risultati, esponendosi al rischio di continuare a non farne e quindi di allungare ulteriormente la striscia negativa. Una decisione, quella di anteporre la necessità di non subire gol alla voglia di realizzarne, i cui effetti sono ben visibili in classifica: alzi la mano chi alla vigilia dei confronti contro le truppe di Conte e Iachini (poi sollevato dall’incarico per far posto al ritorno di Cesare Prandelli) avrebbe pronosticato di uscirne con due punti in saccoccia, frutto di due pareggi strappati senza nemmeno soffrire in maniera significativa. Una modifica al copione, o se vogliamo allo spartito, che va anche applaudita e accolta con favore, perché il coach ducale pur essendo un esteta del pallone dichiarato ha dimostrato di non soffrire dell’integralismo tipico dei mister che diffondono il verbo del calcio propositivo, sapendosi invece adattare a ciò che gli ha passato il convento (a suo modo lussuoso se si pensa a dove eravamo finiti cinque anni fa) e agli avversari di giornata. Se è vero che in natura e nella vita sopravvive non il più forte ma chi si adatta meglio al cambiamento e se è vero che il bravo allenatore è quello che fa meno danni, Liverani possiamo promuoverlo a pieni voti (il bacio accademico di questi tempi è meglio tenerlo in naftalina) in entrambe le materie, con buona pace dei supporter Crociati che probabilmente saranno rimasti delusi nel rivedere un Parma arroccato in difesa e quasi disinteressato ad attaccare i rivali. Calma e gesso, tifosi. Perché una volta superate ed archiviate le difficoltà legate alla mancata preparazione – anche se va sottolineato come il Parma condivida con l’Inter il primato nella media di chilometri percorsi per partita (110,6) – e alla rosa di giocatori disponibili decimata una domenica sì e l’altra pure dal Covid, Liverani ritornerà a esibire con convinzione il proprio credo calcistico. Nell’attesa, godiamoci il buon gioco (che io preferisco al bel gioco). Luca Russo

8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / IO PREFERISCO IL BUON GIOCO AL BEL GIOCO

  • Condivido l’articolo, Liverani ha una certa credibilità come allenatore giochista, dovendo sopperire a varie avversità pragmaticamente ha fatto di necessità virtù, soprattutto con certe squadre che al momento ti sono superiori, primo non prenderne, d’altronde era quello che tutti chiedevano a gran voce, assestiamo la difesa, creiamo determinati equilibri, che poi arriverà anche il resto, con l’Inter due azioni due gol, ma sono stati di grande fattura sia per la preparazione che per la realizzazione, con la Fiorentina giornataccia del centrocampo zero occasioni, ma in questi 4 anni abbiamo visto anche di peggio, poi qualcuno (lui stesso) si chiede come mai dopo aver fatto bene a Parma sia ancora a spasso, è evidente che i presidenti prima dell’opzione D’aversa che vedono da ultima spiaggia, preferiscono qualcuno che proponga qualcosa di diverso.

  • D’Aversa non si è ancora accasato
    perché vuole consumare la sua vendetta.
    Prendere lo stipendio del Parma, godere
    di quello che fa IL CATENACCIARO LIVERANI
    e farsi rimpiangere, ormai in modo planetario
    dai tifosi gialloblu’
    Poi il prossimo anno dopo aver preso
    l’ultimo stipendio del Parma si.accasera’
    perché le richieste non mancheranno.
    Nell’attesa, riposo e ferie e goduria pura,
    nel.vedete colui che l’ha sostituito far giocare
    lo a squadra come gioca il DOPOLAVORO
    FERROVIARIO DI NOLA.

    • Luca Russo

      Non immaginavo che le sue conoscenze calcistiche si spingessero fino al DopoLavoro Ferroviario di Nola…. 🙂

    • Caro Luca Russo. conosco molto bene il
      DOPOLAVORO FERROVIARIO di NOLA
      perché sono venuto a conoscenza che
      la vecchia proprietà per ” rinforzare ”
      la squadra, non avendo più un centesimo
      da poter spendere avrebbe”acquistato”
      senza spendere un centesimomolti giocatori
      del Dopolavoro i quali sarebbero venuti gratis
      da noi percependo come stipendio circa 1.500
      euro al mese.
      Ovviamente avrebbero preso i più giovani
      fatti poi passare per fenomeni.
      Ovviamente poi è arrivato il DIVINO KRAUSE….

  • A parte le lodi sperticate a una squadra sopravvalutata come la Fiorentina, contro cui si poteva benissimo vincere, il resto dell’articolo è condivisibile. Con tutta la rosa a disposizione Liverani non avrà più alibi.

    • Luca Russo

      Mi permetto di far notare che la Fiorentina annovera tra le proprie fila un campione come Ribery e un progetto di campione come Castrovilli: se questa è una squadra contro la quale si poteva “benissimo vincere”, allora non mi spiego perché quando si parla di obiettivo stagionale del Parma non ci si spinga oltre la salvezza.

  • Luca Russo. non ci spingiamo oltre
    l’ effimera chimera della salvezza per
    un motivo molto semplice.
    Siamo allenati con schemi cervellotici
    non percepiti dalla squadra che li
    ha rimandati al mittente che è il
    CATENACCIARO LIVERANI.
    Il brutto è che lui non se ne
    è ancora accorto.

  • Pencroff

    Veleinstein?

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