IL COLUMNIST di Luca Russo / LE PARTENZE LAMPO PIETRE MILIARI DELLE DUE PRIME SALVEZZE DEL PARMA DEL NUOVO INIZIO

(Luca Russo) – Il match di Roma ce lo ricorderemo a lungo. Sia per le proporzioni, direi notevoli, del risultato finale che per il modo in cui è maturato. Nessuno pretendeva che i Crociati comandassero il gioco all’Olimpico, ma ci si aspettava almeno che non subissero passivamente quello degli avversari. E invece il Parma è sceso in campo con un atteggiamento ultra-rinunciatario, cioè orientato esclusivamente alla necessità di non prenderle, e privo di una strategia offensiva che fosse un po’ più imprevedibile dell’ormai inflazionata palla da recapitare a Gervinho sperando che l’ivoriano ne ricavi qualcosa di simile ad un occasione da gol. Lo stesso Liverani lo ha ammesso a fine gara: “Quel che oggi è proprio mancato è stata la cattiveria nell’andare nei duelli, abbiamo fatto una partita a guardare un po’ troppo gli altri”. Un catenaccio che stiamo vedendo da diverse domeniche, da quando cioè il tecnico romano si è reso conto che non sono ancora maturi i tempi per le trame propositive che vorrebbe esibire, ma che fin qui non ha distribuito alcun dividendo né in fase di non possesso né durante le manovre d’attacco visto che i gialloblù vantano una delle peggiori difese e uno dei reparti avanzati meno prolifici: 8 le reti realizzate, 16 quelle subite. Un paradosso in piena regola se si considera che il cosiddetto calcio all’italiana nasce proprio dalla volontà di coprirsi il più possibile in attesa del varco giusto per andar a cercare fortune dall’altra parte del campo. I pareggi ottenuti con l’Inter prima e la Fiorentina poi ci avevano illusi che la squadra fosse finalmente riuscita a trovare quelle certezze, quella autostima e quegli equilibri indispensabili per scrollarsi di dosso le scorie di un avvio di campionato tutt’altro che incoraggiante. Le tre scoppole subite da una Roma che si è limitata a fare la Roma e che ha vinto quasi in folle, ci riportano sul pianeta terra e ci costringono a guardare in faccia la realtà: reiterando l’atteggiamento avuto dalla gara con lo Spezia in poi, di strada se ne farà pochina. Non occorre chiedere al gruppo di fare di più, basterebbe che proponesse e facesse qualcosa di diverso da ciò che ci ha mostrato di recente. Serve un repentino cambio di rotta. E serve in tempi brevissimi, altrimenti dovremo rassegnarci a vivere un’intera stagione a cavallo tra la zona retrocessione e la quart’ultima piazza. Un’eventualità da cui tenersi al riparo perché finire in B nell’anno del Covid, che sta mettendo a dura prova la tenuta economica del mondo del pallone, potrebbe vanificare gli sforzi compiuti dal club dal 2015, anno della sua rinascita, ad oggi. Otto giornate restano comunque poche per abbandonarsi allo sconforto ed emettere verdetti definitivi, ma iniziano ad essere sufficienti per fare dei confronti con quanto è successo nel corso delle passate stagioni. Due campionati fa a quest’ora il Parma era decimo a quota 13 punti, nel 2019/2020 ottavo con 12. Ben 7 e 6 punti in più rispetto allo score attuale. Una differenza di rendimento evidente. Un divario che va colmato al più presto e che fa delle prossime sfide di campionato contro Genoa e Benevento due appuntamenti (con la vittoria) da non fallire. Luca Russo

4 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / LE PARTENZE LAMPO PIETRE MILIARI DELLE DUE PRIME SALVEZZE DEL PARMA DEL NUOVO INIZIO

  • 23 Novembre 2020 in 13:26
    Permalink

    Ma Luca Russo Morosky & Co
    chiedete l’esonero di LIVERANI
    Diamo a LIVERANI causa la
    coppa Italia l’ultima chance col Genoa ma
    se si perde a Genova o si pareggia da schifo
    va esonerato immediatamente
    Questo va esonerato se siamo.una società seria
    Carli aveva garantito per LIVERANI
    e adesso Carli dov’è?
    Anche lui va esonerato per un mercato
    dispendioso dove i nuovi arrivi si sono
    dimostrati giocatori SEGA
    Ma lo sapete perché è arrivato Liverani da noi
    Da quello che si sente è andata così.
    Carli si rifiutava di firmare se non fosse
    arrivato con lui anche Liverani.
    Carli parlava tanto bene di lui che
    ha convinto la società a dare un calcio in culo
    a D’Aversa per prendere. secondo Carli. uno dei
    migliori allenatori di serie 🅰
    Garantiva lui anche con.la società oltre
    che con.i tifosi.
    Ecco perché bisogna fare TABULA RASA
    come facemmo.in serie C quando i
    MAGNIFICI 7 cambiarono tutti
    e…..vincemmo il campionato
    Ma non vedete che nemmeno Liverani
    non ci capisce niente dei suoi schemi?
    Se non ci capisce niente lui in quegli
    schemi. oserei dire ALIENI chi li deve capire?
    Mio fratello per caso dato che i giocatori
    non li recepiscono?
    ESONERO altrimenti questa è una società
    fantasma dove un uomo solo è al comando.
    comanda solo uno
    CARLI.

  • 23 Novembre 2020 in 13:51
    Permalink

    Ripeto solo che non è delusione è qualcosa di diverso. Altri anni con altro allenatore abbiamo visto non gioco, rinunciare, e non giocare partite di quelle importanti. Ma se si era vista una ripresa e un po’ di carattere, direi che ora è il momento che tutti e ripeto tutti nessuno escluso, tirino fuori gli attributi. Basta parole buttate, è il momento di vedere fatti sul campo. Risposte sul campo non parole inutili.

  • 23 Novembre 2020 in 18:33
    Permalink

    Delusione? Ma se fino alla scorsa settmana si lodava l’atteggiamento finalmente prudente di Liverani!

  • 24 Novembre 2020 in 10:54
    Permalink

    grazie PIETRE

I commenti sono chiusi.