IL COLUMNIST di Luca Russo / NON MI ASPETTAVO UNA DISFATTA DI TALI PROPORZIONI, FIGLIA DI UN ATTEGGIAMENTO ULTRA-RINUNCIATARIO

(Luca Russo) – Eravamo consapevoli che storicamente nell’Olimpico a tinte giallorosse il Parma raramente raccoglie punti. L’intera posta in palio se l’è portata via una sola volta: correva l’anno 1997 e fu decisiva una rete di Crespo. Avevamo anche contezza della superiorità complessiva della Roma rispetto ai gialloblù, perché dotata di maggiore cifra tecnica e di una rosa piuttosto profonda. Ciò che non ci si aspettava era una disfatta di tali proporzioni. Un 3-0, maturato nel primo tempo per effetto delle reti messe a segno da Borja Mayoral e Mkhitaryan (autore di una doppietta), che si spera di poter derubricare a incidente di percorso, ma che resta comunque pesante. E sul piano tecnico e su quello psicologico, perché in un sol colpo rischia di vanificare i bei passi avanti, in termini tattici e di autostima, registrati nelle scorse settimane. Una batosta figlia dell’atteggiamento ultra-rinunciatario dei Crociati, scesi in campo col solo intento di non prenderle. Strategia vincente al cospetto di Inter e Fiorentina, per nulla efficace nel confronto con la truppa di Fonseca. La Roma si è imposta ricorrendo alle sue armi migliori: giro-palla ad altissima velocità ed elevata precisione al tiro. Il tutto senza accusare minimamente le assenze di calciatori del calibro di Dzeko, Fazio, Kumbulla e chi più ne ha, più ne metta. Il Parma è stato catenaccio, tentativi poco convinti di innescare Gervinho in contropiede e nulla più. Il primo tiro verso la porta difesa da Mirante è arrivato al minuto 66: questo dato da solo spiega il risultato meglio di mille analisi post partita. Nemmeno il contributo dei subentrati Kurtic, Karamoh e Brunetta, che in tanti avrebbero voluto vedere schierati nell’undici di partenza, è bastato a ridimensionare i contorni di un passivo che poteva essere addirittura anche più rotondo a favore della Maggica, se solo non avesse sciupato le numerose palle gol collezionate dopo il 3-0. Ci consoliamo con le notizie giunte dagli altri campi: Crotone, Sampdoria e Fiorentina hanno perso in casa rispettivamente contro Lazio, Bologna e Benevento, il Torino ha subito l’ennesima rimonta (immeritata) di questo primo scorcio di campionato. La lotta salvezza è una questione che almeno per ora riguarda e coinvolge tante squadre, non solo il Parma e poche altre. Ma tra i tifosi inizia a serpeggiare il timore che cambiare tutto a meno di un mese dall’inizio della stagione sia stato un azzardo non opportunamente calcolato. L’auspicio è che si sbaglino. Luca Russo

6 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / NON MI ASPETTAVO UNA DISFATTA DI TALI PROPORZIONI, FIGLIA DI UN ATTEGGIAMENTO ULTRA-RINUNCIATARIO

  • 22 Novembre 2020 in 20:41
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    Troppi post ottimistici signor Russo pre-Roma. Me lo sentivo sarebbe finita male.

    • 23 Novembre 2020 in 10:56
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      Forse era un modo di motivare o incentivare la squadra a fare un minimo di sforzo fargli almeno capire che noi tifosi siamo con loro anche se non fisicamente ma con il cuore. Ma a loro non importa questo è chiaro.

    • 23 Novembre 2020 in 10:59
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      Molto probabile che fosse un modo per incentivare la squadra a fare qualcosa quello che in realtà non ha fatto quello che noi tifosi avremmo voluto ma come sempre nessuno buon proposito va bene a quanto pare.

  • 23 Novembre 2020 in 08:20
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    Si sapeva già da settembre che quest’anno sarebbe stato il campionato più difficile. È ovvio che cambiare proprietà, dirigenza e staff tecnico a un mese dall’inizio del campionato, un prezzo lo devi pagare. Si poteva fare diversamente? Boh… la vecchia Proprietà voleva vendere e la trattativa si è finalizzata solo a settembre…e qua c’era poco da fare. Il DS se ne voleva andare e anche qui non c’era tanto spazio di manovra: quando un dirigente se ne vuole andare mica hai tanti margini per trattenerlo, non è un impiegato qualunque., al max gli fai pagare una penale… forse si poteva fare meglio con l’allenatore: trattenere D’Aversa e battere sentieri già conosciuti dai calciatori e rimandare al prossimo anno i progetti di nuovo corso tecnico. Non è stato fatto e ci si è presi un bel rischio. Carli si è preso un bel rischio.
    Sarà dura. Speriamo che ce ne siano 3 peggiori ma l’inizio non fa presagire nulla di buono anche perché 2 delle 3 neopromosse, che di solito sono le candidate più autorevoli a retrocedere, sono già davanti ……

    • 23 Novembre 2020 in 08:55
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      Gli allenamenti si fanno a Collecchio, partitelle di allenamento la Roma le può fare con la primavera. Era solo voglia di andare a fare una gita fuori dalla zona rossa ed andare a vederne un’altra. In campo definire fantasmi è offendere gli spiriti. La maglia si ONORA e nessuno lo sta facendo dalla prima giornata NESSUNO. Non c’è amore, orgoglio, voglia di reagire, caratteristiche. Manca tutto. La CROCIATA si suda!

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