IL COLUMNIST di Luca Russo / RECAPITARE PALLA A GERVINHO CONFIDANDO CHE SI INVENTI QUALCOSA E’ TROPPO POCO PER POTERSI SALVARE

(Luca Russo) – La sosta per gli impegni delle Nazionali ci offre il destro per tracciare un bilancio del primissimo scorcio del campionato dei Crociati, che è stato consegnato agli archivi dopo il pareggio a reti bianche con la Fiorentina. I numeri sono moderatamente allarmanti, le prestazioni, però, evidenziano segnali di crescita da parte di un gruppo che, è bene ricordarlo, tra la fine della scorsa stagione e l’avvio di quella in corso ha visto il mondo attorno a sé essere rivoltato come un calzino: cambiato l’allenatore, cambiato il diesse, cambiata la proprietà. Era legittimo, quindi, attendersi un periodo di assestamento rispetto ad una tale sequenza di “rivoluzioni”, e lo stesso Liverani ha voluto porre l’accento sul tema ai microfoni di DAZN dopo lo 0-0 strappato ai calciatori allenati da Iachini. Tornando a quanto si è visto sul rettangolo verde, il Parma fin qui ha messo insieme 6 punti, frutto di 1 vittoria, 3 pareggi e altrettante sconfitte. Ciò sta a significare che non ha perso più del 50% delle gare disputate. Un dato teoricamente promettente, se non fosse che i segni X sono stati troppo ricorrenti: di questo passo, e cioè proiettando l’attuale ruolino di marcia dei Gialloblu sull’intera durata della massima serie, a fine torneo i punti saranno 32 o 33, non abbastanza per conservare la categoria. Gli altri parametri preoccupanti riguardano il numero di reti realizzate e subite. Gli uomini di Liverani ne hanno fatte 8 e incassate 13, per una media rispettivamente di poco più di uno e poco meno di due a incontro. Non male che si riesca ad andare in gol almeno una volta a match, ma per niente bene che se ne prendano quasi due a domenica. Se la sfida contro la Fiorentina ci ha comunque mostrato un Parma in ascesa in fase di non possesso, lo stesso non si può dire della sua versione offensiva. Contro i toscani Bruno Alves e compagni pur subendo il loro ‘giropalla’ sterile, prevalentemente orizzontale e poco orientato alla profondità, non hanno mai perso le distanze, la capacità di pressare e la voglia di tenere Sepe al riparo da qualsiasi pericolo, peraltro riuscendoci alla perfezione visto che i gigliati di grosse occasioni non ne hanno avute e considerato che per tutto l’arco del duello non si è mai materializzata la sensazione che potessero andare a bersaglio. Ai Ducali, però, sono mancate buone idee per provare a impensierire la retroguardia fiorentina. Da un lato sapevano esattamente cosa fare per disarmare la truppa capitanata dal talentuoso Ribery, ma dall’altro non disponevano di un valido ventaglio di strategie per innescare i propri terminali d’attacco. L’unica consisteva nel recapitare la palla a Gervinho confidando che si inventasse qualcosa. Difficile che una tale povertà di soluzioni offensive si sposi bene con la necessità di salvarsi. Ma questo è appunto il bilancio delle prime sette giornate di campionato. Un bilancio evidentemente parziale, interlocutorio. La sosta regalerà a Liverani due settimane di soli allenamenti: c’è tutto il tempo per correggere e migliorare la rotta. Luca Russo

6 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / RECAPITARE PALLA A GERVINHO CONFIDANDO CHE SI INVENTI QUALCOSA E’ TROPPO POCO PER POTERSI SALVARE

  • 9 Novembre 2020 in 07:24
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    Non è che mancassero le idee e le strategie per costruire palle per l’attacco, mancava di peso il centrocampo nessuno dei tre iniziali ha raggiunto la sufficienza, sono stati di una pochezza tecnica imbarazzante nel costruire.

  • 9 Novembre 2020 in 10:02
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    Finalmente si dicono le cose come stanno.
    Kurtic e Hernani
    SONO PENOSI
    Si sono imbocchiti
    Sono diventati giocatori SEGA.
    L’attacco non segna perché il centrocampo
    no gli da palloni decenti.
    Con D’Aversa sembravano fenomeni
    con il CATENACCIARO LIVERANI
    sono diventati irriconoscibili.
    Quando vedo giocare Hernan +i mi dico
    ” Ma sul televisore, ho messo il rallentatore d’immagine?”
    Ora LIVERANI gioca alla,D’Aversa.
    E allora mi chiedo perché
    lo abbiamo cacciato?

    • 9 Novembre 2020 in 12:14
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      Non vedo perché continuare a disquisire su come società e D’Aversa abbiano deciso di non proseguire il rapporto. Ormai sono cose del passato

      • 9 Novembre 2020 in 22:58
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        Sicuramente con le premesse di inizio anno, comunicate dai 7 in conferenza stampa, si poteva logicamente considerare chiuso il ciclo D’aversa, vista l’impossibilità di fare meglio sia nel breve che nel medio-lungo termine. Poi, però, c’è stato il cambio societario : che ci possa essere margine per un nuovo progetto per un Bobby 2.0? Chissà.. intanto vediamo se Liverani riuscirà in breve a trovare una quadra che consenta di avere un Parma compatto in difesa e pericoloso in attacco (non pretendo grandi azioni da gol, solo qualche azione pericolosa e un po’ di cinismo)

  • 9 Novembre 2020 in 10:44
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    Gervinho non è una punta! Lui deve partire largo per poi accentrarsi.

  • 9 Novembre 2020 in 11:04
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    Ma chi è il responsabile che ha o avrebbe dovuto costruire la squadra?

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