L’ESORDIO A SAN SIRO DI BOTOND BALOGH, PRODOTTO DEL VIVAIO CROCIATO ARRIVATO IN PRIMA SQUADRA

(Gmajo) – Sabato sera 31 Ottobre 2020: una data che Botond Balogh non dimenticherà mai, visto che alla Scala del Calcio, ossia lo stadio Giuseppe Meazza “San Siro”, Milano, ha fatto il suo debutto in Serie A con la maglia del Parma, pochi giorni dopo l’esordio in prima squadra, in Coppa Italia, nella partita col Pescara. Una settimana davvero speciale per il difensore magiaro che un anno fa, di questi tempi, era in Brasile, assieme al compagno Mark Kosznovszky con cui condivide la camera nella (rinnovata) foresteria di Collecchio, a giocare con la sua Nazionale di categoria il Mondiale Under 17. Altra esperienza forte, formante. Come quella dell’altra sera, nonostante l’assenza di una adeguata cornice di pubblico che avrebbe trasmesso ancora più magia, se possibile, all’evento. Maledetto Covid. Una data indimenticabile per Botond Balogh, ma anche per il Settore Giovanile del Parma, visto che a distanza di un anno dalla promessa del Responsabile Luca Piazzi a Palla in Tribuna (Radio Parma): “Il traguardo è far esordire qualcuno in prima squadra. E non manca tanto…”, poi reiterata nella chiacchierata con noi di inizio stagione (“Ci sono tanti nostri giocatori che possono aspirare ad arrivare in prima squadra nel breve o medio termine”, l’atteso lancio di un prodotto del vivaio in prima squadra si è effettivamente materializzato. Promessa mantenuta. E nella location più affascinante, con riflettori e telecamere accese. Il giorno dopo, sui media nazionali, diversi si sono sbizzarriti su quell’abbraccio a Perisic e il rigore non accordato all’Inter dall’arbitro Piccinini, sostituto dell’infortunato Sig. Pairetto, ma non è da quei particolari che si giudica un giocatore (cit.). Anzi, questo episodio gli servirà per arricchire il proprio bagaglio, e capire come prevenire ed evitare, in futuro, situazioni analoghe. Limitarsi a quel fatto per comminare un’insufficienza a un esordiente è probabilmente ingeneroso e la stampa Milano-centrica non si è fatta impietosire dal fatto che si trattasse di un ragazzino (5.5 Gazzetta dello Sport e Corriere dello Sport), 6 Tuttosport; più larga di manica quella pramzana: 6.5 la Gazzetta di Parma e addirittura 7 Parmalive. Cercando di essere i più obiettivi possibile, perché nel processo di crescita è diseducativo dire solo che va tutto bene madama la marchesa, si potrebbe argomentare che all’inizio, complice emozione ed inesperienza, ha commesso qualche errore di piazzamento, marcatura e disimpegno, ma poi via via è cresciuto, ben aiutato da Iacoponi e Gagliolo; forse in occasione del gol di Brozivic non ha affondato troppo nel contrasto e nell’intercetto, però non sono elementi che possano inficiare la sufficienza piena, pienamente meritata, vieppiù considerando la caratura internazionale, è proprio il caso di dirlo, degli avversari.
Stamani il quotidiano on line ParmaToday gli ha dedicato un bel ritratto, tratteggiato dal pittore Guglielmo Trupo, ricco di curiosità:
“A fine partita ha tirato un sospiro di sollievo, ha guardato il cielo e si è asciugato il sudore con la maglia. Quella dell’esordio in Serie A l’ha conservata, per un bel po’ sarà quella che Botond Balogh custodirà più gelosamente. Botond in ungherese è il corrispettivo italiano di guerriero. Come è stato ieri per larghi tratti della partita il difensore del Parma. Certo, come ogni guerriero nell’indossare l’armatura, avrà calcolato il rischio, avrà tremato quando davanti si è visto lo scheletro di San Siro, imponente nella sua grandezza, vuoto ma pur sempre pieno di fascino. Ci ha pensato, Balogh, che ha scoperto di dover giocare poche ore prima della partita, quando Osorio è risultato positivo al coronavirus. Liverani ha scelto lui, tre giorni prima ne aveva parlato benissimo pubblicamente. E sabato lo ha schierato titolare senza pensarci. Durante il riscaldamento ha lavorato su sé stesso, per rimanere concentrato. La carica di Marcello Carli, che ha stretto i punti e glieli ha sbattuti sul petto prima che rientrasse nel tunnel e i consigli di Alessandro Lucarelli – che lo ha preso sotto la sua ala protettiva – raccomandandolo di stare calmo, di giocare con la testa e di fare le cose semplici, hanno aiutato.
Chissà se a 13 anni, nella sua Sopron – città sospesa tra Vienna e Budapest – Balogh ci pensava. Erano i tempi in cui avrebbe lasciato la sua città, i suoi amici, il suo liceo, la sua famiglia. L’avrebbe rivista una, massimo due volte al mese. Budapest era un porto sicuro, ma troppo grande per un ragazzo della sua età, lontano dagli affetti e dal sostegno di cui si era sempre nutrito. Giocava d’attaccante, era il più alto di tutti, fisicamente dominante rispetto ai suoi coetanei, Botond si imponeva facendo tanti gol. Gli stessi che qualche anno più tardi avrebbe dovuto evitare. E intanto cresceva nel mito di Sergio Ramos, suo idolo da quando gli hanno fatto intendere che la sua carriera sarebbe continuata in difesa. Il padre, un modesto calciatore ungherese di terza divisione, ci ha sempre sperato. La madre, che lavora in un salone di bellezza e fa la parrucchiera, lo forzava per andare a scuola. Rispettosa, riservata come Botond. Una bella famiglia, che ha sorretto il figlio, alimentando la fiammella e convincendolo a  credere nei suoi sogni. Sogni realizzati in una settimana. Tra mercoledì e sabato, Balogh ha esordito con la maglia del Parma, prima in Coppa Italia, poi con l’Inter a San Siro. Non male, per un ragazzo del 2002, maggiorenne senza ancora la patente che vive al centro sportivo di Collecchio, che assorbe tutta la parmigianità e la divide con Mark Kosnowsky, compagno di stanza e di Nazionale. Parlano, si raccontano e trascorrono ore a guardare serie tv su Netflix, intervallate da ore a Fifa, su Play Station, che lo ha introdotto – seppure con la simulazione – nel mondo del calcio che conta.
Aveva già avuto modo di assaggiare il contesto della Serie A con le convocazioni dello scorso anno, a fine stagione D’Aversa lo ha coinvolto. Un bel salto, Balogh è stato bravo nell’assimilare il balzo di categoria, facendosi trovare pronto e rispondendo in maniera convinta alla chiamata di Liverani. Il responsabile del settore giovanile Luca Piazzi ne ha seguito i primi passi: l’ha notato nel torneo internazionale di Pinatar, in Spagna. Spiccava per la sua fisicità e la personalità, quella che poi ha mostrato a Dublino, durante l’Europeo Under 17 e sabato a San Siro. Qualche macchia, lavata però con una prestazione complessiva che tutto sommato è stata positiva. Finita la partita, Botond è stato coccolato dai suoi compagni, protetto dalla società che gli si è stretta attorno perché è finito in mezzo alla ressa mediatica, per aver travolto Ivan Perisic in area di rigore. Errori di gioventù, che si perdonano. A un ragazzo di 18 anni devi dare la possibilità di sbagliare.
Il suo sogno era giocare a San Siro, ci è arrivato debuttando in Serie A: segno di un lavoro duro, riconosciuto. Lavoro che ha portato i frutti. Da quando è arrivato è dimagrito di 9 chili, si è applicato e dal punto di vista tecnico-tattico lo sviluppo è stato esponenziale. Un diamante grezzo, che Liverani farà bene a trattare con cura. Maneggiandolo con responsabilità. Sabato al ritorno si è chiuso nelle sue cuffie sparandosi nelle orecchie la sua musica preferita, il rap che lo aiuta a scaricare la tensione. E il viaggio di ritorno è filato via liscio, mentre in testa gli scorreva il film della partita. La sua. Vuole rimettere i piedi per terra subito. Perché i sogni alle volte rischiano di infrangersi. Ma al tavolo dei grandi, per adesso, c’è un altro ospite. Si chiama Balogh”.

L’esordio in prima squadra di Botond Balogh è stato celebrato anche dalle pagine della Gazzetta di Parma: Michele De Roma ha intervistato lo scopritore del difensore ungherese, classe 2002, Luca Piazzi:
«Portare in prima squadra i ragazzi del nostro Settore Giovanile è un obiettivo che cerco sempre di trasmettere al mio gruppo di lavoro e al di là dell’esperienza di Balogh, credo che tanti nostri atleti tra poco potranno affacciarsi a questi importanti palcoscenici: a noi sta, per ora, il compito di formarli dal punto di vista tecnico e fisico. Ho “scoperto” Balogh dopo averlo osservato per la prima volta in un torneo internazionale a Gennaio del 2019, io e miei collaboratori abbiamo avuto l’occasione di vederlo all’opera a Maggio dello stesso anno, durante i Campionati Europei Under 17 disputati a Dublino. Ci è piaciuto per la sua struttura fisica, importante e dominante, e per il suo coraggio nei contrasti: queste sono le caratteristiche che cerchiamo nei difensori centrali. Abbiamo così deciso di puntare forte su di lui: Botond giocava nell’Mtk Budapest e nella stessa nazionale magiara è già nella squadra Under 21, ma dopo l’esordio in prima squadra entrerà anche nel giro della nazionale maggiore. Quando è arrivato, nell’estate 2019, non era a posto fisicamente, ma è riuscito successivamente a perdere nove chili, acquisendo così maggior rapidità di azione. Botond ha giocato la prima partita nella Primavera verso la metà di Novembre, poi il lockdown a fine Febbraio ha chiuso anzitempo la stagione e da quest’estate è stato aggregato alla prima squadra: proprio in quest’ultima fase Balogh ha vissuto la sua crescita più importante, nonostante già in Primavera avesse offerto un buon contributo. Botond vive attualmente al Centro Sportivo di Collecchio insieme ad un altro giovane ungherese della Primavera, Kosznovszky, anch’egli classe 2002. Botond è un ragazzo molto attento, che ha personalità, ma è allo stesso tempo molto umile e applicato. Questa sua serietà lo ha aiutato nel suo percorso: Botond non ha mai pensato di essere bravo ma si è concentrato sulla crescita e sull ’apprendimento, rimanendo professionalmente sempre “sul pezzo”. La sua prestazione con l’Inter? Si trattava di una partita difficile, ma l’ha giocata ottimamente, considerando che era all’esordio, è un ragazzo di soli diciotto anni ed è sceso in campo contro una squadra di calibro internazionale: mi aspettavo maggiori difficoltà da parte sua, considerando la qualità dei giocatori avversari, ma Botond è andato ben oltre le aspettative».

Lunedì scorso 26 Ottobre 2020, a Bar Sport, il talk show calcistico del lunedì sera su 12 Tv Parma condotto da Carlo Brugnoli ed Ilaria Notarti, ha fatto il suo debutto la nuova rubrica dedicata alle giovani promesse del Vivaio Crociato: “Saranno Famosi”, a cura di Simone Brianti di Mondo Primavera: e la prima puntata aveva come protagonista proprio Botond Balogh (vedi qui sotto la clip di Alex Bocelli): stasera, invece, luned’ 2 Novembe 2020, la video-scheda riguarderà un altro talento della cantera gialloblù, l’attaccante Gabriele Artistico, che ha già fatto l’esordio coi grandi, in Coppa Italia, nei minuti finali di Parma-Pescara. Gabriele Majo

Saranno Famosi, di Simone Brianti

(da Bar Sport, 12 Tv Parma, di Lunedì 26.10.2020)

Clip a cura di Alex Bocelli

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

6 pensieri riguardo “L’ESORDIO A SAN SIRO DI BOTOND BALOGH, PRODOTTO DEL VIVAIO CROCIATO ARRIVATO IN PRIMA SQUADRA

  • 2 Novembre 2020 in 12:55
    Permalink

    Dalla gazzetta dello sport come ho già scritto in altro post
    BALOGH è stato definito.IL PEGGIORE DEL PARMA.
    Qui tutti a incensarlo come se avesse giocato.un fenomeno.
    Per questo non montiamogli la testa.
    Magari un giorno diverrà bravo ma ora deve migliorare e molto
    Il rigore netto non dato dall’arbitro era…..merito suo

    • 2 Novembre 2020 in 13:12
      Permalink

      Nell’articolo proposto ho cercato di essere obiettivo, senza tacere, cioè, le fisiologiche sbavature, ma ricordando che si trattava di un ragazzino all’esordio alla Scala del Calcio, cosa dimenticata dai tanti nerazzurri in tribuna stampa a San Siro a comporre per testate nazionali. Quest’ultima mia boutade non tanto per dare dei tifosi interisti ai pagellisti della Rosea o del CorSport, quanto perché quando una grande affronta una piccola (oggigiorno è così) i loro occhi indugiano di più sui famosi. E di Balogh hanno visto solo l’abbnraccio a Perisic, peraltro nel finale, ma loro chi fosse Balogh, come fosse arrivato lì etc, etc, manco lo sapevano.

  • 2 Novembre 2020 in 13:27
    Permalink

    Complimenti Balogh ,
    Speriamo di vedere in altri convocazioni
    Forza Parma

  • 2 Novembre 2020 in 13:51
    Permalink

    Nessuno mette in dubbio che un giorno BALOGH diverrà un ottimo difensore ma ora ha bisogno di tanto lavoro di tempo, vista la sua giovane età e di gestirsi in area dato che al minimo fallo, al minimo tocco delle mani ti danno un rigore contro e non sempre trovi un Piccinini di turno che pur di non dargli un rigore contro si fa sospendere.
    Con questo auguro a,BALOGH di di divenire un grande ma ora è solo uno studente di calcio che deve imparare tanto dai professori ma son certo se si applicherà, se sarà umile e concentrato. diventerà bravissimo.
    Cerchiamo di fargli tenere i.piedi per terra e le braccia in area al suo posto e non attorno a mo’ di pinza sugli avversari.
    Ieri gli è andata bene
    Ancora non ha fatto NIENTE, ASSOLUTAMENTE NIENTE ma farà grandi cose se solo non si monterà la testa.
    Prenda esempio in tutto da Kulusevsky icona vincente del calcio italiano non solo come giocatore ma specialmente come uomo.

  • 2 Novembre 2020 in 17:31
    Permalink

    Il commento di uno che di calcio se ne intende, avendo giocato a discreti livelli, Costacurta: “Pochi esordienti a 18 anni hanno fatto meglio di Balogh. Notevole il suo salvataggio nel finale.
    Per la giovane età e l’avversario che ha affrontato ha meritato molto più della sufficienza.
    Complimenti, bravissimo.

  • 3 Novembre 2020 in 00:10
    Permalink

    Finalmente il lancio di una nostra promessa in prima squadra. Se non sbaglio, era dai tempi di Cerri che non accadeva.

I commenti sono chiusi.

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