CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / NON E’ STATA SOLO UNA MANCANZA DI AGONISMO, VANNO PONDERATE QUESTIONI DI ORDINE TATTICO


(Gianni Barone) – E pensare che molti credevano che contro una Juve, non ancora all’altezza dei suoi tempi migliori, il Parma avrebbe avuto la possibilità di ripetere le imprese «sfiorate» con Inter e Milan. Invece no: niente di tutto questo. Anzi, si è finito per esaltare, oltre misura, i meriti di un avversario giudicato, non sappiamo ancora se a torto o a ragione, capace di raggiungere vertici di gioco e di risultati in linea con le precedenti, e vincenti, stagioni, con differenti guide tecniche. L’embrionale Juve «movimentista» di Pirlo, che difende con un sistema e attacca con un altro, ha trovato a Parma la sua definitiva consacrazione, ma al cospetto di un avversario ancora alle prese con problemi di gioco, di gestione, di mentalità e di cat(t)iveria agonistica che ancora non c’è, o per lo meno per sempre, o che, forse, non c’è mai stata. L‘unità di gruppo che, a gare alterne, viene meno, non riesce ad esprimere un gioco proporzionato, in qualità, alle potenzialità dei singoli, che non sono così basse come si vorrebbe far credere, e spesso si finisce in balia di strategie avversarie, sempre migliori, in termini di scelte, convinzione e continuità. Se sui giornali sportivi del lunedì, le prestigiose prime firme juventine non hanno avuto dubbi nel liquidare la faccenda come una pura e semplice questione di qualità e superiorità bianconera, in ambito locale qualche riflessione in più, lato Parma, è emersa, e deve essere sottolineata alla vigilia di un impegno, sulla carta «velina» dei buoni propositi e delle speranze, più facile ed abbordabile. Su questo versante, tralasciando l’ira funesta di certa frangia di tifoseria delusa, che parla addirittura di maglia disonorata, come Fabrizio Pallini sul suo Facebook, i pareri non sono sempre concordi: c’è chi, come Paolo Grossi, della Gazzetta di Parma, parla di mentalità che non c’è e di black out agonistico, ed esclude ogni implicazione di tipo tattico nell’analizzare le distrazioni, i contrasti persi, i movimenti lenti o sbagliati, e le seconde palle attaccate poco e male, e chi, invece, come il nostro Patrick Fava, nella sua interessante rubrica «Tattica-mente», si pone alcuni quesiti, squisitamente tattici, sulla gestione di problematiche e scelte d’indirizzo sbagliate, sia a livello mentale che tattico appunto. Infatti pone l’accento sul mancato pressing sulla costruzione alta dei bianconeri, sulla gestione di Bentancur, su quella dei quinti avversari lasciati troppo liberi di muoversi e pensare e soprattutto crossare, ed infine sul fatto che, in area, si perdono spesso e volentieri le marcature. Tutti aspetti da non sottovalutare per niente. Liverani al gioco posizionale della Juve doveva opporre, forse, un suo modo elastico d’interpretare la gara, cercando di limitare la libertà di gioco e movimento di alcuni giocatori juventini, tipo Bentancur, appunto, apparso come un fenomeno, che in realtà non è, nonostante le lodi sperticate su Dazn di Guidolin (non ha saputo nitrire altro), e i quinti che diventavano quarti o braccetti e viceversa, creando problemi infiniti ai centrocampisti Crociati sempre in affanno. Sarà anche questione di mentalità sbagliata, e agonismo che viene meno, però al gioco tatticamente fluido bisogna cercare di porre argine, aldilà dei sistemi adottati, che come dicono molti, definendoli a torto moduli, non c’entrano mai niente quando si perdono le partite, ma che, ogni tanto, potrebbero, nella loro elasticità e posizionalità, suggerire qualche contromossa valida. Perché è innegabile, come sostiene Patrick Fava, che la Juve in mezzo aveva spesso un 5 contro 3, abbastanza schiacciante, con i due esterni bassi Iacoponi e Gagliolo, con spiccata vocazione da stopper, che stringevano molto la posizione, preoccupati da Ronaldo e Morata, entrambi a segno ed entrambi decisivi. Quindi, se la Juve cambiava sistema fra le due fasi, il Parma avrebbe dovuto, questa volta si, cambiare modulo: “a zona” in fase di possesso e “a uomo” in fase di difesa. L’uomo contro uomo a tutto campo dell’Atalanta di Gasperini, che annichilisce, senza il Papu, la Roma dello scienziato Fonseca si basa su questo principio, e lo fa con grande intensità, quasi sempre. Il Parma potrebbe farlo, limitatamente, nella propria metà campo e al cospetto di avversari temibili e particolarmente dotati sul piano tecnico individuale. Fare una bella “schermata” su Bentancur, troppo libero e bello di impostare e di conquistare palla, non sarebbe stato male, oppure marcare a uomo in area, e non solo, con maggiore attenzione Ronaldo e soci, avrebbe, forse, diminuito la superiorità bianconera è limitato i danni. Se non si riesce a fare la partita e bisogna rassegnarsi all’idea di subire, occorre farlo bene e in avanti: sarebbe opportuno non dare riferimenti, invece di offrire a tre centrali di difesa, un tridente statico e scolastico privo di movimenti, incroci e tagli. E poi, sempre rubando l’idea al bravissimo Patrick Fava, occorre ricordare che la Juve movimentista di Pirlo, anche se non ha mai perso, ha sempre faticato e non vinto con squadre che difendevano a tre centrali e disposte, quasi a specchio, Crotone, prossimo avversario, compreso, oltre a Verona, Lazio ed Atalanta. Questo non bisogna scordarlo mai. Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / NON E’ STATA SOLO UNA MANCANZA DI AGONISMO, VANNO PONDERATE QUESTIONI DI ORDINE TATTICO

  • 21 Dicembre 2020 in 15:58
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    Al posto di “attacco statico” avevo letto “attaccato stitico”, che non cambia a livello di idea attuale del nostro gioco offensivo 😀

  • 21 Dicembre 2020 in 16:57
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    Io dico solo “presidente se domani non si vince mandi via a calci in culo questa manica di buoni da niente” sia l’allenatore che il direttore sportivo carli che ad oggi sembra qui per caso…. ha speso 50 milioni per una manica di giocatori che forse andrebbero bene in serie B….. lo faccia alla svelta o si rischia veramente di retrocedere….

  • 21 Dicembre 2020 in 19:07
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    E’ evidente che contro la Juve/Pistoiese siano stati fatti errori anche in sede di assetto tattico e scelte che si sono rivelate fallimentari (vedi Kucka ala destra); è altrettanto evidente, secondo me, dimenticare presto l’orribile prestazione di sabato scorso, fare tesoro degli errori e portare a casa punti (l’ideale sarebbero 3, ovvio!!) che contro una diretta rivale si sa che valgono doppio. Bello sarebbe anche smetterla di pagare dazio alla buona sorte, sotto forma di infortuni a giocatori in piena forma mentre stanno dando un contributo importantissimo alla squadra (ogni riferimento a Pezzella, Scozzarella e Grassi non è casuale…)

  • 21 Dicembre 2020 in 22:48
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    Non si poteva giocare 352.. il Presidente ha bandito questo sistema di gioco.

  • 21 Dicembre 2020 in 23:36
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    La storia calcistica e’ piena di rimonte, squadre date per morte che si accendono improvvisamente e sfiorano salvezze o si salvano, qualificazioni europee, e ha riguardato pure noi in diversi casi.
    Ora non siamo morti ma convalescenti, piu cinque, ma c’e chi dice che e’ tutto da buttare, io credo invece non abbia espresso ancora quello che puo’ dare, una risposta domani di carattere ci sara’, (pure loro saranno belli carichi…) questo e’ cio’ che importa, io ci credo.

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