GIAN CARLO CECI E QUELLE ESTATI CON PAOLO ROSSI AI RONCHI

(Gian Carlo Ceci) – Con la morte di Paolo Rossi si è spenta un’altra stella del firmamento calcistico, un grande campione che ha regalato a tutti gli amanti del calcio momenti bellissimi, memorabili e indimenticabili. È scomparso chi ci ha fatto prima sognare e poi gioire nell’estate del 1982: un simbolo del nostro calcio.
Paolo Rossi (“Pablito” per i tre gol segnati al Brasile al mondiale) era una bella persona gentile, allegra, simpatica e un piacevole conversatore. Sempre sorridente, sottolineo, che non si dava importanza, anche se ben sapeva di essere per molti non solo un idolo, ma un mito, una leggenda del calcio non solo italiano.
L’avevo conosciuto nell’estate del 1983 quando era venuto in vacanza a Ronchi, ospite di un suo fraterno amico, Nicola Zanone (ex calciatore di Sampdoria, Udinese e, in particolare, Vicenza proprio quando giocava con Paolo Rossi) proprietario della casa che confina con la mia.
Poi l’ho visto praticamente tutti gli anni a Ronchi dove trascorreva l’estate: ci salutavamo e dopo le abituali frasi di circostanza di chi non si vedeva da tempo si finiva con il parlare di calcio e, come quando commentava in televisione, i suoi pareri e giudizi erano sempre misurati, ma precisi e molto interessanti. Girava sempre in bicicletta e ci incontravamo spesso nella pasticceria dei Ronchi, a fare colazione, e nella piazzetta del paese, davanti all’immobiliare Balloni abituale ritrovo, al mattino, di molti allenatori ex giocatori, dirigenti e sportivi non solo locali. Quest’anno, non vedendolo, ho chiesto notizie in particolare a chi sapevo suo grande amico, “Niky” Zanone, il quale mi ha risposto che aveva problemi di salute. Problemi che già l’altra estate accusava: su richiesta del presidente dei Veterani dello Sport Corrado Cavazzini, accompagnato da un altro suo caro amico, andai a trovarlo in spiaggia, al bagno Bemy, per parlare e illustrare la manifestazione “Sport Civiltà” e invitarlo a ritirare il premio che volevano assegnargli, ma per i tanti impegni, molti per beneficenza, già presi, cortesemente rifiutò anche perché lamentava, ricordo, dolori alla schiena, un problema che riteneva passeggero, non grave. Purtroppo non era così e non lo rivedrò più, ma anche se certe persone ci lasciano per sempre il loro ricordo rimane e non le dimenticheremo mai. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

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3 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI E QUELLE ESTATI CON PAOLO ROSSI AI RONCHI

  • 11 Dicembre 2020 in 12:16
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    Grande Paolo mi hai fatto provare una delle gioie più grandi

  • 11 Dicembre 2020 in 18:35
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    Ai Ronchi non è mica Ronchi dei Legionari, vero? Altrimenti mi sarei perso un fenomeno a pochi km da casa mia!

  • 11 Dicembre 2020 in 18:50
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    Ronchi di marina di massa

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