IL COLUMNIST di Luca Russo / SFIDA SALVEZZA VINTA SENZA STRESS, MA CON CALMA E LUCIDITA’ DA GRANDE SQUADRA

(Luca Russo) – Ebbene sì: è qui la festa! Arriva Dicembre e l’albero di Natale di Liverani inizia a dare i suoi frutti. O meglio a distribuire regali. Preziosissimo quello che il Parma ha saputo scartare sotto la Lanterna grazie a una doppietta di un Gervinho letteralmente incontenibile: vittoria per 2-1 nello scontro diretto col Genoa e tre punti che risulteranno non pesanti, ma pesantissimi nella corsa salvezza. Il successo rende un pochino più gradevole la nostra classifica, visto che al momento saremmo virtualmente salvi avendo alle spalle Fiorentina, Torino, lo stesso Genoa e il Crotone, e inguaia ulteriormente quella dei liguri, penultimi, scarichi nel fisico e nella testa e disorientati dal caos generato dal licenziamento di Faggiano. Rischia grosso a questo punto Maran che vede la sua panchina traballare pericolosamente. E per evidenti criticità tecniche e per corsi e ricorsi storici: da quando si è riaffacciato in massima serie il Parma ha sempre vinto col Genoa e due dei quattro successi ducali hanno determinato l’esonero del tecnico che in quel momento era alla guida del Grifone. Andreazzoli e Ballardini ne sanno qualcosa. Alla vigilia del match del Ferraris Liverani non si è nascosto: cercava, aspettava e forse pretendeva la svolta. Non ci è dato sapere se il successo conquistato ai danni di Scamacca e compagni effettivamente lo sia, intanto, però, qualche segnale piuttosto incoraggiante ce lo ha fornito, dall’approccio alla partita alla capacità di resistere al ritorno dell’undici di Maran passando per le ritrovate certezze tattiche. Il Parma è sceso in campo con l’atteggiamento e la determinazione che ci si attende da una formazione con l’obiettivo di conservare la categoria, e ce lo dimostra il “timing” delle due reti siglate da Gervinho, l’una in avvio di gara e l’altra all’alba della ripresa. Quando ti manca la concentrazione, due marcature così le subisci, mica le realizzi. Esemplare è stata pure la gestione complessiva del vantaggio. Dopo essere andato sotto, il Genoa è salito in cattedra, alzando il volume delle proprie manovre, guadagnando terreno e sciupando una palla gol clamorosa con Scamacca, ma i Crociati non hanno mai realmente dato l’impressione di essere vicini alla capitolazione. Anzi: sono stati proprio loro a sfiorare il raddoppio in più circostanze con Gervinho (che ha colpito pure una traversa) prima che lo stesso ivoriano lo siglasse in apertura di seconda frazione. Aver saputo preservare il risultato in un incontro così delicato, con al seguito una classifica per nulla promettente, senza farsi sopraffare dallo stress, e anzi esibendo una lucidità e una calma da grande squadra, è un passo avanti significativo rispetto alla resa incondizionata di Roma. Il colpaccio di Genova, però, è figlio anche di un assetto tattico di nuovo coerente con le caratteristiche del gruppo. Non è un caso che Kucka e Kurtic, impiegati nei loro ruoli e nelle loro posizioni, siano stati tra i migliori in campo, se non i migliori in assoluto. Eccellente la prestazione dello slovacco, autore di un assist “illegale” per la prima realizzazione di Gervinho. Convincente quella dello sloveno, che è stato protagonista di diverse iniziative che avrebbero potuto portarci alla rete oltre che del cross da cui è scaturito il raddoppio. Le uniche note stonate del duello di Marassi arrivano dall’infermeria, viste le noie fisiche occorse a Gagliolo, Scozzarella e Grassi. Le sole ombre di una serata da incorniciare e che ci permetterà di preparare in totale serenità il prossimo scontro salvezza col Benevento. Luca Russo

8 pensieri riguardo “IL COLUMNIST di Luca Russo / SFIDA SALVEZZA VINTA SENZA STRESS, MA CON CALMA E LUCIDITA’ DA GRANDE SQUADRA

  • 1 Dicembre 2020 in 07:50
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    Sfida vinta senza stress? Scusa, senza offesa, ma su che canale eri collegato?
    Diciamo che abbiamo meritato di vincere, quello sì, ma abbiamo regalato un tempo a una squadra di cadaveri.

  • 1 Dicembre 2020 in 07:55
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    Mi spiego meglio: dopo il primo tempo mi sono detto “contro questi si DEVE vincere” ma non dimentichiamo che ci sono anche dei difetti. Si è regalato una fascia (sx) per tutta la partita e Scamacca ha sbagliato un gol che lo facevo io. Al contrario noi non la abbiamo chiusa.
    Detto questo una vitoria ci voleva, ma credo che gli errori commessi con il Genoa se li fai con un’altra squadra li paghi tutti.
    In pratica: bene, ma non benissimo. Speriamo che sia l’inizio della guarigione, ma non mi aspetto certo un campionato sereno a metà classifica.

  • 1 Dicembre 2020 in 09:16
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    Gaio1974 analisi lucida e che mi trova quasi pienamente d’accordo. Le note negative sono i tanti infortuni che peseranno purtroppo, e Busi che come prima partia l’ha ciccata pienamente. Mi auguro che sia un episodio, perchè la prestazione che ci ha offerto è gravemente insufficiente.
    Per il resto si sono visti segnali di ripresa, sopratutto per quanto riguarda l’atteggiamento con il quale siamo scesi in campo. Diciamo che ci siamo avvicinati ad essere una squadra di calcio e considerando le ultime prestazioni è tanta roba. E’ vero, il Genoa ha avuto le sue occasioni, così come le abbiamo avute noi, ma non possiamo pensare di non concedere nulla agli avversari. Magari più avanti, ma non certo adesso.La partita di ieri era molto complessa e importante, sopratutto dal punto di vista psicologico e averla portata a casa è stato determinante. Ora l’importante è che non rimanga un episodio e che la stessa determinazione messa in campo ieri sera continuino a metterla in campo anche nelle prossime partite. Domanica arriverà il Benevento e se riesci a portare a casa anche quella allora inizierà un altro campionato, ma sarà durissima. Forza Parma

  • 1 Dicembre 2020 in 09:49
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    sinceramente stress tanto finché c era busi in campo dopo che è uscito ok mi sono tranquillizzato ma non una grande partita troppo sufficienza nelle ripartente

  • 1 Dicembre 2020 in 10:11
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    Ottimismo esagerato, buon primo tempo, con disattenzioni che potevano ostare carissime, su tutte l’erroraccio di Scamacca. Inguardabile l’esordio di Busi, evidentemente non pronto per il nostro campionato, tenere in panchina Iacoponi è stato un grave errore a cui si è rimediato tardi. Ancora tanti, troppi errori su giocate semplici, con perdita di palloni in zone delicatissime del campo, per fortuna avevamo di fronte una squadra allo sbando, altrimenti i troppi errori, anche in fase realizzativa, li avremmo pagati carissimi. Un’idea di gioco si comincia ad intravedere, fin che gli attaccanti hanno pressato i loro difensori, tutta la squadra ne ha tratto beneficio, quando ci siamo presi delle pause (per alcuni l’età si fa sentire), abbiamo corso seri pericoli. Comunque la strada sarà lunga e difficile. Servono umiltà concentrazione, spirito di sacrificio e qualche errore tecnico in meno.
    Sempre
    Forza Parma

  • 1 Dicembre 2020 in 10:18
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    Insomma dopo l’iniziale giustificata diffidenza, almeno dopo questa partita, diciamolo che Liverani ha intelligentemente cambiato rotta. Lasciato il velleitario “bel gioco” ha indossato il ben più pragmatico principio di “primo non prenderle” soprattutto con l’arma letale G27 e che gli dei del pallone ce lo conservino

  • 1 Dicembre 2020 in 10:39
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    Buongiorno,
    dopo la partita di ieri sinceramente trovo un po’ fuori luogo parlare di senza stress, perchè un tifoso del Parma di questi tempi ha a che fare con una quantità di frustrazioni preoccupante. A partire dal non gioco della squadra che ripeto, a parte il risultato di ieri sera, non ha ingranato spesso nemmeno i passaggi più semplici. Poca impostazione e spesso palla ai soli che riescono a fare un po’ di luce nelle manovre offensive ossia Kuko e Gervinho. Karamoh indisponente e Cornelius lasciato quasi sempre in balia del fuorigioco avversario se non spostandolo indietro di 20 metri a fare la sponda al centrocampo. Bene Alves mentre non capisco l’involuzione di Kurtic e di Hernani che mi è sembrato irritante da come ha giocato il suo primo quarto d’ora ieri.
    Tanta approssimazione e tanta paura di non portare a casa la posta in palio sicuramente sì ma non è giustificabile un atteggiamento del genere come quello del secondo tempo. Il Gobbo felsineo Marocchi ieri sera in fase di commento ha detto bene:

    “Assurdo l’atteggiamento rinunciatario del Parma che da qualche minuto ha smesso di proporsi in avanti facendo avanzare così il Genoa, non è corretto come atteggiamento sperare che per altri 25 minuti non possa succedere nulla”.
    Ecco questa frase annota un po’ il senso di precarietà nella manovra del Parma e dell’inerzia che ha dato alla gara Liverani al cospetto di una delle squadre messe peggio psicologicamente della serie A. Occorrerà ben altro quando si giocherà con formazioni gagliarde in termini di proposizione al gioco e manovra, a partire dalla prossima.
    Capitolo infortuni: qualcuno faccia qualcosa per capire come mai il Parma annovera una schiera così elevata di infortunati. Lascito pacchi ex DS? oppure c’è qualche problema nella preparazione? Escludo Grassi ovviamente perchè la sua lussazione è di altra natura ma è stato per anni infortunato spesso così come Scozzarella e Inglese.
    Capitolo nuovi giocatori, sufficienza piena per Osorio e voto scarso per Busi che però ricordiamolo sta giocando da molto poco ed è ovviamente molto più indietro come ritmo gara rispetto ad altri. Avrei voluto vedere Brunetta. Mi auguro possa succedere alla prossima. Ma Valenti e Mihaila invece quando potranno giocare?
    Capitolo allenatore, non so se vi è capitato anche a voi ieri sera ma sentivo chiaramente l’allenatore del Parma chiamare tutti per cognome e non per nome i giocatori. Trovo solo io sia sinonimo di un certo distacco dall’allenatore al gruppo squadra? Io credo si debba creare empatia e rispetto a cominciare da un sano cameratismo per fare gruppo. Vedesi ad esempio Pioli o Gattuso come si propongono dal campo visto che i giocatori li chiamano tutti per nome e per soprannome. Pensiero mio personale si intenda.
    Ad ogni modo per concludere questo lungo post credo che la strada da percorrere sia molto molto lunga e difficoltosa. Se l’allenatore non si pone correttamente con il gruppo squadra e trova la quadratura del cerchio trovo difficile conquistare punti in questa serie A livellata comunque al ribasso.

  • 1 Dicembre 2020 in 18:16
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    Kucka e Scozzarella migliori in assoluto, Gervinho croce e delizia, mentre Kurtic appena sufficiente per me.

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