IL GALLO DI CASTIONE / ABBIAMO IL 20% DI POSSIBILITA’ DI RETROCEDERE (MA ANCHE L’80% DI SALVARCI)

(Il Gallo di Castione) – Alla fine la semplicità dell’uomo – che rispetto alla donna non so se ha meno neuroni, ma sicuramente se son tanti quanto quelli della donna sono più pigri – si limita a tre domande fondamentali che sono: la cena della sera, se era davvero rigore (o se il goal era regolare) ed infine se la donna gliela darà. Così, come ci ricorda Primo Levi parlando del campo di concentramento, una volta esauditi i bisogni primari arrivano i piaceri da perseguire, che per il tifoso i bisogni primari sono guardare la partita con le birre fresche da bere (ricordate Fantozzi con la Peroni ghiacciata e il frittatone con cipolle ?) e aver visto la propria squadra vincere, così si sopisce l’incazzatura col mondo infame che si sfoga altrimenti contro avversari, arbitro, o il proprio allenatore se ci ha portato all’ennesima sconfitta. Poi dopo si penserà al bel gioco. Ecco che Liverani, dopo la partita di Genova (forte della vittoria) si è presentato davanti ai microfoni a miracol mostrare, mentre il povero Maran si intratteneva negli spogliatoi col giocattolaio poco magico e col serio rischio di far la fine del Faggiano, impiombato in brutta maniera.

Pensino ora i miei venticinque lettori che impressione dovesse fare sull’animo del poveretto, (l’allenatore che ha perso) quello che s’è raccontato”, ci diceva il buon Manzoni (reminescenze scolastiche), ma in un epoca in cui tutti scrivono e nessuno legge saran molti meno di 25 quelli che arriveranno alla fine della futile filippica appena imbastita per leggere facezie approssimate sul gioco del pallone nella città del Ducato.

Quello che sostenevo qui sopra è che dopo la vittoria non mancheranno certamente le critiche da parte dei loggionisti del pallone (quelli del Regio son fermi per Covid), ma sarà se non altro sopita la rabbia dai 3 punti conquistati e per qualche giorno ancora l’allenatore nel pallone (reminescenze cinepanettoniche) sarà “solo” criticato per le scelte tattiche e strategiche, soprattutto quelle mancate e che i più scaltri e critici tifosi avrebbero senz’altro adottato al 59 ° minuto.

Vediamo ora di addentrarci nella partita che ci ha visto, per il terzo o il quarto anno consecutivo, tornare da Genova col “bottino pieno” come dicevano i giornalisti, quelli bravi di una volta (reminescenze nostalgiche, dovute alla giovane età che se ne è andata).

Io, come molti “allenatori e virologhi”, sono un esperto in molti campi: ad esempio nel campo della chimica e delle favole. Secondo il mio modesto parere, se butto l’omino bianco in lavatrice, insieme all’accappatoio blu, dovrebbe uscire il principe azzurro. Così, essendo esperto, posso, come fanno tutti, fare un analisi tecnico tattica della partita.

Lo schema “nuovo” era il 4 3 3 di Daversiana memoria forse delle volte con la difesa un po’ più alta (ma mica spesso) e i protagonisti quelli dello scorso anno, tolto Iacoponi e quelli che sono andati, via sostituiti da Osorio (bene), Busi (male) e Karamella (molto impegno, ma non incide), quindi potremmo riassumere tutto con un bel “ricomincio da zero”, che se è vero che quando uno affoga si aggrappa a tutto ciò che galleggia, è anche vero che un allenatore che vede il suo futuro professionale legato ad un risultato rinnega (momentaneamente) il suo credo calcistico e si attacca alle certezze passate.

Non puoi scrivere una favola se hai paura di entrare nel bosco. Buono il risultato, anche se la cattiva prova di un Genoa parso molto scarso e slegato ci ha aiutato molto. La buona notizia è che questo Genoa per salvarsi si deve votare a qualche Santo che però non fa l’allenatore e non può quindi sostituire Maran sulla panchina dei grifoni, indi poscia per cui, ora come ora, lo vedo col Crotone quasi di sicuro in picchiata verso la seconda serie. Quindi a giocarsi il terzo posto all’inferno restano cinque o sei squadre (Benevento, Spezia, Fiorentina, Udinese e Parma, con possibili altre invischiate tipo la Sampdoria), il che vorrebbe dire che abbiamo il 20 % di probabilità di retrocedere ma anche l’80 % di possibilità di restare in serie A.

Il nostro Liverani mi sembra che abbia capito che il suo primo compitino è quello di mettere i giocatori nella condizione di dare il meglio, nel ruolo e nella posizione in campo, concetto tautologico, ma il nostro Mister è giovane, anche se dimostra meno danni di quelli che ha. Ci ha raccontato che sarebbe bastata una scintilla (leggi una vittoria) per voltare pagina. In realtà credo che non si tratti tanto di voltar pagina, ma di ricominciare a leggere.

Un’ultima nota riguarda le tante difficoltà come sempre enunciate ed elencate dal Mister (che impediscono di vedere il bel gioco) alle quali se ne è aggiunta una ieri, in conferenza stampa, cioè che i giocatori stranieri non si capiscono fra di loro, così immagino un dialogo in inglese approssimativo fra i nuovi arrivati, che per comodità (ma anche perché il mio inglese è scolastico e appena il gatto scende dal tavolo non so più che cazzo dire) traduco in italiano. Da dove vieni? Dall’ex Jugoslavia, Montenegro, e tu? Dalla Campania, limoncello. Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

3 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / ABBIAMO IL 20% DI POSSIBILITA’ DI RETROCEDERE (MA ANCHE L’80% DI SALVARCI)

  • 1 Dicembre 2020 in 15:30
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    Ora battiamo il Benevento e voliamo a +5/+6 sulla zona rossa, in modo di andare a Milano più tranquilli.

    • 1 Dicembre 2020 in 16:40
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      Tu hai pienamente ragione. Battere il Benevento è il bisogno primario, anche per godere della conferenza stampa di Pippo Inzaghi, per il bel gioco anche dopo.

  • 2 Dicembre 2020 in 01:41
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    Liverani per ora, e devo dire intelligentemente ha rinnegato il suo credo, il suo pensiero tattico vedrà la luce penso, solo se battessimo il Benevento e in una condizione ( finalmente speriamo ..) di relax psicologica di classifica, spinga, con finalmente la squadra al completo, a vedere il, prima darle e poi eventualmente le prenderemo….Forza Parma !!!

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