IL GALLO DI CASTIONE / QUANDO IL CALCIO E’ COME IL CUBO DI RUBIK

(Il Gallo di Castione) – Di cosa parliamo oggi? Oggi parliamo di scacchi, anche se da ragazzo mi esclusero dalla relativa squadra per la statura e oltretutto mi ero infortunato durante la preparazione atletica: quindi non è che mi piaccia proprio parlare di torri e cavalli. Invece, chi doveva giocarsi la partita a scacchi (vedi dichiarazioni pre partita del Mister), mi sa che gli è scappata la regina… con l’idraulico. Ma, come dice il saggio, se a mezzogiorno il re ti dice che è notte fonda, tu contempla le stelle! Quindi, visto che il Presidente è orgoglioso di squadra ed allenatore dopo il Benevento (come dai suoi cinguettii su Twitter), allora è tutto a posto. O quasi.
Io, se fossi l’allenatore, non sarei tranquillo di dovermi far sostenere dall’America ogni due partite, perché dover rassicurare pubblico e critica con un “è solo questione di tempo” può voler dire tante cose, come il doversi fare imporre schemi proibiti (niente 5-3-2!) può dare l’impressione che la situazione la si abbia poco in pugno. Volare è utile, atterrare è necessario. E può essere un “precipitoso atterraggio”. Ma continuiamo a far conto che vada tutto bene, anche se non hanno ancora studiato come si fa a vincere senza mai tirare in porta. Ci vuole pazienza. Se un donna vi dice “5 minuti e scendo” vuol dire che tra 5 minuti scenderà. E’ inutile citofonare ogni mezz’ora. Così come è inutile aspettarsi un bel gioco prima di Natale. Il calcio, delle volte, può essere come il cubo di Rubik e non perché è pieno di colori, ma perché non ci si salta fuori: si continuano a girare i cubetti, ma non appena si finisce il lato bianco, si è scombinato il lato rosso. Così, se abbiamo in qualche modo sistemato la difesa (Busi a parte) e non prendiamo più tre gol a partita, si è scombinato l’attacco che se i gol non se li inventa qualcuno pare impossibile che possano arrivare col gioco di squadra. Non ci si salta fuori, per ora. Ieri, col Benevento, abbiamo avuto un primo tempo che qualcosa si è visto a livello di gioco fino al limite dell’area avversaria, poi, quando era il momento dell’assist, del passaggio finale, del tiro, del gol tutto svaniva e diventava difficile come smacchiare un giaguaro.
Nel secondo tempo dopo aver subito un paio di ripartenze pericolose abbiamo arretrato la difesa nell’area piccola ed abbiamo perso quell’idea, quell’ipotesi di gioco che si era intravista, seppure a tratti, seppure in embrione e che ci ha fatto intuire come potrà giocare la squadra in occasione del prossimo Giubileo.
La mancanza di agonismo e di motivazioni e di cattiveria sono difficilmente spiegabili, come tutti quei retropassaggi, dimenticando la direzione della porta avversaria. Busi ha lasciato ampi varchi nella difesa, Karamella si è fatto apprezzare per la corsa, ma non come attaccante, Hernani ne ha azzeccate poche, ma con calma, Brunetta segnalato a “Chi l’ha visto?” (nessuno gli passava il pallone oppure lui si nascondeva abilmente), Gervy ha perso un mare di palloni, ma anche lui ha corso molto all’indietro, Cornelio ha fatto l’ala, ma mica il centravanti; dignitose le prove dei due “antichi” Scozza e Iacoponi.
Che cosa ci manca? Un po’ tutto: dall’animus pugnandi agli schemi; tutto è in divenire, perso in un futuro remoto che avrebbe forse da venire. Gli spettatori non si divertono e va già bene che non pagano l’ingresso per lo spettacolo (modesto) e quindi sono meno incazzati, ma forse proprio quello è il nobile intento della squadra: consolare il mancato pubblico perché si è perso poco…
Per ora il gioco langue (mi piace usar termini desueti, ma efficaci) e io mi rifugio nella filosofia riscoprendo Eraclito, quello del “tutto scorre”, e ho così imparato che già nell’antica Grecia sua figlia, Eraclitoride, teneva Convegni sul sesso con tanto di Introduzione e Seminario… Il Gallo di Castione

Stadio Tardini

Stadio Tardini

3 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / QUANDO IL CALCIO E’ COME IL CUBO DI RUBIK

  • 7 Dicembre 2020 in 20:34
    Permalink

    Tempo che Liverani lo risolve e siamo finiti in B.

  • 8 Dicembre 2020 in 17:22
    Permalink

    alvini a reggio e’ avvantaggiato ,a proposito che fine fece (nel senso fecale) vantaggiato ?

  • 8 Dicembre 2020 in 23:10
    Permalink

    KRAUSE ti prego
    ESONERA LIVERANI
    e CARLI

I commenti sono chiusi.