PABLITO, PICICI, HOMBRE DEL PARTIDO: ADIOS PAOLO ROSSI

(Luca Savarese) – Diego Armando Maradona, ha avuto subito bisogno di compagnia e così, il primo che ha chiamato, quello che fosse degno di palleggiare con lui nelle lunghe giornate celesti, non ha avuto dubbi, era uno solo: Paolo Rossi da Prato, quartiere Santa Lucia. Ciao Pablito, tu che hai fatto piangere il Brasile, adesso, fai sorridere Diego. Terzo italiano, dopo l’oriundo Sivori e Rivera, a ricevere il Pallone d’Oro, che mostrò al pubblico del Comunale nel 1982.

Salta, ma spara”, disse di te uno che per te aveva un debole più forte di altri, Sandro Pertini, e con quell’espressione aveva perfettamente centrato il tuo stile, il tuo modo di giocare, pronto con le tue gambette da stambecco a saltare le masnade di gambe avversarie che provavano a toglierti il pallone, veloce a sparare in porta caterve di gol, con un senso della rete innato come idea platonica. Mai spaccone, sempre discreto, e quegli occhietti che spesso ultimamente chiudevi, quasi a mandar in fuori gioco un antico dolore. Se Diego era il 10, il 9 eri tu, punto e basta. Poi, quella rivoluzione delle motivazioni, tu incudine ed Enzo Bearzot martello, in Argentina, nel 78, a far le prove generali della leggenda spagnola. “Hombre del partido”, PiciciPablito, torero indefesso a far incetta e quasi a matare tutte le palabras spagnole. Ci hai insegnato una cosa, che non c’è sofferenza senza un qualcosa pronta a redimerla, che un attaccante le spalle se costruisce sul campo e nella vita, non così a buon mercato, non col conto in banca, non sentendosi forte senza aver fatto il dribbling di gran lunga più vincente, quello alla superficialità. Como, Lanerossi Vicenza, dove Fabbri ti porta dall’ala al centrattacco, Perugia, Juve, Milan, Verona, il tuo Tour de l’Italie: botte prese, tante, gol segnati, molti di più. Labaro della provincia, come a Vicenza, secondo in A nel 78, grazie alle tue 24 centri. Perugia dove irrobustisti il grifone, bandiera della grande piazza, comem a Torino, sponda biancoera che scaldavi con le tue performances, vessillo nazionale: dentro la tua 9 in quelle notti infinite dell’estate 82, moltissimi ci hanno dormito e fatto all’amore e poi una volta alzati, hanno scoperto che un Picici ci aveva portato in cima al mondo. Salta e spara, continua anche con Diego, da lì, in questa nuova dimensione. Buena suerte, Pablito. Luca Savarese

4 pensieri riguardo “PABLITO, PICICI, HOMBRE DEL PARTIDO: ADIOS PAOLO ROSSI

  • 10 Dicembre 2020 in 14:04
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    ❤️

  • 10 Dicembre 2020 in 16:36
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    Grazie Paolo per quello che ci hai fatto godere nell’82….

  • 10 Dicembre 2020 in 20:06
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    Grazie Luca Savarese per il tuo commovente saluto al mitico campione dell’ 82, Paolo Rossi, persona semplice ed indimenticabile anche fuori dal campo…

  • 11 Dicembre 2020 in 00:26
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    Da ragazzo non ancora nato nel 1982 un grazie di cuore campione immenso <3

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