SI SCRIVE MILAN, SI LEGGE FRESCHEZZA

(Luca Savarese) – Freschezza: è questa la parola che più balza all’occhio nel vedere all’opera il Milan di questi tempi. D’accordo, l’ultimo impegno di Europa League, ieri sera in quel di Praga contro lo Sparta già eliminato, non rappresentava certo le Forche Caudine, comunque – e lo insegna l’Inter dell’altra sera trafitta dopo uno 0-0 contro dagli ucraini dello Shakhtar, anch’essi già fuori, ma dalla Champions – un banco di prova sempre attendibile. Milan rimpolpato di seconde linee: hanno rifiatato molti titolari, che domenica, alle 20.45 contro il Parma, saranno regolarmente in campo, uno su tutti, l’uno del Milan, anche se ha il 99 sule spalle, Gigi Donnarumma. Anche un perno del centrocampo e cecchino dal dischetto, Frank Kessie, è entrato a secondo tempo inoltrato. Ma, al di là degli interpreti, quello che stupisce della banda del parmigiano Pioli, è proprio quell’essere leggeri, sgombri nella testa e frizzanti nel fisico. Passo avanti anche dal punto di vista difensivo: se infatti contro il Celtic, a San Siro, nel penultimo turno, giovedì scorso, il Diavolo andò sotto per due volte ed in rapida successione ed un gol al passivò arrivò poi anche domenica sera nel posticipo genoano contro la Samp, nella città dei cristalli, il pacchetto arretrato non ha subito gol. Simbolo di questo Milan in salute è Piere Hauge, il biondo folletto norvegese che a suon di gol e prove convincenti si sta conquistando fiducia del mister e la considerazione dei compagni. Altro gol, dopo il sigillo con assist nella gara contro il Celtic. Il numero 15, incarna al meglio questo status dei rossoneri: freddi, tecnici, reattivi. Sembra quasi che partita dopo partita, la squadra aggiunga un tassello al suo mosaico della crescita. Il canovaccio, certo, è il 4-2-3-1, ma – e questo accade quando un gruppo acquisisce solidità – nessun dogma, in stile del collega ed allenatore dei cugini nerazzurri, ma un sistema di gioco malleabile e pronto a venire incontro alle esigenze dei giocatori e non viceversa. Il Parma, insomma, è avvisato. Se non una pars destruens, un lato debole, possono essere le fasce, specie, la destra, dove, non essendoci uno stakanovista, ma una sana alternanza tra Conti, Calabria e Dalot, può essere presa d’infilzata dalla mancina del Parma. Gervinho, si prepari: lui che quando recita alla Scala del calcio, è sempre ispirato. A proposito di fasce, si spera, dall’altra parte, non ci sia il Karamoh visto contro il Benevento, perché altrimenti, al Milan, si farà solo il solletico… Luca Savarese

One thought on “SI SCRIVE MILAN, SI LEGGE FRESCHEZZA

  • 11 Dicembre 2020 in 00:20
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    Averceli noi i giovani del Milan. Era tanto difficile prendere noi uno come Hauge?

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