mercoledì, Maggio 29, 2024
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BAGOLOZOOM di Claudio Mastellari e Tatiana Salsi / IL NOSTRO 2020 SULLE MONTAGNE RUSSE

Si è chiuso il 2020: un anno particolare per tutti, ancora di più per la nostra amata squadra che, durante l’estate, ha cambiato pelle. Dalla proprietà alla gestione tecnica

(Claudio Mastellari e Tatiana Salsi) – I Crociati ci hanno abituato, nel corso degli anni, ad un turbinio di emozioni, paragonabili ai sali e scendi delle montagne russe. Anche questo anno appena concluso non si smentisce. A Luglio in pieno mercato, con un po’ di rammarico per il finale della passata stagione che ci ha visti salvi e disillusi rispetto alle mire invernali, sembrava dovessero arrivare dei qatarioti con la valigetta di soldi pronti ad investire grandi somme. L’affare poi sfumato ha raffreddato l’entusiasmo di buona parte dei tifosi che in men che non si dica, da Luglio a Settembre, hanno subito ritrovato sogni di gloria con l’arrivo della proposta, questa volta più seria e concreta, di Kyle Krause. Nuovo Inizio ha cosi ceduto il 90% delle quote al nuovo proprietario americano.

L’imprenditore a stelle e strisce si è presentato con un biglietto da visita di quasi tre miliardi di dollari di fatturato nel 2019, insomma non certo uno sprovveduto. Dopo il divertente siparietto in cui il nostro nuovo Presidente rimuoveva il logo della nostra arcinemica torinese (neanche ci soffermiamo a pronunciarne il nome) dal proprio personal pc sono iniziate le modifiche serie alla squadra. Via mister D’Aversa e il ds Faggiano (in realtà già in partenza prima dell’arrivo di Krause, nda), pronti in sostituzione rispettivamente Liverani e Carli.

Per quanto il vecchio mister potesse non riscontrare il 100% dei consensi, nessuno gli ha mai potuto negare i risultati raccolti. Stessa cosa per Faggiano in tema mercato.

Nel disorientamento generale, con l’infermeria che da noi è sempre ben popolata di suo, con il maledetto Covid in aggiunta e le preparazioni atletiche da completare, siamo arrivati con mille dubbi ad una prima di campionato a dir poco proibitiva. Perdere con il Napoli ci sta e infatti nessuno ha perso il sorriso. Subito dopo è la volta del derby con il Bologna e lì arrivano quattro pappine che fanno male al morale. Al giungere della terza giornata, con uno dei gol più veloci della storia Crociata, riusciamo al termine di 90 minuti di tensione a strappare tre preziosi punti al Verona. Respirare in classifica, con il terrore costante di imprevedibili sospensioni, ha fatto rialzare la testa a squadra e tifosi. In molti hanno pensato “aspettiamo ancora un po’, il gruppo si deve amalgamare”.

Passata anche la quarta giornata in cui abbiamo dato battaglia all’Udinese uscendone sconfitti, arriviamo al pareggio con lo Spezia. Gara delicata ed inevitabilmente sotto i riflettori perché considerata uno scontro salvezza oltre che per le emozioni che è in grado di rievocare. Il gruppo, però, sembra ancorato alle dinamiche di gioco “daversiane” nonostante il nuovo mister chieda altro. La gara pareggiata con l’Inter lo dimostra. Un 2-2 strappato grazie a sporadiche ripartenze in contropiede. Ad onor del vero in quella partita bisogna segnalare che tra i nerazzurri mancavano i due bomber titolari.

Nella settima giornata, anziché sfruttare le ali dell’entusiasmo, si è pacatamente e svogliatamente pareggiato con una Fiorentina più che abbordabile. Il gruppo sembra spento e non mancano i soliti tre gol che mediamente ci rifila la Roma. Forse per orgoglio la corposa sconfitta anima i giocatori ad alzare la testa con il Genoa, sconfitto 2-1. Di nuovo si torna a sperare che il gruppo stia ingranando e che finalmente all’ennesimo confronto con una diretta concorrente per la retrocessione si possano portare a casa i tre punti. Anche questa volta, tuttavia, non si va oltre un inguardabile 0-0. Raramente pensiamo di voler cambiare canale durante una partita del Parma, ma in questo caso è capitato, poi si soffre sempre tutti insieme e non lo si fa mai, ma questo pensiero crediamo sia la fotografia del match.

Confrontandoci tra tifosi i più ottimisti andavamo recitando: “vedrai si riposano per dare tutto contro il Milan”, ammettamo di averci sperato con tutto il cuore anche se dei professionisti dovrebbero macinare gioco a prescindere. L’undicesima giornata si chiude con un 2-2 a San Siro con Santa Lucia che probabilmente è giunta in nostro soccorso facendo colpire quattro legni ai padroni di casa. La dodicesima giornata è l’ennesimo apatico pareggio, questa volta con il Cagliari. Anche qui la speranza, visto il trittico di partite ravvicinate, che fosse solo un porzionare sapientemente le energie per LA PARTITA. Ebbene uno dei due incontri più attesi della stagione ci ha visti sconfitti per 4-0 con un atteggiamento in campo raccapricciante. Ci teniamo a precisare che la Juve affrontata non ha giocato da squadra inarrivabile, anzi a dimostrazione della calma che li ha caratterizzati, ci sono le 3 pere prese dalla Vecchia Signora la settimana dopo contro una concentratissima Fiorentina, ma non divaghiamo.

Il 2020 si chiude con la sconfitta con il Crotone per 2-1. Tolta la comprensibile amarezza per la classifica e per come sono state giocate certe partite, il campanello d’allarme credo lo abbiano dato Cornelius e Valenti che per poco non si azzuffano rientrando nello spogliatoio. Ora non vogliamo tirare le somme sbagliando qualche calcolo, ma ci permettiamo di dire che non potranno esserci più di due giornate per valutare seri provvedimenti da prendere. Con tutta la stima e la riconoscenza che abbiamo per il nostro presidente, vogliamo credere che ci sia un pochino di inesperienza nella gestione del personale e nelle dinamiche di un campionato italiano ancora sconosciuto.

Detto questo chiudiamo con le parole di un Mister che al Tardini e non solo ha fatto la storia: “se ognuno di noi riesce ad accettare limiti dei compagni e dell’allenatore diventeremo una squadra vincente”. Nevio Scala docet, ora resta da capire con che stimolo leggere queste parole.

Claudio Mastellari e Tatiana Salsi

Stadio Tardini

Stadio Tardini

Un pensiero su “BAGOLOZOOM di Claudio Mastellari e Tatiana Salsi / IL NOSTRO 2020 SULLE MONTAGNE RUSSE

  • Dal primo gennaio Krause ha preso pieno possesso del Parma. Ora mi aspetto che se oggi perdessimo ne tragga le giuste conseguenze.

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