CARMINA PARMA, di Luca Savarese / IL PARMA E’ BEFFATO NEL FINALE, MA RIECCO UN GOL, UN PUNTO E LA CONSAPEVOLEZZA

(Luca Savarese) – Roberto, Roma Berlino Tokio,  la famosa asse, era un nome che s’impose molto in Italia, dagli anni della seconda guerra mondiale in poi.  Oggi, il viaggio di questo nome è diverso: tutto un avanti e indietro forsennato, nel rettangolo del Mapei; i loro ragazzi, i ragazzi dei due Roberto, De Zerbi e D’Aversa, corrono e giocano a non far correre gli avversari, ma la meta per il Parma stava per essere i primi tre punti del nuovo anno e del nuovo corso targato Roberto D’Aversa. Al fotofinish si trasformerà, causa una colossale disattenzione del giovane Busi, che darà il pari su rigore al Sassuolo, in un punto. Fa male prendere il gol a quel minuto di gara e in quel modo, ma fa bene aver mostrato una consapevolezza diversa, dopo i mesi iniziali del campionato di coscienza infelice. Ci sono momenti della stagione dove prima di farli, ti devi rendere conto di poterli effettivamente farli, i punti. Se contro la Lazio questa sensazione era durata un tempo, il primo, ora, al cospetto del Sassuolo, la sensazione dura tutta la partita e al netto del rigore che toglie al Parma la posta piena, diventa consapevolezza di potersela giocare a viso aperto. Insomma, dopo il giro di ricognizione, la D’Aversa car, è pronta per ricominciare il suo gran premio.

Che sia subito una lotta dura, ne è prova la testa di Kucka, ferita e bendata. Pochi tocchi, e si va in porta: su questo piano prova a metterla il Sassuolo, che troverebbe il vantaggio con Caputo ma il Var poi glielo leva.Il Parma di D’Aversa, come già si era percepito nel primo tempo della gara di domenica scorsa al Tardini contro la Lazio, ha cazzimma laddove la squadra, fino a poche settimane fa appartenuta a Liverani, calpestava il prato con grandi dosi di scoramento: al di là delle assenze in casa neroverde, non è proprio impresa da tutti tenere lì i ragazzi temibili di De Zerbi. Il Parma, non solo li tieni lì, ma com’è nel copione del daversismo che si rispetti, prova ad affondare, e ogni tanto, punge. Pezzella, sulla sinistra il migliore per il Parma, crossa con i giri giusti e Kucka, con tanto di fascia bianca gladiatoria e stoica, inzucca. Quando i compagni lo vanno ad abbracciare, perde sangue lo strenuo slovacco: figura Cristi prestata al calcio, vuoi vedere che con questo gol il Parma ha messo in croce la paura?

Del resto anche una testa di un altro centrocampista, quella del croato Mario Stanic, nel dicembre del 96, bastò al Parma di Ancelotti, a san Siro contro il Milan, per uscire dal baratro ed iniziare una risalita ardita che lo portò a terminare la stagione ad uno storico secondo posto, a meno solo due lunghezze dalla Juventus. Certo non si chiede la seconda piazza al D’Aversa 2.0. ma il raggiungimento della salvezza, passa anche da episodi, magari liberatori, come un nuovo gol , il primo nel 2021, del Parma. E quando il Parma daversiano conduce, è davvero difficile per gli avversari pervenire al pari: non si sa ancora se il Parma è davvero guarito, ma la nuova medicina che fino allo scorso anno era il pane quotidiano sulla mensa tattica dei crociati, sembra quello che serviva più di ogni altra cura. Senza i polmoni e le geometrie di Locatelli, senza lo spunto di Boga, il Sassuolo è senza dubbio tecnicamente impoverito, come pure mancano ai neroverdi le invenzioni di Mimmo Berardi là davanti. Al Parma dalla mezzora della ripresa, mancherà anche Pezzella, al suo posto Giacomo Ricci. L’antica diatesi tattica sembra giovare anche a Gervinho, che si distende come nei giorni migliori e al quale, solo un tiro col corpo molto indietro, non permette di andare in gol e di portare a due le marcature crociate. Il Sassuolo più con la forza della disperazione che con lucidità, trova il pari grazie a Djuricic dal dischetto per un errore di lettura, da matita blu, di Busi su Ferrari. Così il Parma si vede sfumare la vittoria negli stessi minuti in cui evaporò contro l’Inter e poi contro il Milan alla scala del calcio. Ma, mentre lì parevano due episodi slegati da un canovaccio anonimo, questo quasi successo che diventa un punto, porta in dote alla squadra ducale una neonata personalità, che ha tutte le caratteristiche di non esser casuale ma costante e che sarà la veste con la quale il Parma proverà a costruire la sua salvezza.

Molte strutture sono ancora chiuse, specie per le nuove zone rosse, ma la scuderia tutta grinta e ripartenze dell’ingegner D’Aversa, ha appena riaperto i battenti e affrontarla, sarà dura per qualsiasi monoposto della serie A. Luca Savarese