CARMINA PARMA, di Luca Savarese / IL TORO RITROVA LE CORNA E SCHIANTA IL PARMA

(Luca Savarese) – Il Parma posticipa di qualche giorno l’antico adagio che recita Natale siamo tutti più buoni e diventa buono al primo appuntamento del nuovo anno: eccolo in versione crocerossina, tutta attenta a risollevare il morale del Toro, che non se lo fa ripetere due volte, lucida le sue corna, da troppo tempo impolverate e castiga tre volte i crociati. Doveva essere la prima gioia del 2021, è invece stata la prima amarezza: Parma fatto fuori, che dopo la sberla di Crotone pre natalizia, becca altri tre gol e non ne riesce a fare nemmeno uno. Kyle Krause, va bene i fiumi di entusiasmo a go go, ma qui ora, urgono, come il pane, degli investimenti audaci, seri, forti, nella finestra del mercato, altrimenti si rischia di passare la restante parte di stagione, già colma di impegni ravvicinatissimi (calendario iper zippato, per usare l’odierna espressione della prima voce di Tutto il calcio, Giovanni Scaramuzzino) a rincorrere punti e certezze, come un dannato nei gironi infernali. La gara contro la squadra di Giampaolo ha sottolineato soprattutto una cosa: nel calcio se non hai un animus pugnandi, sei destinato a soccombere, a sopravvivere di frustrazione, non a vivere di convinzione. Il Toro, la cui combattività è inscritta nel proprio DNA, e che per varie sfighe in questa prima parte di stagione non aveva ancora mostrato pienamente ed in atto, la tira fuori, in lungo e in largo, oggi. Tutti i suoi giocatori, dal primo all’ultimo, hanno combattuto, hanno voluto farlo alla maniera dell’Alfieri, fortissimamente. Poi, se a questa forte spinta caratteriale, ci aggiungi anche il talento di qualche singolo, su tutti Singo, l’ivoriano che il giorno di Natale ha festeggiato i suoi 20 anni, bè allora puoi fare imprese come questa. Ci fu, annus mirabilis 2007, un Parma-Torino che con un gol del neo arrivato Giuseppe Rossi, segnò la svolta del Parma di Claudio Ranieri che raggiunse poi una storica salvezza. La svolta, oggi, è tutta appannaggio del Toro, che in un balzo solo si lascia alle spalle l’ultimo posto e tutte le sue recenti paturnie e trova slancio e linfa, agguanta Spezia e Genoa a quota 11, al penultimo posto e si porta ad una sola lunghezza dal Parma, fermo a 12. Per i crociati, situazione da bollino rosso con i punti che sono inferiori alle giornate giocate e con alle viste, tra tre giorni, la dirompente e tripallica dea, per giunta nella propria tana di Bergamo. Liverani è ora più che mai appeso ad un filo, anche nella partita contro i granata, è sembrato mettere in campo un puzzle troppo confuso, dove i pezzi, lungi dall’essere amalgamati, risultano ancora decisamente sconnessi tra di loro. Al Lecce, un anno fa, dava l’impressione, al di là degli esiti delle partite, di avere un suo credo tattico, ora questa parvenza si è intravista qua e là, specie nelle intense trasferte milanesi. Certo, Bergamo non è lontano da Milano, e chissà che contro Ilicic e soci, il Parma possa sorprendere e tornare a raggranellare punti. Ma dopo questo triplice schiaffo torinese, si ha l’impressione che il Parma e Fabio Liverani siano molto lontani tra loro. Luca Savarese