CECI L’HA VISTA COSI’: “CAMBIANO I FATTORI, MA IL PRODOTTO E’ SEMPRE LO STESSO”

(Gian Carlo Ceci) – Cambiano i fattori. ma il prodotto è sempre lo stesso anche se, in effetti, il primo tempo aveva sorpreso, o forse è meglio dire illuso, con il Parma che era stato più positivo e propositivo che in un recente, e lontano, passato ed aveva effettuato anche qualche buona azione d’attacco (in particolare quando Cornelius, con un colpo di testa, ha costretto Reina a una grande parata), anche perché il risorto allenatore, sorprendentemente, forse per smentire chi credeva di vedere il l’abituale non-gioco, ha proposto una squadra meno arroccata e difensiva del solito (comunque con solo due punte e 4 centrocampisti e non il consueto 4-3-3), ma il non retrocedere, come nei precedenti campionati, al limite dell’area della retroguardia, ha però concesso spazi e molte possibilità agli ospiti che hanno continuato a sbagliare facili occasioni e questo ha fatto supporre che il famoso “fattore C” non avesse abbandonato d’Aversa. Ma nella ripresa si è visto il solito, vecchio e recente Parma che, in difficoltà in tutti reparti, ha evidenziato carenze tecniche ed individuali e praticamente non è mai riuscito a contrastare una debordante Lazio che, dopo il 2 a 0, ha tirato i remi in barca e pur rendendosi pericolosa si è limitata a gestire il vantaggio: evidentemente al ritornato non è riuscito il miracolo di modificare e migliorare il gioco e le individualità. Questo spiega i due gol e le tante possibilità che ha avuto una Lazio sprecona e, alla fine, impietose sono le statistiche che oltre al solito minor possesso palla nostrano (ed è quello che impressiona e fotografa come sono andate le cose in campo) che gli ospiti hanno effettuato ben 22 conclusioni e non vengono considerate le due grandi occasioni quando prima Caicedo e poi Immobile, dopo essersi presentati soli davanti a Sepe, l’hanno saltato, ma poi non sono riusciti a concludere nella porta vuota. Quindi si è visto un Parma dai due volti e se per i pessimisti è quello della ripresa gli ottimisti sperano che sia – e migliori – quello del primo tempo. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

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