L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / PER D’AVERSA L’OSTACOLO PIU’ IMPERVIO DA QUANDO E’ A PARMA. ED IO AUSPICO CHE LO FACCIANO MANAGER

(Luca Tegoni) – Il primo tempo ci ha portato il conforto che il Parma è ancora una squadra di calcio e che è viva. Il secondo tempo ci ha purtroppo confermato che la Lazio è molto più forte del Parma soprattutto se con un esiguo numero di giocatori a disposizione. Il fatto che si affloscino a terra i giocatori perché i loro muscoli sono impreparati o inadatti agli sforzi prolungati è deprimente. Osorio lascia il posto a Balogh, Valenti lascia il posto a Ricci. Bruno Alves, capitano trentanovenne deve combattere per difendere la porta con Busi (il più scarso difensore visto a Parma negli ultimi anni, almeno per adesso, nel senso che tutti gli auguriamo di migliorare), con Balogh un 2002 di belle speranze e con Ricci un veterano della serie D che era rimasto tra i tesserati Crociati per via dei contratti alla Faggiano (poi oggi ha fatto anche una discreta partita). Il risultato difficilmente avrebbe potuto essere diverso da quello con cui è terminata la partita.

Il Parma nel primo tempo ha dimostrato una buona organizzazione di gioco, sia in difesa sia in attacco, con Brugman abile, anche se troppe volte lento, a proporre gioco. Prima della partita l’idea che Busi giocasse in difesa della zona di campo dove abitualmente imperversa Immobile faceva rabbrividire. L’intuizione daversiana di dirottarlo sull’altra fascia, a causa della penuria di giocatori in efficienza fisica, è stata vincente. Con l’aiuto di Kurtic e di Valenti non ha troppo subito la velocità di Lazzari. Dalla parte opposta Osorio schierato al posto di Busi ha gestito alla meglio la fascia destra di difesa annullando le velleità di Immobile anche con l’aiuto di un volenteroso Hernani, forse alla sua migliore esibizione annuale. Altra grande intuizione di D’Aversa, sempre penso, per carenza di alternative, è stata quella di spostare Sohm sulla trequarti d’attacco in modo da non indebolire troppo l’aspetto difensivo del centrocampo, insomma “stai su che così non fai danni”, anche se credo che per quel ruolo il più adatto possa essere Dezi che almeno va a pressare con dinamismo doppio o triplo di Sohm sul portatore di palla avversario. Purtroppo in attacco l’unico in grado di puntare l’uomo e creare occasioni per segnare è il solo Gervinho e quando si ritrova circondato da almeno tre difensori difficilmente riesce ad essere pericoloso.

Aspettiamo gli attaccanti, aspettiamo i centrocampisti e aspettiamo i difensori, ma nel frattempo dobbiamo scendere in campo e con quello che c’è attualmente sarà difficile far meglio. Serve un buon giocatore per ruolo, soprattutto serve sano.

Adesso D’Aversa sta affrontando l’ostacolo più impervio da quando è a Parma, salvarci non sarà facile e auspico che gli venga assegnato anche il compito di manager in modo che Carli esegua senza possibilità di essere autonomo.

Lazio vince due a zero al Tardini, goals di Luis Alberto e Caicedo. Luca Tegoni

Stadio Tardini

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