TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / ANALISI DI META’ CAMPIONATO: ATALANTA, VERONA E SPEZIA HANNO OFFERTO QUALCOSA IN PIU’ COME INNOVAZIONI E GIOCO

(Patrick Fava) – Vorrei proporre oggi una mia analisi, in chiave tattica, del Campionato alla fine del Girone d Andata. La Serie A è giunta al giro di boa con il Milan che, nonostante il calo dell’ultimo mese, si è platonicamente laureato Campione d’Inverno, rimando in testa alla classifica con 43 punti, due lunghezze sopra l’Inter di Antonio Conte (che si è aggiudicato il Derby nei Quarti di Finale di Coppa Italia) che dopo un inizio stentato è riuscita ad inanellare una serie di vittorie che l’hanno portata ad insidiare il primo posto dei rossoneri. Al terzo posto la Roma di Fonseca, quest’ultimo criticato dalla piazza dopo la bruciante sconfitta nel derby con la Lazio e l’uscita in Coppa Italia per mano dello Spezia di Italiano, in una partita dove è successo di tutto, dalla doppia espulsione in 40″ e dalla sesta sostituzione eseguita senza che fosse in effetti consentita dal regolamento. I giallorossi sono riusciti a vincere contro le cosiddette piccole, ma hanno fatto sempre molta fatica negli scontri diretti con le rivali per la corsa alla Champions League, dimostrando gravi cali di tensione e di avere parecchi limiti psicologici lasciandosi influenzare dagli eventi negativi: troppi gol presi nell’arco di pochi minuti l’uno dall’altro testimoniano la grave difficoltà nel saper gestire le emozioni negative. Al quarto posto Juventus e Atalanta, con i bianconeri che devono, però, recuperare una partita, quella con il Napoli che darebbe la possibilità ai bianconeri di insediarsi al terzo posto in classifica a – 4 dal Milan e quindi ancora in piena corsa per la lotta allo scudetto, così come i partenopei distanti a solo due lunghezze in coabitazione con la Lazio di Simone Inzaghi che dopo un inizio stentato sembra aver ritrovato la forma dei tempi migliori. Dopo le 7 sorelle troviamo le outsider Verona e Sassuolo, due squadre con filosofie completamente differenti, ma in grado di offrire prestazioni di ottimo livello sia in termini di gioco che di risultati: specialmente gli scaligeri hanno dato dimostrazione di esaltarsi nelle difficoltà, dando fastidio alle squadre più blasonate che soffrono tremendamente il pressing a uomo della squadra di Juric, la quale è abile a togliere immediatamente tempo e spazio di giocata ai giocatori avversari, non dando loro la possibilità di giocare palle libere verso la porta.
In posizione di centro classifica naviga in acque tranquille la Sampdoria che dopo la vittoria di Parma, con i suoi 26 punti, può ritenersi più che soddisfatta della stagione fin qui disputata.
Da qui in poi inizia una bagarre salvezza che coinvolge tutte le squadre dal Benevento in giù: in questo momento Crotone, Parma e Cagliari sarebbero retrocesse in B, ma la strada da percorrere è ancora lunga e nessuna può ritenersi fuori dal pericolo. La classifica può mutare nel giro di poche giornate, nella fattispecie il Genoa, che sembrava spacciato, con l’arrivo di Ballardini è riuscito a totalizzare 11 punti nelle ultime 6 giornate facendo un grosso balzo in avanti: tutto, quindi, può ancora succedere.
Il presidente Krause sembra disposto a fare investimenti importanti per cercare di mantenere la categoria, anche se, come nella precedente sessione di mercato, pare prediligere i giovani ai già affermati, come magari spererebbe il tecnico: fatto sta che, nonostante i soli 13 punti in classifica, il Parma ha ancora tutte le carte in regola per riuscire a raggiungere l’obiettivo, ma è chiaro che la concorrenza non sta a guardare e mai come quest’anno la lotta salvezza sembra essere davvero indecifrabile.
Dal punto di vista tecnico-tattico abbiamo visto cose molto interessanti: a mio avviso Sassuolo, Verona, Atalanta e Spezia sono le squadre che maggiormente stanno dando quel qualcosa in più dal punto di vista del gioco e delle innovazioni: in particolare Atalanta e Verona si stanno distinguendo per la fase di non possesso non comune alle altre, con il pressing orientato all’uomo già dalla prima costruzione avversaria e non solo. Le due squadre allenate da Juric e Gasperini applicano sistematicamente marcature fisse nella metà campo avversaria: nella fattispecie le due punte prendono i due centrali difensivi di una ipotetica difesa a 4, mentre il trequartista si oppone al play basso avversario di un ipotetico centrocampo a 3, mentre, se gli avversari attuano una linea a 3, le due punte prendono in consegna i braccetti, il trequartista prende il centrale puro della difesa a 3, uno dei due mediani prende il play, l’altro centrocampista prende una mezzala avversaria e l’altra viene presa in consegna da un braccetto il che significa accettazione della parità numerica dietro, con coperture solo ed esclusivamente quando il pallone è nei pressi della metà campo difensiva e a ridosso dei 16 metri. Verona e Atalanta schieratesi entrambe o con l’1-3-4-1-2 o 3-4-2-1 lasciano solamente un tempo di gioco in più agli esterni bassi di una difesa a 4: i tutta-fascia, infatti, si dispongono a metà strada su palla centrale in modo tale che, se gli avversari optassero per una costruzione diretta, sarebbero già pronti ad aiutare i 3 centrali difensivi. Atalanta e Verona attuano una marcatura a uomo nella metà campo avversaria, mentre, nella propria, potremmo definirla una marcatura a uomo nella zona, visto e considerato che entrambe le compagini non seguono i propri riferimenti sempre, ma solo quando quest’ultimi sono in procinto di poter ricevere il pallone. I tutta-fascia e gli uomini lontano dalla zona del pallone attuano i principi della difesa a zona, quindi potremmo definire che le due compagini attuano una marcatura a uomo sui possibili giocatori vicino alla palla, mentre su quei giocatori che potrebbero non riceverla, perché lontani dalla sfera, attuano il classico principio della difesa a zona, ovvero quello di mettersi in uno spazio tale che permetta di coprire la zona centrale, ma allo stesso di poter affrontare un avversario nel caso la squadra avversaria riesca a giocare sul lato debole. Sia contro gli scaligeri che contro gli orobici gli avversari fanno tremendamente fatica a risalire il campo in modo pulito, essendo costretti ad adottare una costruzione lunga sulla quale specialmente i difensori atalantini sono difficili da superare. I meccanismi difensivi di Atalanta e Verona, però, vanno in difficoltà quando salta una marcatura: lì possono aprirsi degli spazi importanti che puntualmente possono essere sfruttati dagli avversari, i giocatori atalantini e veronesi, infatti, danno priorità al movimento degli avversari che non a quelli dei compagni, di conseguenza ad una marcatura saltata vengono posti a quesiti che dovrebbero portarli a ragionare più sulla copertura di spazi e a un modo più univoco della situazione, invece gli uomini di Gasperini e di Juric tendono ad aggredire in avanti anche in queste circostanze rischiando di aprire grandi praterie per gli avversari. Questo nuovo modo di difendere ha aperto nuovi scenari e a constatare che le squadre con il minor PPDA (dato che viene estrapolato dal rapporto tra il numero dei passaggi effettuati da una squadra nella propria metà campo e il numero di interventi (falli, tackle, intercetti della squadra in fase di non possesso), ha la possibilità di rendersi più pericolosa in fase offensiva. Sappiamo bene quanto i bergamaschi siano pericolosi se riescono a recuperare il pallone vicino alla porta, ma anche quando i difensori riescono ad anticipare gli attaccanti avversari: giocare sempre su linee di anticipo ti consente di contrattaccare immediatamente: il gol dello 0-3 in Milan-Atalanta ne è un classico esempio.
Chi invece si è contraddistinto per una fase di possesso interessante sono Sassuolo e Spezia: specialmente la compagine ligure, dal mio punto di vista, è stata la vera rivelazione di questa prima parte di torneo: un 1-4-3-3 interessante quello proposto da Vincenzo Italiano, che si fonda sui principi del gioco di posizione, cercando di sfruttare la superiorità numerica partendo dal basso, utilizzando anche il portiere come sostegno per attirare la pressione in avanti degli avversari per poi giocare alle spalle delle linee di pressione con smarcamenti e occupazione degli spazi dei giocatori sopra la linea della palla. I bianconeri lavorano bene con le catene laterali e giocano con coraggio, concedendo anche qualcosa sulla profondità agli avversari, giocando, però, stabilmente nella metà campo avversaria, anche contro le compagini più blasonate. In particolare sono interessanti i movimenti degli esterni bassi a prendere ampiezza e profondità e i movimenti alle spalle del centrocampo avversario delle mezzali con Pobega, ex Pordenone, alla prima apparizione in serie A e già autore di 3 gol di cui 2 contro Napoli e Juventus. Lo Spezia ha deciso di provare a salvarsi in un certo modo: tenendo un baricentro medio alto, consapevole di tutti i rischi che questa scelta possa prevedere, ma la squadra di Vincenzo Italiano sta dimostrando personalità, non abbattendosi nelle difficoltà, e con coraggio cerca di pressare alti gli avversari attuando un pressing più orientato sull’uomo che non alla copertura degli spazi, meno invasivo di Atalanta e Verona, ma comunque abbastanza efficace. Una squadra che alla prima apparizione in serie A e decantata come possibile prima retrocessa sta ribaltando tutti i pronostici, ma siamo sicuri che solo l’organizzazione di gioco basterà? Nel frattempo anche il Parma, nonostante gli ultimi risultati non proprio positivi, si sta evolvendo sempre di più. Ci auguriamo che sia il viatico per un cambio di rotta. Forza Parma. Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

One thought on “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / ANALISI DI META’ CAMPIONATO: ATALANTA, VERONA E SPEZIA HANNO OFFERTO QUALCOSA IN PIU’ COME INNOVAZIONI E GIOCO

  • 29 Gennaio 2021 in 12:17
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    Dell’Atalanta adoro il fatto dei due esterni che si crossano e segnano a vicenda. Nessuna squadra al mondo è così.

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