TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL PARMA CON LA SAMPDORIA SI E’ MOSTRATO IN SALUTE, MA IN GRAVE DIFFICOLTA’ PSICOLOGICA

(Patrick Fava) – Il Parma di D’Aversa perde immeritatamente 0-2 con la Sampdoria di Ranieri al termine di un match che ha visto i Crociati pimpanti nei primi 45′. I nostri scendono in campo con l’1-4-3-1-2 con Kucka alle spalle di Gervinho e Cornelius, i blucerchiati sono pure disposti con l’1-4-3-1-2: all’apparenza sembrano due sistemi di gioco speculari, ma la fluidità della manovra in fase offensiva permette ai gialloblù di mettere in grande difficoltà gli avversari che ne subiscono l’iniziativa per quasi tutti i primi 45′. Il Parma, infatti, col ritorno del Resuscitato, si è caratterizzato per la sua duttilità in entrambe le fasi di gioco: in fase di non possesso si schierava con un 1-4-3-1-2 con Kucka che si contrapponeva ad Adrien Silva , Gervinho e Cornelius sui due difensori centrali volley e Yoshida, e venivano lasciati liberi almeno inizialmente i due esterni bassi Augello e Berezinsky, sui quali uscivano in pressione con un tempo di ritardo Grassi e Kurtic, ovvero le nostre mezzali. Da notare la posizione di Grassi che, negli ultimi 25 metri, si posizionava alla destra di Conti, legandosi alla linea difensiva che diventava a 5, con l’ex Milan pronto a fungere da braccetto, molto probabilmente per avere superiorità numerica sui cross/traversoni avversari. In fase offensiva, invece, si disponeva con un 1-3-4-1-2 con Grassi che da posizione di mezzala si apriva sull’out di destra proponendosi come tutta-fascia, Conti che da esterno basso di destra fungeva da braccetto di destra e Pezzella che da esterno basso di sinistra passava a tutta-fascia con Kucka in una posizione ibrida, talvolta da mezzala in inizio azione e trequartista in costruzione alta: l’idea di d’Aversa era quella di aprirsi linee di passaggio già partendo da dietro, sfruttando una superiorità numerica 3 a 2 con Conti, Iacoponi e Gagliolo contro Quagliarella e Keita Balde. il Parma riusciva con facilità ad aggirare la prima linea di pressione grazie alla poca propensione dei due attaccanti doriani a difendere, l’uscita di un difensore palla al piede dava la possibilità ai Crociati di mettere in inferiorità numerica le mezzali avversarie, nella fattispecie Candreva che si trovava in mezzo tra Gagliolo e Pezzella che insieme a Gervinho, pure lui predisposto ad allargarsi sul centro sinistra, andavano a creare un 3>2 sulla destra, sfruttato bene visti i diversi pericoli creati ai liguri su quella corsia. La Sampdoria ha quindi sofferto sulla sua fascia destra, ma ha palesato anche enormi difficoltà nel coprire il lato debole, con Ramirez che non sempre nella prima frazione si è rivelato impeccabile nell’impedire i cambi di fronte; la capacità di risalire il campo tramite la creazione della superiorità numerica nella prima costruzione e coadiuvata dall’utilizzo del cambio di gioco, sfruttando l’ampiezza del campo grazie alla disposizione a rombo dei blucerchiati, ha permesso al Parma di avere il dominio del gioco, pur senza riuscire a portare in archivio una gara che, in base agli expected goals prodotti, avrebbe meritato. Purtroppo, però, nonostante i dati instat ci confermino la buona prova dei gialloblù nei primi 45′ il Parma è incappato in due episodi, dei quali uno assolutamente casuale, con la sfortunata deviazione di Cornelius che ha inavvertitamente servito Yoshida per il momentaneo vantaggio, mentre il secondo caratterizzato da un grave errore di Hernani, il quale viene anticipato dal suo diretto avversario che dà il viatico per il gol di Keita Balde che, dopo aver saltato con facilità Iacoponi, sigla il raddoppio; a nulla è servita l’ottima prova di Kucka uno degli ultimi ad arrendersi e di un Gervinho pimpante solo per 60′. Il Parma si è fermato sui due legni colpiti, dimostrandosi comunque in salute, ma in grave difficoltà psicologica, dopo un primo tempo di ottimo livello, il migliore della stagione, ci si aspettava una reazione veemente nella ripresa, che però è clamorosamente mancata: il passaggio ad un più compatto 4-4-1-1 ha permesso ai blucerchiati di coprire meglio il campo e di scivolare in ampiezza, con un tempo di gioco in meno; il cambio di assetto nella ripresa ha complicato il piano di d’Aversa che ha cercato di mettere più giocatori offensivi con il risultato di avere una manovra meno fluida, e con una squadra più lunga che non ha consentito ai Crociati di rendersi pericolosi se non con una conclusione di Kucka apprezzabilissima dal punto di vista tecnico, ma realmente poco pericolosa, con la parata di Audero servita solo ai fotografi.
Nonostante la conquista di un solo punto nella gestione D’Aversa il Parma sembra aver cambiato marcia sotto tutti i punti di vista, e anche chi si aspettava una squadra remissiva pronta solo a colpire con veloci transizioni, si è dovuto ricredere, visto che ha dimostrato di potersela giocare anche con avversari del calibro di Sassuolo e Lazio. I dati del possesso palla sono assolutamente maggiori rispetto alle passate stagioni: molto probabilmente l’allenatore è cosciente che, con questa rosa, ci si può salvare non solo puntando su una difesa posizionale bassa e ripartenze: la mancanza di Kulesevski, formidabile in questo tipo di situazioni (10 gol e 10 assist), ha probabilmente convinto il tecnico ducale che la fase offensiva avrebbe dovuto avere dei correttivi, con una partecipazione attiva di più giocatori, con il rischio calcolato di poter subire qualche ripartenza in più, come nel caso del secondo gol preso, ma siamo convinti che la strada intrapresa sia quella giusta e che con qualche acquisto che oggettivamente dovrà arrivare ,il Parma sarà presente per la corsa salvezza. A Napoli non sarà facile, ma come dice Mister D’Aversa ,per raggiungere la salvezza bisognerà cercare di fare punti anche con squadre apparentemente non alla portata, come fu nell’anno passato con il gol di Kulesevski che al 93′ sigló l’1-2 all’ex stadio San Paolo. Forza Gialloblù! Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

5 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL PARMA CON LA SAMPDORIA SI E’ MOSTRATO IN SALUTE, MA IN GRAVE DIFFICOLTA’ PSICOLOGICA

  • 26 Gennaio 2021 in 20:57
    Permalink

    A casa Zamponi stanno guardando Pisa Foggia

  • 26 Gennaio 2021 in 22:33
    Permalink

    Non gira proprio. Anche quando giochi una delle miglior partite dell’anno finisci così…

  • 26 Gennaio 2021 in 23:22
    Permalink

    La discrezionalità di un regista televisivo che va a leggere il labiale che coglie il dito nel naso e denuncia la bestemmia è insopportabile. In campo ci sono giocatori e arbitri, non devono intervenire corpi estranei. Le televisioni sembrano la STASI.

  • 27 Gennaio 2021 in 09:27
    Permalink

    Prenderemo qui
    Prenderemo la’
    È vero la prenderemo
    ma…..dove non batte il sole

  • 27 Gennaio 2021 in 11:55
    Permalink

    Faccio un appello al buon cuore. Quando per emergenza e piòcioneria (dalle nostre parti ben più contagiosa del “vairus”) va in campo un imberbe giovinotto il pubblico unito applaude, lo incita, lo sostiene anche in caso di palesi e goffi errori, perché alla fine è brutto sparare alla croce rossa o come diceva mia nonna picchiare uno che sta ca…do. Non si fa. Non bisogna prendersela con un poveretto in panne. A questo punto oggi 27 gennaio, tutto il popolino di fede gialloblù si unisca in un incitamento al povero Ds (nonostante non sia imberbe) che goffamente e con affanno da oltre un mese si arrovella tra interviste, punte, difensori centrali, esterni, tra il tenente Fazio, Benatia, Zaza, Diawara, Musacchio e chi più ne ha più ne metta. Come nel giorno della marmotta serissimo imbastisce trattative su trattative, dalla Romania, al Qatar, passando per la Russia e la Spagna, in pompa magna, salvo svegliarsi la mattina e scoprire che è tutto com’era il giorno prima. Aiutiamolo con un applauso virtuale, anche con un coro se mai servisse anche perché il tempo è tiranno e il povero d’Aversa è venuto con la promessa di “rinforzi” che ad oggi appaiono miraggi se si esclude il timido ragazzino greco (tutti magri come dei picchi per altro). Come diceva lui stesso “…andare sul sicuro non è un problema…se avessimo preso due svincolati di livello e altri giocatori di categoria, pur spendendo meno avremmo rischiato meno. Sarebbe stato un percorso più semplice. Noi abbiamo preso dei rischi e giustamente la gente ci ha detto che avevamo sbagliato. A fine anno guarderemo chi aveva ragione”. Quindi se non è un problema…a maggior ragione sosteniamolo, magari richiamando per una consulenza spot Faggiano, che si sa era il mago delle ultime 3 ore, nominiamo un avvocatone o un dottorene, insomma aiutiamo il pover’uomo.Anche perché se no mi sa che a fine anno chi aveva ragione non era sicuramente lui…

I commenti sono chiusi.