TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL SASSUOLO SOFFRE IL PRESSING A UOMO, VISTA LA SCARSA FISICITA’ DEI PROPRI CALCIATORI, E ANCHE LE SQUADRE CHE DIFENDONO CON UN BARICENTRO BASSO

(Patrick Fava) –  Il Parma di D’Aversa affronta al Mapei Stadium il Sassuolo di De Zerbi: i ducali vengono da cinque sconfitte consecutive, anche se l’ultima, con la Lazio, al Tardini, l’unica sotto la guida del tecnico ritornato, ha fatto intravvedere qualche spiraglio di luce. A Reggio Emilia, tuttavia, dovrà varare una formazione piuttosto rimaneggiata: nel reparto arretrato, infatti, nelle ultime ore anche Bruno Alves è stato costretto al forfait aggiungendosi ai tanti compagni in infermeria, dalla quale l’unico che sta provando ad uscire è il solo Iacoponi, che fino al giorno prima, come ha detto il mister nella conferenza stampa dopo la rifinitura, fino a ieri neppure pensava di poter convocare. Un Parma sfortunato, quindi, che dovrà affrontare un Sassuolo in piena corsa per un posto nell’Europa che conta, anche se ultimamente ha perso lo smalto che aveva caratterizzato l’inizio di stagione quando era riuscito ad arrivare persino sul podio: i neroverdi, tra l’altro, sono reduci dalla sconfitta bruciante in Coppa Italia ad opera della Spal di Pasquale Marino (nostra vecchia conoscenza) e vorranno a tutti i costi rifarsi, cercando di conquistare tre punti per rimanere nella scia delle grandi. Il Parma dovrebbe schierarsi con il consueto 4-1-4-1 in fase di non possesso, mentre in fase di possesso bisognerà vedere se D’Aversa opterà per un canovaccio tattico diverso: con la Lazio, infatti, il tecnico abruzzese ha schierato un 1-3-5-2/3-4-2-1 con Sohm in una posizione intermedia che assomigliava ad una mezzala o ad un trequartista in base al contesto di gioco, mentre con i neroverdi, complice anche le defezioni di cui sopra in terza linea, non sappiamo prevedere quale potrebbe essere la strategia del tecnico ducale, che chissà se terrà in considerazione la creativa proposta del nostro vice-direttore esecutivo Gianni Barone che azzarda persino l’inusuale ed innovativo avanzamento di Sepe al centro della difesa con Colombi tra i pali… Se i principi di gioco sono quelli di creare una superiorità numerica in possesso, già partendo dal basso, ci aspettiamo un Parma che in fase di proposizione possa ripetere l’esperimento visto con i biancocelesti, visto e considerato che i neroverdi difendono con un 4-4-2 con un baricentro medio volto a togliere linee di passaggio centrali. I modenesi quest’anno hanno perso con Milan, Inter, Juventus ed Atalanta e soprattutto con la Dea hanno manifestato grandi limiti contro una fase di non possesso orientata più sull’uomo che non sulla palla. Il gioco posizionale del Sassuolo prevede la costruzione dal basso, cercando di manipolare tempi e spazi di gioco, attirando gli avversari alla pressione, per poi giocare palloni alle spalle delle linee di pressione: questo principio di attacco presuppone una grande capacità, da parte dei giocatori, di leggere il gioco e soprattutto grande coraggio anche di giocare palla sull’uomo marcato, che consente di trovare l’uomo libero alle spalle delle linee di pressione (concetto del terzo uomo). I neroverdi, infatti, nella propria metà vanno costantemente alla ricerca di passaggi a muro sulla figura, anche sotto la pressione dell’avversario, e questa soluzione contro squadre del calibro di Atalanta e Verona, ha fatto venir fuori i limiti dal punto di vista fisico strutturale della formazione di De Zerbi, la quale non ha cercato di trovare delle contro misure e si è quindi consegnata agli avversari senza un minimo di reazione. Il Sassuolo, quindi, soffre il pressing a uomo, visto la scarsa fisicità dei suoi giocatori, ma dà la sensazione anche di soffrire squadre che difendono con un baricentro basso: il pareggio interno con l’Udinese ne è classica la dimostrazione, così come la sconfitta in casa con l’Inter per 0-3: i nerazzurri, infatti, in quel frangente hanno lasciato il pallino in mano agli avversari, portandoli nella propria metà campo, per poi sfruttare le doti atletiche dei propri esterni di centrocampo (Darmian/Hakimi) e la velocità di Lautaro Martinez in campo aperto. Insomma, chi affronta il Sassuolo dovrebbe cercare di tenere una linea ben precisa: le squadre che hanno un baricentro medio e che si giocano la partita a viso aperto senza dare particolare importanza all’aspetto difensivo, sembrano, di fatto, consegnarsi ai neroverdi, i quali si esaltano negli spazi intermedi, sfruttando le caratteristiche tecniche di Berardi, Traorè e Boga (anche se un paio di loro mancheranno per infortunio domani). Non sarà facile, quindi, per i gialloblù, i quali, presumibilmente, lasceranno l’iniziativa alla squadra di casa, cercando di chiudere gli spazi centrali, senza concedere profondità ad attaccanti come Caputo Berardi e Boga. Nell’ultimo precedente al Mapei la truppa di D’Aversa fece un bello scherzetto ai neroverdi i quali dominarono a lungo il match ma una difesa granitica permise ai ducali di fare bottino pieno, come da tradizione daversiana Sarà così anche stavolta? Forza Parma! Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma