TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / MIHAILA, PUR AVENDO DIVERSE CARATTERISTICHE FISICHE, SE STA BENE PUO’ RACCOGLIERE L’EREDITA’ DI KULUSEVSKI

(Patrick Fava) – I Crociati, giovedì sera, negli Ottavi di Coppa Italia, vengono sconfitti di misura all’Olimpico con gol di Moriqi proprio allo scadere dei 90′, ma è stata una gara nella quale hanno ben figurato, specie nella ripresa, complice una Lazio forse poco concentrata e che pensava di aver già messo al sicuro il risultato con l’1-0. Sappiamo bene che il Parma deve cercare di concentrare le proprie forze principalmente in Campionato, dove la posizione di classifica risulta deficitaria, ma ancora una volta, dopo il ritorno di mister D’Aversa, la truppa gialloblù, anche se priva di diversi titolari, ha risposto presente, confermando le positive ultime uscite. Il Parma si è schierato con una formazione piuttosto inedita, soprattutto sulla linea difensiva, con l’arretramento di Kurtic a difensore centrale di sinistra all’occorrenza, insieme al giovane Dierckx confermato dopo che bene aveva figurato nella prova in campionato al Mapei Stadium, gli esterni bassi Ricci a sinistra e Busi a destra, a centrocampo si rivede Cyprien davanti alla difesa con le mezzali Sohm e il rispolverato Dezi, il quale non giocava titolare dalla seconda giornata di campionato contro il Bologna, partita persa per 4-1. In avanti, come unica punta, si rivede Sprocati e D’Aversa da fiducia a Mihaila e Brunetta dall’inizio, per un tridente mobile pronto a non dare punti di riferimento. Il Primo tempo non offre grandi conclusioni da rete verso la porta di Strakosha, con un Parma in formazione sperimentale che però offre spunti interessanti dal punto di vista tattico, con D’Aversa che, in base alla disposizione della squadra avversaria, propone una fase di possesso disposta con l’1-3-4-2-1 con Cyprien che si inserisce tra i due centrali Kurtic e Dierckx; Busi e Ricci a tutta fascia sulla stessa linea di Dezi e Sohm con conseguente movimento dentro il campo fra le linee di Mihaila e Brunetta. Un Parma, quindi, fluido e pronto ad aprirsi linee di passaggio, andando a creare una superiorità partendo da dietro, per attirare in avanti il pressing della Lazio, per poi andare a colpire negli spazi di mezzo che sono quelli più vulnerabili. Con questa disposizione fluida, il Parma, inoltre, aveva la possibilità di avere una superiorità anche nel settore centrale, considerando anche la posizione di Mihaila e Brunetta pronti ad aggiungersi ai due mediani rimasti per un 6 contro 5 che avrebbe potuto dare ai Crociati quella superiorità dal punto di vista del possesso che si è vista solo a tratti, complice qualche errore nelle scelte di gioco da parte dei difensori e di qualche smarcamento poco funzionale al contesto da parte dei centrocampisti e degli attaccanti laterali. I nostri, comunque, hanno ben figurato: incoraggiante la prova di Mihaila che, al di là del gol segnato, ha dato dimostrazione che se le sue condizioni sono ottimali può diventare un valore aggiunto per questa squadra. Il giovane rumeno ha talento, possiede un buon cambio di passo e buone doti tecniche ed è, dal mio punto di vista, il giocatore che può prendere l’eredità di Kulesevski, anche se con caratteristiche fisiche differenti. La nota dolente sono i gol presi dai traversoni: nel primo caso tutti danno la colpa a Dierckx e sappiamo bene quanto sia facile puntare il dito contro i più giovani; sicuramente il belga sbaglia a calcolare la lettura spazio temporale per intervenire sul pallone, ma se analizziamo bene la situazione l’esterno basso di destra era in posizione corretta? Busi avrebbe dovuto occupare uno spazio più vicino alla porta e preferibilmente andando ad allinearsi con Dierckx, la linea difensiva scivola troppo verso la palla, concedendo troppo spazio sul secondo palo, con il ragazzino classe 2003 che si trova in inferiorità numerica, che già di per sé non dovrebbe sussistere su un traversone, egli avrebbe dovuto sicuramente calcolare meglio la traiettoria e tempo e spazio di intervento, ma l’errore principale è che manca una copertura sul lato debole; mentre, sul secondo gol, bisogna essere sportivi e riconoscere i meriti dell’attaccante che, correndo all’indietro, riesce con un’ottima torsione a mettere la palla sorprendendo Colombi. Sicuramente anche nella seconda realizzazione si poteva fare qualcosa di più, ma bisogna anche saper riconoscere i meriti degli avversari e dell’attaccante svizzero che ha sfoderato un gol di ottima fattura. La prestazione del Parma dà, comunque, un segnale positivo: anche le cosiddette seconde linee si sono dimostrate all’altezza della situazione, dando la certezza che dall’avvento di D’Aversa il gruppo abbia voltato pagina dal punto di vista mentale. Un Parma che fa una fase difendente con un baricentro più alto rispetto agli anni scorsi e che soprattutto, anche con movimenti differenti di partita in partita, difende con un sistema e attacca con un altro, dando la dimostrazione di essere al passo con i tempi, ma soprattutto funzionale al contesto di squadra che D ‘Aversa dispone in questo momento: un Parma, quindi, che si sta evolvendo rispetto al passato. Patrick Fava

 

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

4 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / MIHAILA, PUR AVENDO DIVERSE CARATTERISTICHE FISICHE, SE STA BENE PUO’ RACCOGLIERE L’EREDITA’ DI KULUSEVSKI

  • 23 Gennaio 2021 in 15:07
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    Sul primo gol manca il terzino destro sulla diagonale e Kurtic che in mezzo all’area ci è stato di rado. E poi un ragazzino di 17 anni ha fatto scintille, considerando anche che i compagni di reparto erano improvvisati difensori (da serie A)

  • 23 Gennaio 2021 in 18:38
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    Avessimo giocato così da inizio campionato avremmo avuto almeno gli stessi punti del Benevento. Avanti ora.

  • 24 Gennaio 2021 in 08:14
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    Mihaila giocatore diverso da Kulu, semmai può raccogliere l’eredità di Gervinho, nei due vedo molte similitudini, quando avrà messo qualche chilo di muscoli sarà al top.

  • 24 Gennaio 2021 in 15:59
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    Mia nonna pur con caratteristiche diverse poteva essere Miss Italia e Carli pur con caratteristiche diverse potrebbe essere Monchi, Leonardo o Begiristain, se non addirittura Tim Cook visto il valore come dirigente.

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