CARMINA PARMA di Luca Savarese / UNO SPRAZZO DI SOLE ED E’ GYA(SI) SERA

(La Spezia – nostro servizio – Luca Savarese) – Spezia-Parma, inizia così: con la camminata che percorrono insieme Vincenzo Italiano, classe 77 e nato in Germania a Karlsruhe e Roberto D’Aversa, classe 77, anch’egli nato in Germania, a Stoccarda. Figli di emigranti, diversi centimetri di terreno del Picco, quasi a voler ruminare quanta strada hanno fatto, poi un buffetto sulla spalla e via, la loro camminata insieme finisce, ognuno prosegue nella propria direzione: il tecnico spezzino verso la tranquillità, quello Crociato, che si toglie subito la mascherina, sa che dovrà sudare più di sette camicie, in questo suo travagliatissimo secondo mandato.

E’ prima di tutto una guerra di urla: “Agu, Gagliolo!”, grida Italiano. “Riccardo, tranquillo”, subito risponde il dirimpettaio di panchina D’Aversa.  I ritmi sono molto blandi, diversamente dalle parole, a tutto volume, dei due tecnici.

Ma la musica decide di alzarla il Parma: Karamoh va via sulla destra, con la velocità di un Asprilla qualsiasi. Sterzata su Simone Bastoni e sinistro ad incrociare, secco sotto il sette destro di Provedel. Golazo per il franco ivoriano. Il gol, non solo è prontamente festeggiato dal presidente Krause in tribuna, ma sembra aver l’effetto di una zavorra che si toglie dalle spalle deluse da troppi giorni di magra dei giallobù parmensi. Solo una posizione di off side allontana Mihaila dalla gioia del raddoppio. Passa poco e Karamoh, con un numero da circo, manda Brunetta a tu per tu con Provedel, ma l’argentino controlla la palla con una mano di troppo. Sta di fatto che il Parma, dopo il vantaggio, sembra aver messo la quinta e lo Spezia stare a guardare, quasi che la signora squadra che nell’ultimo confronto interno ha battuto il Milan, fosse improvvisamente sparita. Punizione dalla trequarti sinistra, la batte Brunetta: palla radente, su questa si avventa, in estirada, Hernani Jr, che da buon brasiliano, spedisce dentro. Così, dopo poco più di venti minuti, il Parma al Picco è già scappato due volte.

Lo Spezia sembra un pugile incapace di rialzarsi e che non si aspettava questi due ganci, in rapidissima successione. Saponara, per problemi fisici, deve lasciare il campo: al suo posto Verde, ma il pomeriggio per gli aquilotti è iniziato in modo davvero nero. Tutti gli interpreti Crociati in campo sputano il sacro fuoco; tutti corrono, tutti non si limitano a fare il compitino o a subire le mosse altrui, ma, nel pentolone del primo tempo, ci mettono ingredienti che fino ad ora non si erano quasi mai visti, così tutti in una volta e come all’unisono: diversi grammi di coraggio, tre cubetti di sfrontatezza, due cucchiai di personalità. Lo Spezia è irretito, il suo gioco, al solito molto dinamico, è costretto a rivolgersi a conclusioni da fuori, imprecise e poco studiate. I liguri si accorgono che devono cambiare strategia. Meno punti di riferimento, più incisività. Acampora pesca Bastoni, cross millimetrico per Giulio Maggiore che di testa, fredda Sepe. Orsato, però, ricorre al Var, che segnala una posizione di fuorigioco di Bastoni al momento del cross. Così la tecnologia salva il Parma nella prima vera difficoltà del partita.

Lo Spezia che rientra dopo l’intervallo è decisamente un’altra squadra, meno sprovvista di idee, più tignosa, meno attendista, più manovriera. L’unico che è uguale al primo tempo è il capitano Giulio Maggiore: un vero motorino con manubri, pardon piedi, sopraffini e che meriterebbe la chiamata in Nazionale seduta stante. Nel primo tempo, aveva svettato di testa segnando (rete poi annullata) ora, tiene in vita una palla che sembrava morire, anonima, sul fondo, ne ricava un assist al bacio per Gyasi, che mette dentro. Si, lo Spezia si è rimesso in carreggiata e il Parma sembra rivedere le streghe vissute contro l’Udinese, domenica scorsa al Tardini. D’Aversa se ne accorge, toglie Brunetta e mette Busi. Il Parma, però, ha perso quella vivacità offensiva della prima parte di gara. Italiano, butta nella mischia Mbala Nzola per Bastoni. Subito ne beneficia l’attacco spezzino, che ha più spessore. Lo Spezia, diversamente dal Parma, si mette dalla cintola in su con buzzo buono, sente che i minuti, sono suoi alleati. Forte crossa forte da sinistra, Conti si dimentica di Gyasi, che sigla la sua doppietta, sgretola il muro fin lì costruito dal Parma ed apre per i suoi un’ autostrada di speranza. Provedel, anche lui bravo ed alla sua vera prima stagione di A, con una parata monstre toglie a Kucka il gol su punizione. La lezione dello Spezia di Italiano, che per la cazzimma mista ad acume tattico con cui gioca, ricorda il primo Chievo di A di Gigi Del Neri, al calcio italiano: 25 punti dopo 24 giornate, in barba a tutte le malelingue che lo vedevano retrocesso, da matricola, all’inizio del torneo. Luca Savarese

One thought on “CARMINA PARMA di Luca Savarese / UNO SPRAZZO DI SOLE ED E’ GYA(SI) SERA

  • 27 Febbraio 2021 in 18:55
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    Non vedo l’ora di leggere l’ennesimo tweet di Krause. Chissà se si dimostrerà ancora ottimista.

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