CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ARIDATECE IL CONTROPIEDE

(Gianni Barone) – Con il possesso palla e basta abbiamo capito che non si va nessuna parte, non si può farlo in nessun modo, lo si è visto chiaramente a Napoli, contro una squadra avversaria non brillantissima, a tratti timorosa, nonostante il blasone e la ricchezza della rosa, con un Parma, vanamente proteso in avanti che – specie nella ripresa – con uno sterile palleggio sfociante nel risultato di ottenere nessun tiro nello specchio della porta. La solita storia mister, è difficile vincere, come diceva agli allenatori una quarantina d’anni fa Gianfranco Bellè, ma anche pareggiare, possiamo aggiungere noi oggi, e di conseguenza diventa sempre più arduo sperare nella salvezza se non si riesce a cambiare qualcosa. O meglio pelle. Intanto si è capito che la squadra degli anni passati, tutta grinta, determinazione e praticità non c’è più, e non è solo questione di uomini (probabilmente già spremuti prima), visto che gli stessi che vanno in campo sono quasi identici a quelli del passato, forse sarà questione di mentalità e di filosofia che sono cambiate e non si adattano alle qualità dei singoli. Si è voluto snaturare lo spirito vincente, in nome di un gioco e di uno spettacolo mai visto, all’inizio con la gestione Liverani, con risultati alquanto modesti, ma col ritorno di D’Aversa, nonostante qualche timido segnale di ripresa, si è continuato con quasi le stesse prerogative, a quanto pare, infruttuose. E non è neanche questione di giovani e nuovi acquisti ignorati, come qualcuno ha voluto affermare: qui siamo di fronte ad un chiaro e limpido tentativo di percorrere nuove strade sconosciute e non consone in rapporto a ciò che si possiede come materiale tecnico ed umano. Dove sono finiti i tempi in cui, con realismo e cinismo il Parma colpiva di rimessa e poi difendeva con l’elmetto indossato e coltello tra i denti (sdong!) il risultato. Tempi remoti ormai, con il triste spettacolo di una squadra morbida, che si scansa – letteralmente – in occasione delle offensive avversarie, subendo goal evitabili, perché molto gentilmente regalati, il non volere essere più se stessi, e parliamo del modo di intendere il calcio e interpretare le gare ci ha portato a non approfittare del momento delicato del Napoli di Gattuso, che viceversa, al cospetto dei Crociati, si è rivitalizzato con il risultato positivo ottenuto. I troppi errori di passaggio, di palleggio e difensivi sono frutto anche di ansia, non vi sono dubbi, però una volta gli stessi giocatori non li commettevano. Chissà perché? C’era identità, ci si riconosceva in un tipo di gioco, forse più sparagnino, non bello esteticamente (sic), ma sicuramente più efficace. Quindi Aridatece il contropiede, chiamatelo come volete, ma quando urge fare risultato, raramente fallisce. Qualcuno nella sera al Maradona, ha rivisto il Liverani style, già presente contro Benevento e Fiorentina, nel Parma nuova versione, non diciamo di più, perché i soloni c’insegnano che il calcio è uno non trino, però le correnti esistono eccome, anche la DC, era un partito unico, però le correnti erano diverse, quindi non stupiamoci e non vergogniamoci di praticare ciò che gli esteti non indicano come la strada buona e vera. Qui servono punti, non complimenti, che D’Aversa, non gradisce, e infatti non glieli facciamo, fino a quando, almeno, non avrà fatto capire ai suoi che aria tira in serie A, aldilà degli ultimi ritocchi che il mercato assicurerà (riuscendoci…) nelle prossime ore. Mercato a lungo termine secondo la visione Kyle, e mercato di gente pronta all’uso secondo il volere del tecnico che lamenta il fatto di avere, unica squadra al mondo, al momento un solo centravanti, Cornelius. Anche Canà alias Lino Banfi, nella sua Longobarda, aveva il solo Aristoteles, afflitto da “saudade”, e la Marchigiana, del film “Mezzo destro e mezzo sinistro”, poteva vantare, solo, il mitico Margheritoni alias Andrea Roncato. Potrebbe arrivare qualcuno alla fine, anche se non si ha in dotazione un Ds del calibro di Ferroni alias Ugo Tognazzi, come nel film di Pupi Avati, “Ultimo minuto”, scritto da Stracandido Cucci e Michele Plastino, tanto per completare il trittico cult, cinematografico legato al pallone. Ma qui non siamo in un film di Nanni Moretti, come direbbe Rocco Papaleo, in cui regnano buonismo e ricerca del politicamente corretto: qui il gioco si  fa peso e tetro e non bisogna vendere il didietro, anzi bisogna difenderlo più che si può con ogni tipo di mezzo o arma. Rugani permettendo… Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

7 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / ARIDATECE IL CONTROPIEDE

  • 1 Febbraio 2021 in 13:37
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    Vai Carli!!!!!Facci sognare!!!!Restano 8 ore ma per te sono come 8 anni farai faville siamo tutti fiduciosi visti i grandi recenti risultati. Vogliamo altri Brunetta, Busí, Cyprien e Georgatos

  • 1 Febbraio 2021 in 13:42
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    Parole sante, io ho rivisto Crotone Parma

  • 1 Febbraio 2021 in 14:35
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    Ma Carli lo sa che Pellè non è la perla nera Pelè?Perchè qui tra Benatia, Cutrone, Scamacca, Rugani, Callejon abbiamo Marsetic

  • 1 Febbraio 2021 in 15:47
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    I problemi arrivano da più lontano. La situazione attuale è una conseguenza:
    La vecchia proprietà non era più intenzionata ad investire (in perdita). Ergo, mercato al ribasso con cessioni
    Il DS (Faggiano) si dimette (con in tasca il contratto di Preziosi)
    Il nuovo DS (Carli) si è adegua alla situazione
    D’Aversa, a detta di Carli, non è più motivato a sposare il nuovo progetto al ‘ribasso’
    Viene ingaggiato Liverani
    Nel frattempo c’è il passaggio di Proprietà
    Il Mercato viene fatto in una settimana con inserimento di prospetti (solo il futuro ci dirà…)
    La squadra non gira, Liverani esonerato, reintegro di D’Aversa (lo stesso D’Aversa, a detta di Carli, non motivato ad Agosto)
    Calcio mercato di gennaio in corso…

    Secondo voi c’entrano il contropiede o la tattica? Quando un progetto, giocoforza, nasce senza una pianificazione è inevitabile pagare il prezzo. Negli anni scorsi è filato tutto (ma proprio tutto) liscio. Quest’anno no.

  • 1 Febbraio 2021 in 16:26
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    Ma arriva uno al centar dal camp?

    • 1 Febbraio 2021 in 17:12
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      No non arriva nessuno perchè il centrocampo lo saltiamo con il lancio lungo

  • 1 Febbraio 2021 in 23:16
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    Ho come l’impressione che Krause abbia imposto giovani e presunto “bel gioco”. Bene, qualcuno glielo ha detto che così non ci si salva?

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