GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “ILLUSIONE, DELUSIONE”

(Gian Carlo Ceci) – Il Parma, ancora una volta, prima illude poi delude.
Con l’Udinese, per oltre sessanta minuti, si è vista una squadra ben diversa da quella che nelle ultime partite subiva passivamente gli avversari, una compagine arrendevole, remissiva, incapace di difendere il risultato e di riuscire a costruire azioni pericolose. Ieri, specie nel primo tempo, i Crociati sono riusciti a dar vita a un’imprevedibile (considerato come si erano espressi ultimamente), ma molto confortante prova e hanno nettamente surclassato, e messo in difficoltà gli ospiti che non sono mai riusciti a concludere pericolosamente e a minacciare Sepe.
Questo perché D’Aversa, con un coraggio mai visto prima, aveva accantonato e mandato in panchina i senatori e messo in campo una formazione che, da subito, è apparsa rigenerata e determinata, capace tenere alto il ritmo, di agire in velocità, ribaltare l’azione e di creare manovre ficcanti e pericolose che poi si sono tradotte nei due gol di vantaggio alla fine del primo tempo.
Una squadra che differentemente dalle ultime uscite presentava una fisionomia sempre impostata con il classico quattro-tre-tre già visto gli scorsi anni, ma con una, rivelatasi efficace, inedita differenza: anziché, come in passato, difendere a fortino con più giocatori a presidiare l’area, questa volta i Crociati hanno pressato alto, cercando di recuperare subito palla, e poi difeso con tutti gli undici quando erano costretti a ripiegare nella propria metà campo. In questi periodi di contenimento è giusto sottolineare la prestazione di Cornelius, risultato il migliore, che oltre a segnare il primo gol si è sacrificato, e generosamente impegnato, in fase difensiva cercando di limitare, cosa ben riuscita per oltre un’ora, l’azione del regista Aslan abituale costruttore del gioco degli ospiti.
Oltre a questo accorgimento tattico, D’Aversa, rispetto alle ultime partite, aveva modificato l’undici partente riportando Kucka dove sempre ha reso al meglio, inserendo un centrocampista centrale non adattato ma di ruolo, Brugman, e due ali veloci: un sempre poco consistente e incisivo Karamoh e Mihaila che è calato alla distanza e ha sulla coscienza due palle gol sprecate, ma che, nel primo tempo, oltre a mettere spesso in difficoltà la difesa dell’Udinese ha il non indifferente merito di aver procurato il rigore che ha permesso al Parma di chiudere il parziale sul due zero. Nella ripresa, poi, con il passare dei minuti, i Crociati si sono abbassati ritornando ad essere quelli delle ultime partite e puntando, come in passato, a sfruttare il contropiede: ripartenze molto rare, ma che pure hanno portato a sfiorare il terzo gol con Mihaila e, in particolare, nel finale, con Gagliolo. Per contro la pressione degli ospiti ha coinciso con la crescita di un mai ben controllato De Paul e i Crociati, incapaci di contenere le iniziative e la pressione degli avversari, sono andati in progressiva difficoltà, soprattutto dopo aver subito il primo gol segnato da un troppo lasciato libero Okaka con un colpo di testa, conclusione identica a quella che, quindici minuti dopo, sfruttando un cross da palla inattiva, ha consentito agli ospiti di pareggiare. Una supremazia aerea che, per quel che si è visto ieri (e questo preoccupa), appare come un grosso punto debole della difesa Crociata: evidentemente si dovrà migliorare perché i due gol presi ieri sono più di un campanello d’allarme se si tiene conto che D’Aversa, prima della punizione del pareggio, aveva fatto entrare Bruno Alves (non solo con il senno del poi era forse meglio attendere lo sviluppo del calcio piazzato) per rafforzare il gioco aereo e proprio l’anziano difensore si è fatto battere sul tempo da Nuytinck.
In conclusione: un pareggio che lascia l’amaro in bocca, ma a questo punto tenendo conto dell’ottima prova, per oltre un’ora, dei Crociati e che, dopo ben settecentoventitrè minuti, sono tornati a segnare al Tardini, appare lecito, e logico, porre una domanda: il vero Parma è quello della ripresa, sempre in difficoltà, remissivo e che commette errori lasciandosi sfuggire una meritata vittoria, o quello dei primi sessanta minuti durante i quali si è visto un bel gioco e la migliore prestazione della stagione. Se questo Parma si vedrà in futuro per tutta la partita (senza guardare all’attuale posizione in graduatoria: in effetti il pareggio di ieri è servito a poco, solo a muovere la classifica) certamente si farebbero più concrete le speranze di evitare la retrocessione. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

Stadio Tardini

2 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “ILLUSIONE, DELUSIONE”

  • 23 Febbraio 2021 in 17:56
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    Too little, too late. Questa era davvero l’ultima spiaggia e l’abbiamo sprecata.

  • 25 Febbraio 2021 in 07:50
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    Temo che il vero Parma sia quello del secondo tempo. Ma vorrei essere smentito…
    Sarebbe bello però onorare comunque la maglia e giocare sempre come il primo. Se si deve retrocedere facciamolo a testa alta, non emuliamo il Benevento e i suoi record negativi di 4 anni fa.

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