GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “VITTORIA SFUMATA, OCCASIONE SPRECATA”

(Gian Carlo Ceci) – Il 2-2 del Parma a La Spezia – risultato che si è più volte ripetuto e caratterizza questa stagione – è certamente un pareggio, per com’è maturato, deludente. Per i Crociati che in vantaggio di due reti si sono fatti rimontare ancora una divisione della posta che lascia l’amaro in bocca, ancora una vittoria sfumata, ancora un’altra occasione sprecata, ancora due punti persi e non uno guadagnato.
Questo Parma insomma, come già scritto, è una squadra che illude e poi delude, anche se questa volta il pareggio con i liguri si deve commentare con dei distinguo, ben diversamente dall’ultima prestazione e rispetto a precedenti partite terminate con identico risultato. In particolare bisogna chiamare in causa chi, dopo ieri, ha visto notevolmente aumentare i suoi critici: il non molto amato D’Aversa. Da quando è ritornato non ha certo migliorato e dato l’auspicata svolta positiva alla situazione dei Crociati e pare sempre più aver perduto uno dei principali particolari che lo avevano caratterizzato nei precedenti campionati: il fattore C, ovvero la fortuna.
A gol casualmente presi si deve aggiungere che ieri la buona sorte non è stata amica del tecnico nato in Germania perché, oltre a tanti giocatori indisponibili, non ha potuto schierare nessuno dei ben quattro centravanti che, da fine Gennaio, sono ufficialmente, però mai effettivamente, a sua disposizione: a Pellè, subito infortunato appena arrivato, e al sempre poco utilizzabile Inglese in settimana si è aggiunto anche il più giovane dei Crociati, il diciannovenne Zirkzee, e poi Cornelius, unica punta centrale che non aveva precedentemente dato forfait, durante il riscaldamento pre-partita ha avvertito un dolore muscolare e quindi, pochi minuti prima dell’inizio del confronto, è stato sostituito nella formazione che era già stata consegnata alla stampa.
A questo punto il tecnico ha deciso di modificare l’impostazione tattica scegliendo una soluzione che – non con il senno del poi, ma subito –  ha lasciato perplessi perché già vista in passato e non era stata convincente. Anziché, com’era possibile e ipotizzabile, inserire un altro attaccante (in panchina aveva il pagato dodici milioni Man che poi è entrato nel caotico finale e non ha certo brillato) e mantenere il suo classico quattro-tre-tre D’Aversa ha deciso di giocare con il finto centravanti inserendo il bizzoso Brunetta che al primo intervento, travolgendo un avversario, si è fatto subito ammonire e poi, oltre a farsi vedere poco, quando è stato chiamato in causa ha brillato per gli errori limitandosi, non sempre, a cercare di oscurare (variante tattica già vista con l’Udinese) Ricci regista e fonte di gioco dello Spezia.
Nonostante lo scarso apporto di Brunetta, gli altri Crociati, nel primo tempo, come nella domenica precedente, hanno ben giocato dando vita a un’ottima prestazione che ha messo in difficoltà una squadra che, fra le mura amiche, ha recentemente battuto il Milan: un bel Parma che, pur difendendo basso, non si è limitato a lunghi lanci a scavalcare il centrocampo ma, con rapide azioni, e giocando in velocità, ha fatto emergere i limiti e le lacune, non solo difensive, della squadra di casa. I Crociati, oltre a creare pericoli e a mantenere il controllo del gioco, sono meritatamente riusciti a rendere concreta questa supremazia, segnando due reti con prodezze di due giocatori fra i più criticati: Karamoh, per la prima volta autore di un gol da fuoriclasse, ed Hernani che ha realizzato deviando in scivolata il pallone con la suola della scarpa.
Un giusto vantaggio, quello acquisito alla fine del primo tempo dal Parma, e si è sperato che la squadra riuscisse a dare continuità alla prestazione anche nella ripresa e confermasse i progressi visti, per un’ora, con l’Udinese: purtroppo non è stato cosi e ancora una volta, come già avvenuto in passato, nel secondo tempo, sin dai primi minuti, si è vista un’altra squadra subito in difficoltà, anche perché l’allenatore dello Spezia aveva effettuato due cambi che poi hanno positivamente inciso sulla prestazione della squadra di casa: progressivamente i Crociati si sono abbassati lasciando sempre più l’iniziativa e il pallino del gioco in mano allo Spezia che alla fine ha fatto segnare un maggior possesso palla e che è riuscito, senza creare molti pericoli, ma con una continua pressione, ad arrivare al pareggio.
D’Aversa, nella ripresa, ha sicuramente visto la squadra andare in difficoltà, ma non è intervenuto come avrebbe potuto e dovuto e, optando per cambi prettamente difensivi, ha operato avvicendamenti apparsi subito poco spiegabili e nel post partita l’allenatore in sala stampa, dopo aver ripetuto concetti già più volte espressi, non è stato convincente riguardo alle sostituzioni che per altro hanno indotto il tecnico avversario a escludere un difensore per mandare in campo tutte le punte a disposizione. Ben quattro attaccanti che poi hanno costruito il pareggio con la complicità di una difesa ospite che, nelle circostanze dei gol, è parsa non solo fuori posizione e addormentata, ma facilmente vulnerabile. Un particolare certo da sottolineare che porta a una riflessione: nelle passate stagioni D’Aversa aveva fatto della difesa a “fortino”, con molti giocatori a presidiare la propria area, uno dei suoi punti di forza, ma, nonostante abbia a disposizione gli stessi elementi più altri nuovi, non è riuscito a ripetersi da quando è ritornato sulla panchina del Parma.
Con lo Spezia le sostituzioni effettuate dal tecnico Crociato si sono rivelate non certo felici: prima ha inserito un terzino, il tanto criticato Busi, al posto dell’inconsistente Brunetta e poi, sette minuti dopo, un centrocampista Grassi per un attaccante Karamoh, uscito infortunato. Con questi avvicendamenti D’Aversa ha mandato un messaggio preciso: difendiamoci, rinunciamo a far gioco e a proporci come nel primo tempo e cerchiamo di portare a casa il risultato pieno. Però, se è giusto rilevare che la squadra è apparsa in difficoltà, anche per il calo fisico di alcuni singoli, questo segnale negativo può aver influito psicologicamente sul comportamento dei giocatori.
D’Aversa, quindi, come altre volte gli è capitato (però quasi mai in questa negativa misura) non ha certo azzeccato le sostituzioni ed è arrivato un altro pareggio con rammarico. Pertanto il Parma è sempre alla ricerca della vittoria che manca ormai da molti mesi (era il 28 Novembre 2020 quando riuscì a superare il Genoa) e va in archivio un altro 2-2 che, se non spegne, certo riduce sempre più le speranze di evitare la retrocessione, anche in considerazione dei prossimi impegni, con squadre di alta classifica, che attendono i Crociati. Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

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3 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “VITTORIA SFUMATA, OCCASIONE SPRECATA”

  • 1 Marzo 2021 in 08:06
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    Semplici subito alla vittoria all’esordio con il Cagliari, mentre D’Aversa è tornato da quasi due mesi e non ha ancora vinto. Ho detto tutto.

    • 1 Marzo 2021 in 12:52
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      A mio modestissimo parere, il Cagliari ha un organico superiore al nostro, oltre ad avere un portiere che para, anzichè guardarle immancabilmente entrare…

  • 1 Marzo 2021 in 13:54
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    Sepe sembra che vada in campo per pratica

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