IL GALLO DI CASTIONE / UNA SCARPA E UNA CIABATTA

(Il Gallo di Castione) – Non c’è salvezza, non c’è speranza, anche ieri mi chiedevano se si salverà questo Parma, mi chiedevano di dove sono, così gli ho risposto che sono di fuori Milano, e di preciso di Castione, e che si, forse si salva, così l’anno prossimo forse festeggiamo la promozione. Ma non ci azzecco, non lo so che succede.

Al mondo ci sono tre categorie di persone: quelle che sanno contare e quelle che non sanno contare. Io che non sono mica bravo faccio fatica a ricordare da quanto non segniamo un gol al Tardini e da quanto non vinciamo una partita.

Tutti dicono che noi del Parma saremo retrocessi, io sono l’unico che va controcorrente, così mi hanno diagnosticato la salmonellosi. Anche una mia amica me lo diceva.
Io – Ma come il Parma va in serie B, facciamoci le corna!
Lei – Ah, se fosse per quello andremmo in Champions, mi ha risposto.
 Cambiamo argomento.

Ci sarebbe la politica italiana: prima ci era Conte e ora verrà Draghi, ho la sensazione che sia come scegliere tra la vaselina e il burro. E il culo, comunque, è il mio. No, non va bene neanche la politica.
Allora qualcosa di leggero: parliamo di San Francesco che riusciva a parlare coi lupi, ma ha fatto di meglio San Remo che fa cantare i cani. Neanche questo è un bell’argomento.
Allora esco e vado a fare footing:
che bello correre d’inverno, la brezza leggera, il sole che ti scalda, la febbre, la Tachipirina, il prete… No, niente corsa, dimenticavo il Covid, che adesso ci sono anche le varianti, oltre a quella inglese e quella brasiliana ci sono anche le varianti parmigiane del Covid, quella cazzulenta, Còdìt e quella spazientita, Còfèt.

Niente, non c’è salvezza, dovunque mi giro niente di buono. Neanche all’osteria di Castione posso andare, perché si son messi a leggere questi articolonzi e mi prendono per il culo ogni volta che il Parma perde, praticamente tutte le domeniche. Eppure una speranza che cambi, che una volta segni un gol, che vinca una partita bisogna mantenerla, magari il cambiamento sarà con la primavera. Dimenticavo di parlare della partita. Ma non è mica facile parlare di un derby, ultima spiaggia per il Parma, perso tre a zero, con tutti i vecchi schierati in campo, con cinque difensori e due attaccanti davanti in letargo. Ma anche al centrocampo tutti in letargo, forse aspettano il disgelo. E son convinto che se gli parli di primavera, di primi caldi, aspettano il cameriere che gli porti il risotto.

Volevo dire al nostro direttore Majo, che si è dilettato come attore nel film di Ligabue, che anche io ho fatto un provino, e farò l’attore in un film, a luci rosse, un porno. Farò la parte del marito che esce di casa. Ma mi perdo sempre. Questo è il blog del Parma Calcio, ma oggi faccio fatica a stare sul tema.

Che poi il DS e il Mister cercano di accaparrarsi la colpa, ognuno la vuole per sé. Fanno interviste dicendo che la colpa se non segna e prende gol non è della squadra ma di me che sono D’Aversa, poi quell’altro che non si è meritato la fiducia perché è penultimo in classifica, e ce lo dice. Pensate un poco che anche noi tifosi siamo convinti che la colpa sia nostra perché non incitiamo la squadra, però anche prendere sempre dei gol da merluzzi ci ha stancato, lì gli errori sono ogni volta di uno diverso, come chi si è perso il centravanti (Gagliolo?) in area che colpisce indisturbato di testa facendo il primo gol, come chi se lo riperde su un triangolo telefonato (Bani ?) dopo le cagate epiche dei vari Busi e compagnia. E poi il gioco d’attacco, che l’unica azione in verticale l’han fatta due che non si conoscevano, che non conoscono gli schemi, si, forse il passaggio di Zirco a Miha che ha tirato appena alto è stato un errore di gioventù: l’allenatore li ha sgridati, bisognava passare palla indietro a Sepe per costruire il gioco dal basso. Proprio sta cosa, che i giovani e i vecchi sono na schërpa e na sâvâta, fan fatica a giocare insieme, poi ci sono quelli che danno l’impressione che volevano andarsene tipo Gervy e Kurtic e Alves e che giocano senza voglia. Io non lo so mica quale è la soluzione, di sicuro non è la formazione iniziale che ci ha rifilato il Mister: la prossima partita voglio perderla 4 a 3 con in campo i giovinastri che han voglia di correre, perché se dobbiamo risparmiarci un gol preferisco andare all’assalto, rischiare, perdere ancora, ma vedere quel famoso sangue agli occhi che qualcuno non ci può più dare.

Ma lo ha detto Krause che lui non era contento della partita e neanche i tifosi, così si finisce che ci si distrae e si guarda altro perché il Parma è inguardabile.

Cì era ad esempio il Tarson a villa Bernarda che durante la partita guardava lo sportello del micro onde convinto che fosse la televisione, guardava un teneromanzo. Il Gallo di Castione

 

Stadio Tardini

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11 pensieri riguardo “IL GALLO DI CASTIONE / UNA SCARPA E UNA CIABATTA

  • 9 Febbraio 2021 in 16:46
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    Almeno leggere l’articolo fa sorridere….

    • 9 Febbraio 2021 in 19:21
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      Bèh, ci sarebbe da piangere, va gusrdando il Parma. Preferisco ridere…

  • 9 Febbraio 2021 in 22:17
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    Il teneromanzo finale mi ha però gettato nel totale sconforto…
    Si, lè vera, a semà stuf, ma stuf ma stuf… e 17 partite così sono lunghe, lunghissime, una agonia sportiva non richiesta, senza nemmeno la possibilità di dire basta, ci arrendiamo, oggi non giochiamo che facciamo più bella figura.
    Ormai sono colui che non sente più le sberle, da tante che ne ha prese… coma vigile.
    E il mio stato d’animo è analogo a quello di un tifoso, che non so chi fosse, che durante un Parma-Bohchisiricorda con in panca Vitali ( risultato 0-0 già scritto all’inizio, nessuna occasione nè da una parte nè dall’altra come l’80% delle volte capitava), quando un amico gli fece notare in una fredda domenica di Febbraio (credo…) “guarda, fa scaldare Giandebiaggi” rispose ” le n’mej c’al faga scaldèr dì anolèn”.
    Più o meno siamo lì…

    • 10 Febbraio 2021 in 11:54
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      Lo so, lo so che bisognerebbe tifare sino al novantacinquesimo, ma lo sconforto delle volte ti prende a vedere sto Parma impotente. E dallo sconforto agli anolini consolatori il passo è breve.

  • 9 Febbraio 2021 in 23:16
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    Come sempre tagliente.

    • 10 Febbraio 2021 in 11:56
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      Beh, va già bene che non riporto le colorite esclamazioni uscite durante la partita. Ma le puoi immaginare e sommare alle tue.

  • 10 Febbraio 2021 in 18:32
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    E se fosse un gioco di specchi, in cui nulla è come appare?
    Rospetti (pardon prospetti) pagati a peso d’oro, Diesse talent scout a Canossa, santo subito, perdonato e confermato, allenatore riconvertito poi sedotto ed abbandonato…..società silente e prodiga con figli e figliastri, mega investimento a perdere ..tutti felici e contenti che cantano all’unisono ce la faremo.
    Pedatori in presenza ma assenti di fatto, pedatori assenti e scomparsi come Inglese (chi l’ha visto?), fine corsa con discesa agli inferi con biglietto di solo andata con destinazione bolgia degli indegni.
    Morale della favola: beati gli ultimi.

    • 10 Febbraio 2021 in 22:31
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      Faccio un poco di fatica a seguirti, ma la morale sarebbe che Krause è felice di spendere soldi per essere retrocesso.
      Poi che succede, resta o va ? E se và tornano i 7 con i debiti vecchi saldati ma quelli nuovi da pagare ?
      Di certo ci sfugge qualcosa, faccio fatica a capire come facciamo a prendere tutti sti gol e a non segnare al Tardini da 9 partite.

      • 10 Febbraio 2021 in 23:15
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        Io faccio fatica a capire l’aver preso tanti giocatori? e non far gol…..se li prendi e poi li fai stare in panca che senso ha?….. qualquadra non cosa…..

      • 11 Febbraio 2021 in 14:10
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        Gallo i nuovi debiti non sono da saldare perché quasi tutti gli acquisti sono condizionati alla salvezza… è qui il “cor bisnes” come dicono i dottoroni seri col vestito e le scarpe di cuio.

  • 11 Febbraio 2021 in 19:42
    Permalink

    Vi sembra naturale che uno che cacci cifre iperboliche per acquistare il parma e poi spenda altre carovane di dollari per gli acquisti di giugno (peraltro indecenti o quasi) ed altri ancora (anche se molti riscatti sono condizionati alla salvezza) per gennaio, lasci le redini della società acquistata (leggi allenatore e diesse) in mano a persone già individuate dalla società venditrice? Se date un’occhiata agli organigrammi delle aziende incorporate vi accorgerete che le teste dei ruoli apicali “saltano” come birilli e vengono sostituite da manager di fiducia immediatamente all’atto dell’acquisizione senza indugi …..ed inoltre scusate tanto ma non è strano a gennaio confermare ancora il diesse e non acquistare nessun titolare subito (BANi e CONTE…scarti ed ex rotti), nessun centrocampista etc. ….mentre la squadra (sic) è catatonica, in letargo, anestetizzata e poi la perla: “Inglese the revenant va riatletizzato”…ma la società esiste? se sì batta un colpo!!!! Anch’io come vedete sono perplesso perdere la serie A è un disastro sportivo ed anche economico……?Non è che ci sia qualche clausola contrattuale che in caso di retrocessione preveda scenari diversi…se così non fosse consentitemi è una gestione totalmente fallimentare.

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