L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / QUESTA NON E’ PAURA, QUESTA SI CHIAMA ARRESA

 

(Luca Tegoni) – Questa non è paura. Questa si chiama arresa. Dopo venti minuti in cui il Parma segna, rigore trasformato da Kuko e sfiora il raddoppio almeno tre volte, sempre con Gervinho, la partita finisce, i giocatori a poco a poco si eclissano, mentalmente, dal campo dove restano simulacri di atleti, ologrammi di giocatori.

Forse restano in tre a combattere, ma né Gagliolo né Kuçka né Cornelius possono competere contro una squadra organizzata che è entrata in campo con la solida consapevolezza di essere più forte: il Verona voleva vincere. Il Parma no: voleva solo che finisse la partita. Siamo solo alla terza partita del girone di ritorno, un incubo interminabile si prospetta prima di un orizzonte buio che porta alla retrocessione.

“Ci salveremo con i vecchi” sembra una condanna. Qualcosa si era rotto alla fine del campionato scorso, ricordo le occhiate che D’Aversa rivolse a qualcuno durante la conferenza stampa di fine partita contro il Lecce e i rimedi posti si stanno dimostrando disastrosi.

Potrebbe anche darsi che dalla prossima partita in poi le sorti del nostro campionato si rovescino, ma la tendenza di prestazione dalla gestione Liverani alla gestione D’Aversa non è cambiata, con questi giocatori le speranze di salvezza sono per irriducibili fideisti. La ragione non ha più spazio.

La prestazione di squadra è inesistente, nonostante le partite contro Lazio e Sassuolo facessero ben sperare, partite che alla luce delle successive diventano incomprensibili. Le prestazione individuali non sono commentabili per evitare il turpiloquio.

Come già dissi ai tempi di Liverani se hai un problema che non riesci a risolvere o non è un problema o sbagli la scelta delle soluzioni. Anche D’Aversa e dirigenza varia, dovranno cercare soluzioni alternative a quelle finora adottate.

Il serafico ottimismo del Presidente non è una soluzione, la programmazione a lungo termine è funzionale solo ad una squadra già competitiva, servono soluzioni immediate.

Fate presto!

Hellas due, Dimarco e Barak, Parma uno, Kuçka. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

4 pensieri riguardo “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / QUESTA NON E’ PAURA, QUESTA SI CHIAMA ARRESA

  • 16 Febbraio 2021 in 13:11
    Permalink

    Ho già scritto da altre parte il mio pensiero su altre colonne ieri notte.
    Un mister allo sbando con il dichiarato intento neanche tanto nascosto di farsi cacciare.
    Altrimenti per quale altro motivo un allenatore di un gruppo di persone deve denigrare il prossimo?
    Va bene che è giovane, non lo hai scelto tu ma fino a ieri si è allenato con dei campioni ed è tenuto in considerazione dal Bayern… sarei profondamente offeso.
    Dopotutto si sa che non gradisce giovani a meno che non abbiano le stimmate come Kulu…ci sorprendiamo poi di uno spogliatoio spaccato?

    • 16 Febbraio 2021 in 19:45
      Permalink

      Hai ragione, certe critiche sono immotivate ma soprattutto gravissime dal punto di vista umano. È mancanza di rispetto per il giocatore (che ha il diritto di crescere e di trovare un buon ambiente, cosa che sarebbe vantaggiosa anche per il Parma) e per il presidente che l’ha scelto. Non vorrei che D’Aversa pensasse che il presidente decide troppo in autonomia e quindi lo scavalca… Beh il presidente è il proprietario, ha diritto di decidere per primo e per me ha anche un buon fiuto! Vista la sfilza di sconfitte, la stessa cosa non si può dire di D’Aversa! Quest’ultimo pensi ad agire per il bene della squadra e parli meno, che siamo già abbastanza scocciati dai risultati senza doverci sorbire certi suoi discorsi…

  • 16 Febbraio 2021 in 20:23
    Permalink

    R.I.P Parma.

    • 16 Febbraio 2021 in 22:23
      Permalink

      Non capisco molto il senso di questi commenti. Cosa vuoi dire? Se il Parma è morto smettila di andare avanti. Se c’è ancora vita allora vai ancora avanti. Non capisco proprio a livello personale che senso abbia andare avanti con questi commenti. Che ritorno ne trai? Vuoi che ti si dia ragione? Bene, hai ragione. È tutto finito. Ora puoi smetterla con questa fola? Vedi, non puoi cercare di esorcizzare la morte continuando a citarne la presenza. Quando arriva arriva, e allora non c’è nessun bisogno di affermarla.

I commenti sono chiusi.