L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / UN’ORA DI DETERMINAZIONE E CONCENTRAZIONE NON E’ UN TEMPO SUFFICIENTE PER VINCERE UNA PARTITA

(Luca Tegoni) – Purtroppo la determinazione e la concentrazione del Parma durano poco più di un’ora, un tempo insufficiente per vincere le partite e di conseguenza per rimanere in serie A.

Un’ora di tempo che aveva riacceso la speranza, anzi alimentata, perché in un tifoso, sotto sotto, la speranza non muore mai o quasi se non davanti agli aridi e inoppugnabili numeri.

Parte bene il Parma e il vantaggio raggiunto dopo pochissimi minuti dal fischio d’inizio, genera una grande fiducia che consente ai Crociati di giocare in fiducia e con coraggio nel senso di provare a fare le giocate e non a rinunciarvici come avevamo visto nelle precedenti partite.

Addirittura, a parte le lodi sperticate dei telecronisti, razza che appare sempre più incompetente, anche Hernani sembra un giocatore di calcio di altro livello rispetto a quanto ci ha abituato.

Bella l’azione del primo goal, che parte da un colpo di tacco di Hernani in disimpegno sulla linea laterale dell’attacco di sinistra che fa partire l’attacco del Parma che poi si conclude con un bel colpo di testa di Cornelius dopo un cross di Pezzella. Finalmente il Danese! Finalmente, oserei dire, tutti!

Il Parma controlla, palleggia e affonda. Prima Karamoh mette una palla in mezzo che Mihaila non riesce a raggiungere a pochi metri dalla porta dell’Udinese, poi Cornelius di testa non raddoppia solo per una grande parata di Musso. Sul calcio d’angolo successivo all’azione la palla spiovente viene colpito da Karamoh che viene “aggredito” da un difensore dell’Udinese: il fallo, anche se stupido, appare netto, ma l’arbitro Irrati lo ignora. Sporadicamente l’Udinese cerca di riequilibrare il risultato, ma senza dare continuità alla propria azione. Spreca una buona occasione da centro area poco dopo l’episodio del rigore non concesso.

Rigore che invece, il Parma trova dopo un’azione di Mihaila che salta un avversario in area, ma viene atterrato. Arriva Kuko che non perdona dal dischetto. Due a zero.

Il secondo tempo si conclude con il Parma all’attacco e con una prestazione davvero convincente a livello delle buone partite dello scorso campionato.

Durante l’intervallo sorge la preoccupazione di non riuscire a vincere. L’Udinese parte con un assetto più offensivo, De Paul tocca con molta più continuità la palla giocando più nella nostra trequarti di campo. Il Parma non riesce a riprodurre il piglio del primo tempo e arretra, l’Udinese, però, non impensierisce più di tanto la nostra difesa.

Passata da poco l’ora di gioco De Paul scodella la palla per Okaka che, solo, colpisce la palla di testa con forza e dimezza lo svantaggio. De Paul è arrivato al passaggio senza contrasto, pur nei pressi dell’area e Okaka si è smarcato con una facilità irrisoria.

Temiamo di sapere come andrà a finire. Troppi dei nostri scaricano le pile e gli errori, soprattutto in fase di costruzione non permettono al Parma di giocare con serenità ed efficacia. Un doppio rimpallo tra difensori friulani consegna a Mihaila un’occasione propizia, ma il tiro in acrobazia finisce alto. È evidente un tocco al piede con cui ha tirato Mihaila da parte di un difensore avversario, ma l’arbitro non se ne cura. La stanchezza incentiva i cambi e il Parma arretra ancor di più. L’ultima sostituzione viene chiamata da D’Aversa in una situazione di calcio piazzato per l’Udinese sulla trequarti d’attacco. Vengono sostituiti due difensori. La storia di questo campionato ci ha detto, per troppe volte, che non riescono a riposizionarsi velocemente e con la giusta concentrazione. Laurini casca, Bruno perde l’uomo e l’Udinese pareggia. Veramente insopportabile che non si riesca a porre rimedio ad errori che si ripetono costantemente.

Vedo la partita sul canale di servizio che Sky dedica a DAZN, il 212. Circa cinque minuti dopo il pari la trasmissione si oscura, dopo qualche minuto, probabilmente ad inizio recupero sul video campeggia la parola SKY, che maledico cordialmente insieme alla parola DAZN. Forse è stato meglio così, è stato meglio non vedere gli ultimi minuti. Forse è meglio non vedere le ultime partite. Anche se sono veramente troppe e poi sono tifoso … mah. Parma e Udinese pareggiano due a due. Luca Tegoni

Stadio Tardini

Stadio Tardini

One thought on “L’insostenibile leggerezza del pallone, anno terzo / UN’ORA DI DETERMINAZIONE E CONCENTRAZIONE NON E’ UN TEMPO SUFFICIENTE PER VINCERE UNA PARTITA

  • 21 Febbraio 2021 in 22:08
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    Dai, la prossima volta duriamo 70 minuti e forse ce la facciamo a vincere.

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