ONDA EMILIA E IL REVIVAL DEI TORTI DI CASA NOSTRA, TRA CUI IL PARMA-BARI DEL 3 FEBBRAIO 1985 SOSPESA DALL’ARBITRO PEZZELLA PER NEBBIA A 4′ DALLA FINE…

(Gmajo) – Sperando di non violare la privacy del gruppo chat su WhatsApp di Radio Onda Emilia, allargo alla platea di StadioTardini.it il ricordo di uno dei massimi torti subiti dal Parma Calcio nella sua storia e cioè la sospensione per nebbia, a 4′ minuti dalla fine, il 3 Febbraio 1985 ,da parte dell’arbitro Sig. Arcangelo Pezzella di Frattamaggiore della partita Parma-Bari, un classico testa coda che stava però vedendo il pastorello Davide della situazione, ergo i derelitti gialloblù, fanalino di coda della classifica, condurre inaspettatamente per 3-0 sul gigante dei Filistei Golia, impersonato dai biancorossi pugliesi, prima appunto del tumultuoso stop per mancanza di visibilità quando stava mancando veramente poco alla conclusione dell’impresa. Eupalla, tuttavia, volle che i Crociati si aggiudicassero, la settimana successiva, il match di ripetizione (oggi si sarebbero giuocati solo i minuti rimanenti, mentre allora la partita sospesa andava rigiocata integralmente) per 1-0, successo di prestigio che, però, a fine stagione, non impedì alla squadra cara al presidente della Lega Calcio Matarrese di essere promossa in Serie A, e ai nostri di retrocedere in Serie C. Personalmente ricordo quell’incontro per essere stato di fatto l’unico da me seguito in Curva Nord e non dalla Tribuna Stampa, mio abituale punto di visione, in quanto portai al Tardini la mia ragazza di allora (la cui zia era assai tifosa) e poi perché, sulla scorta di quello scandalo, cercai di accendere i riflettori nazionali sul caso contattando persino Aldo Biscardi che poi trattò, alla sua maniera, il caso al Processo del Lunedì e Gianfranco Teotino del Corriere della Sera. Mi corre l’obbligo di riferire al lettore che non è la prima volta che StadioTardini.it riesuma quel discusso episodio che proprio ieri ha compiuto 36 anni: l’11 Luglio 2014, infatti, il nostro Alessandro Dondi, che temporibus illis, teneva su queste colonne la rubrica Amarcord, ne tracciò un’accurata e documentata cronistoria (clicca qui per leggerla).
Ma perché Onda Emilia è tornata in questi giorni sull’argomento? La coincidenza con la data quasi precisa di quel Parma-Bari c’entra fino lì, in quanto lo spunto alla discussione lo ha dato, piuttosto, la notizia della scomparsa, a 87 anni, dell’arbitro Sg. Panzino di Catanzaro: Mauro Barigazzi (detto il Rosso, per via del capello e per  distinguerlo dall’altro Barigazzi, Alberto, apprezzato regista delle trasmissioni sportive e non solo di allora), postando il linkl alla news di Catanzaroinforma.it, chiedeva agli altri collegati: “Ma è quello del gol annullato nel derby? Qualcuno di noi si ricorda cosa combinò in un derby?”. Al che gli replica Riccardo Schiroli: “Altroché. Ero lì…”. E poi il dubbio amletico (eccoci…) di Mauro Barigazzi: “Non ho ancora capito se l’ha combinata più grossa lui o il Signor Pezzella di Frattamaggiore…”. Potremmo aprire un dibattito per arnocchi (senza offesa, veh) anche nello spazio commenti di StadioTardini.it, o suggerire agli Asprillas di fare la Top 5 dei torti arbitrali più grandi mai subiti dal Parma, appunto includendo i due succitati, ma anche quel De Santis a Lecce, con le sei ammonizioni in ordine alfabetico di tutti i diffidati, nell’ultima di Campionato 2004-05 che ci costrinse al primo spareggio col Bologna a rinunciare a sei titolari e a far giocare qualcuno di quei ragazzini terribili di Carmignani, già bravi a scalare la Uefa fino alle Semifinali.
Se per Schiroli la palma, parlandone da vivo, spetta a Panzino, (“Fischiare la fine con uno lanciato verso la porta è da fuori di testa”), con avallo di M. Barigazzi (Quando ha fischiato, Rizzati aveva già scartato Piccoli e stava calciando verso la porta vuota!”) e testimonianza di Fabrizio Pallini (“Io pure presente al Mirabello con Rizzati inginocchiato nel fango con il viso tutto sporco ed incredulo. Tirato il pallone, fischiava mentre entrava lo stesso nella rete!) per il decano dei cronisti sportivi in attività, Gian Carlo Ceci, invece, più grossa la fece Pezzella: di seguito il suo dettagliato racconto che ci fa ripiombare nel calcio ruspante degli anni ’80, quando non esistevano sale stampe e addetti stampa e i cronisti (tipo lui…) potevano arrivare persino ad intervistare un futuro commissario tecnico mentre stava facendosi la barba seduto sul water… “Ricordo che Panzino aveva arbitrato, non contro i crociati, anche lo spareggio con l’Udinese e che è stato peggio Pezzella: ero in campo alla fine dei gradini che portavano agli spogliatoi (allora i giornalisti potevano accedere per le interviste fine partita) perché dalle tribune la visibilità era praticamente nulla, e ricordo molto bene che ho visto uscire a colloquio, affiancati, Pezzella e Bolchi che indicava l’orologio. Il commissario di campo (che non erano, come oggi, ex arbitri ma venivano designati dai dirigenti federali) che certo voleva ingraziarsi il presidente del Bari di allora, Matarrese che era anche presidente della Lega Nazionale Professionisti, negli spogliatoi impiegò molti minuti per convincere l’arbitro a riprendere la partita cosa che evidentemente gli riuscì bene (ricordo che poi Sogliano lo cercò perché voleva picchiarlo) tanto che Pezzella riaprì la porta e in divisa ritornò nel corridoio (quando uscì, ero presente e si fermò danti a me) e fra la sorpresa generale, fischiò per fare ritornare in campo i giocatori. Molti però erano sotto la doccia o già rivestiti e quindi constatò che non si poteva ricominciare la partita che fu dichiarata sospesa e ripetuta, ma, giustizia volle, vinta ancora dal Parma”.
Tralasciando l’arbitraggio, Ugo Ferri, invece, ricorda, come quella partita avvolta dalla nebbia venne raccontata da lui e Gianni Barone: “Secondo me questo non lo ricorda nessuno… Mitica partita anche per me e per la radio… Prima volta in assoluto, per Parma almeno. Ero in campo con radiotelefono super-antennato dietro la porta a fare collegamenti con Gianni Barone dalla tribuna… Incredibile cosa si poteva fare allora… Se Gian Carlo ha fatto la prima radiocronaca, io posso dire di avere fatto la prima radiocronaca direttamente di fianco ai calciatori… Ricordo bene la nebbia, perché la visibilità era praticamente nulla ed è stato proprio per quello che ci fu quasi una radiocronaca integrale da dietro la porta, almeno nella parte sinistra del campo guardando la Tribuna, mentre Gianni faceva quella di destra guardando la Tribuna…”. E 36 anni dopo siamo ancora qui a parlarne… Gabriele Majo

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Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “ONDA EMILIA E IL REVIVAL DEI TORTI DI CASA NOSTRA, TRA CUI IL PARMA-BARI DEL 3 FEBBRAIO 1985 SOSPESA DALL’ARBITRO PEZZELLA PER NEBBIA A 4′ DALLA FINE…

  • 5 Febbraio 2021 in 12:11
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    ero allo stadio anch’io, in curva sud, insieme ad amici, quel giorno e ricordo bene la grande gioia della vittoria. infatti uscimmo dallo stadio con la sicurezza che l’arbitro avesse fischiato la fine e non la sospensione. la partita fu dominata dal Parma, come ben dice il risultato e grande protagonista fu Nick Berti che segnò anche un goal. La delusione e la rabbia ci colse poi dopo poche ora quando apprendemmo della decisione dell’arbitro.
    Al Processo del lunedì del giorno successivo ricordo un accesissimo Alberto Bevilacqua, noto scrittore di Parma ed all’epoca frequentatore di salotti televisivi, denunciare l’ingiustizia subita dal Parma. Da quella partita per vari anni uno degli slogan del tifo crociato fu “Matarrese f….o di p….na, Matarrese f….o di p…..a “. L’allora presidente di Lega per i mondiali di calcio del 1990 fece costruire lo stadio nuovo a Bari dove si giocò la finale per il terzo posto.

  • 5 Febbraio 2021 in 16:29
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    ricordi struggenti ,sono struggo,ero li ,comunque non esistono piu’ le nebbie di una volta, i culatellari della bassa piangono ,quella di panzino se corredata da filmati (aime’ allora era cosa rara) sarebbe stata bollata come la ladrata del millennio etor che turone e obligado barilla ,ancora vorrei saper chi la obligado appunto

  • 5 Febbraio 2021 in 23:53
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    Bel ricordo 🙂

  • 6 Febbraio 2021 in 00:25
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    Pezzella non ebbe la personalità necessaria per prendere la soluzione più giusta, ossia quella di ignorare le lamentele di Bolchi e fare concludere la partita. Sospenderla a tre minuti dalla fine dopo che si stava giocando da almeno 20 minuti con visibilità appena appena sufficiente fu una scelta senza senso, anche se a quel punto senza radiolina non riuscivamo a capire cosa accadesse nella metà campo più lontana.
    Fu uno dei tanti torti che il Parma subì in quella stagione, dove diverse squadre compravano e vendevano allegramente le partite e certi arbitraggi facevano pensare malissimo e non semplicemente male

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