TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL BOLOGNA, AVENDO IL RAPPORTO “PPDA” TRA I PIU’ BASSI DELLA SERIE A, E’ ABILE NEL PRESSING ALTO E NELLA RIAGGRESSIONE IMMEDIATA

(Patrick Fava) – Il Parma di Roberto D’Aversa ospita, domani sera, Domenica 7 Febbraio 2021, al Tardini, il Bologna di Sinisa Mihajlovic. I felsinei hanno attualmente 20 punti in classifica contro i 13 dei Crociati, che hanno un solo risultato da raggiungere in questa partita: i tre punti. I rossoblù si caratterizzano per un gioco fluido: difendono in un modo e attaccano in un altro a seconda delle due fasi di gioco: 1-4-4-1-1 in quella di non possesso e 1-3-4-2-1 in quella di possesso palla. Già dall’anno scorso i felsinei ci avevano abituato a questo tipo di soluzione con Djjyks esterno basso di sinistra della difesa a 4 pronto a insediarsi sulla stessa linea dei centrocampisti, proponendosi come tutta-fascia di sinistra, con conseguente accentramento di Barrow nel mezzo spazio di sinistra; sul lato opposto, invece, De Silvestri esterno basso di destra rimane bloccato, legato ai due difensori centrali che solitamente sono Tomyasu e Danilo, formando quindi una difesa a 3 con Orsolini utilizzato come tutta-fascia di destra in modo anomalo, visto e considerato che i “quarti”, in genere, vengono schierati dal lato del proprio piede forte. Il Bologna si caratterizza per uno dei dati di PPDA più bassi della massima serie: il risultato del PPDA è dato dal rapporto del numero dei passaggi effettuati nella metà campo della squadra avversaria e gli interventi difensivi (tackle, intercetti, contrasti) sempre nelle metà campo avversaria: più questo dato è basso e più significa che la squadra di riferimento è abile nel pressing alto e nella ri-aggressione immediata alla perdita del possesso nella metà campo avversaria. I felsinei giocano un calcio moderno, attuando i classici principi del gioco di posizione, difficilmente optano per la costruzione diretta, a meno che siano pressati in modo asfissiante dalla squadra avversaria, prediligono il gioco corto possibilmente in verticale per saltare le linee di pressione avversarie, sfruttando un’ottimale occupazione degli spazi dietro la linea dei centrocampisti avversari; in particolare si caratterizzano per la grande versatilità nell’occupazione dei 4 corridoi verticali: è quindi possibile trovare i giocatori offensivi in posizioni differenti rispetto a quelle abituali, in modo di non dare punti di riferimento alle squadre avversarie. I loro limiti emergono in due situazioni: la prima è quando gli avversari riescono a saltare la prima linea di pressione, la seconda è l’attacco alla profondità alle spalle della linea difensiva. Non è un caso che quella di Mihajlovic sia una delle compagini con più reti al passivo e che solo una volta abbia interrotto una serie che la vedeva prendere reti da ben 42 partite consecutive: infatti solamente nella vittoria casalinga con il Crotone per 1-0 a fine Novembre non ha subito gol. Il pressing alto del Bologna è principalmente orientato sull’uomo e fino a quando la condizione atletica regge si dimostra abbastanza efficace, come si evince dai dati instat e dal valore del PPDA; tuttavia, basta un errore di lettura non univoca dei reparti sotto la linea della palla per mandare in crisi l’intero sistema difensivo, il quale diventa vulnerabile in campo aperto. Sarà una partita delicata, con entrambe le compagini che andranno a caccia di punti importanti: sarà interessante capire quali saranno le contromosse adottate da D’Aversa. Opterà, ad esempio per una difesa con 3 centrali, per contrapporsi meglio all’1-3-4-2-1 dei felsinei in possesso? Come si sistemerà la sua squadra in possesso? 1-4-3-3? O continuerà a proporre una fase offensiva con 3 difensori centrali? Fin qui, dal rientro di D’Aversa, il Parma ci ha dimostrato di saper cambiare pelle da una fase all’altra, senza, però, cambiare l’atteggiamento che è sempre stato propositivo, a differenza delle stagioni precedenti nelle quali si caratterizzava per un  baricentro medio basso, pronto a sfruttare le doti in campo aperto di Gervinho e Kulesevski. Nonostante le buone prestazioni nelle ultime quattro partite si è raccolto solo un punto: urge cambiare rotta e il Derby emiliano ha il sapore dell’ultima spiaggia per un Parma che ora non può più sbagliare. Forza Gialloblù! Patrick Fava

 

 

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

6 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL BOLOGNA, AVENDO IL RAPPORTO “PPDA” TRA I PIU’ BASSI DELLA SERIE A, E’ ABILE NEL PRESSING ALTO E NELLA RIAGGRESSIONE IMMEDIATA

  • 6 Febbraio 2021 in 09:33
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    Come nell’infausto anno di G…i, Taçi e Manenti quando si avvicina il weekend mi viene un prolasso intestinale. È una sofferenza che ti rovina dal sabato (a differenza di quei bei tempi però rigorosamente in casa, senza ape, vasca e pizzeria per le limitazioni anti assembramenti e movida) alla domenica notte. Speriamo arrivi presto maggio, dimenticare sto schifo, nuovo inizio, liverani, carli e compagnia.

  • 6 Febbraio 2021 in 17:05
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    Cosa diavolo ha Inglese, ancora una volta non convocato a differenza di Iacoponi, Pezzella e di tutti gli altri indisponibili?

  • 6 Febbraio 2021 in 19:03
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    pervicace sto patrick ,immagino che elucubrazioni prima di cittadella parma

  • 7 Febbraio 2021 in 00:39
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    Ancora a parlare di tattica? Se non la butti dentro tutto il resto è noia [cit.]

  • 7 Febbraio 2021 in 11:51
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    Luca hai ragione, lo si diceva anche quando ai bei tempi prima del Regime alla sera si poteva uscire per andare a f…a nei locali.

  • 7 Febbraio 2021 in 13:36
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    L’analisi, credo sia una valida strada, che porta a miglioramenti individuali e collettivi.

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