TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / PER LA TERZA GARA CONSECUTIVA I CROCIATI HAN TENUTO IL PALLONE PIU’ DEGLI AVVERSARI, MA NON E’ BASTATO PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL RISULTATO

(Patrick Fava) – Il Parma di Roberto D’Aversa incappa nell’ennesima sconfitta della stagione contro il Napoli di Rino Gattuso, una partita nella quale i Crociati non hanno certo sfigurato contro avversari sicuramente più forti individualmente. Buona è stata l’organizzazione data dal tecnico D’Aversa che ha preparato bene la partita, ma ciò non è bastato per portare a casa almeno un punto. il Parma scende in campo con l’1-4-3-1-2 in fase di non possesso, con il tecnico crociato che mette alcune marcature fisse sulla costruzione dal basso dei partenopei, Brugman sul play basso Demme, Kucka su Mario Rui, Grassi su Zielinski, Cornelius su Koulibaly, Gervinho sulla linea di passaggio tra Manolas e Di Lorenzo, Kurtic inizialmente su Elmas, ma pronto a scivolare su Di Lorenzo nel caso in cui il Napoli riuscisse a far pervenire il pallone all’esterno basso all’altezza della linea mediana. In fase di possesso, invece, i gialloblù si disponevano con l’1-3-5-2 con Conti, Osorio e Gagliolo a formare il trio difensivo, in mezzo Pezzella a sinistra, Kucka a destra, play basso Brugman con le due mezzali Kurtic e Grassi a supporto del tandem Gervinho e Cornelius. Anche in questa gara, quindi, si vede un Parma fluido che cambia il sistema da una fase all’altra, mentre i partenopei rispondono con l’1-4-3-3. I dati instat ci dicono che i Crociati, per la terza gara consecutiva, tengono il pallone di più degli avversari: questo elemento però non si rivela fondamentale per il raggiungimento di un risultato positivo. Il Parma sembra aver chiuso con il passato, una squadra che lasciava spesso e volentieri il possesso agli avversari, cercando, poi, di transare velocemente, mentre ora sembrano aver cambiato determinati principi che caratterizzavano il gioco degli anni passati. Nella partita dello stadio Diego Armando Maradona si ê visto un Parma capace di ostruire la fase offensiva dei partenopei, impedendo una risalita pulita del pallone, attuando un principio di marcature fisse che ha imbrigliato la costruzione dal basso degli avversari che si sono ritrovati ad avere meno certezze rispetto ad altre partite. Il Napoli, come sottolineavamo alla vigilia, è la squadra con più Expected Goals prodotti, ma in questa gara i Crociati sono riusciti a limitare l’abituale produzione offensiva degli azzurri. La posizione di Gervinho sul centro sinistra e il rombo impostato da d’Aversa han permesso di avere una buona copertura degli spazi centrali. I Crociati hanno sofferto quando i partenopei riuscivano ad uscire dal pressing sfruttando i cambi di campo verso Di Lorenzo che aveva una prateria sull’out di destra visto che Kurtic era impegnato a tenere una posizione centrale per badare ad Elmas: sulla fascia destra gli uomini di Gattuso riuscivano, quindi, a creare una superiorità numerica di 3>2 con Lozano, Di Lorenzo ed Elmas contro Kurtic e Pezzella: un vantaggio posizionale che, grazie a qualche errore nelle scelte di gioco degli azzurri, non ha, però, prodotto potenziali occasioni. Nonostante la buona prova in fase di non possesso, bloccando la fascia sinistra considerata quella più pericolosa, con la catena formata da Mario Rui, Zielinski ed Insigne, la compagine di Roberto d’Aversa riesce A farsi del male da sola, prendendo il primo gol a seguito di una ripartenza con Pezzella che, sulla trequarti, tenta di servire Gervinho che non legge la situazione andando in profondità, quando sarebbe stato più opportuno legare il gioco; sulla riconquista il Napoli riesce, con un passaggio chiave, a servire Elmas tra le linee, il reparto difensivo, privo in quel mentre di Pezzella, che era rimasto leggermente sopra la linea della palla, scappa verso la porta, ad un certo punto Osorio rompe la linea, ma lo fa malamente restando piatto consentendo ad Elmas di superarlo facilmente; il macedone, tuttavia, deve resistere al ritorno di Kurtic e al possibile intervento di Gagliolo, ma entrambi vengono ostacolati dal rientro di Grassi che a mille all’ora tenta anche lui il recupero. Risultato? Elmas si ritrova facile facile davanti a Sepe e lo trafigge facilmente sulla sua sinistra: un gol che sicuramente, con un po’ più di attenzione, si sarebbe potuto evitare. Dopo una manciata di minuti un altro errore grave di Osorio potrebbe compromettere definitivamente la gara per i Crociati: tutto nasce da una rimessa laterale di Mario Rui che serve Insigne sul quale esce in pressione Conti: il movimento verso il centro dell’attaccante napoletano inganna Osorio che invece di badare al movimento di Petagna escepure lui su Insigne, liberando uno spazio sul quale l’ex Spal serve Lozano che da due passi, complice una marcatura errata di Pezzella attratto dalla palla, mette incredibilmente fuori. Il Parma nel primo tempo non punge, nonostante avesse avuto in qualche circostanza la possibilità di fare male all’avversario, ma errate letture di tempi e spazi di gioco e alcuni errori tecnici soprattutto nelle ripartenze hanno vanificato la possibilità di creare seri pericoli alla porta di Ospina. Nella ripresa il Parma alza il baricentro e mette in crisi la squadra di Gattuso: i ducali riescono anche a conquistare palloni importanti in zone offensive senza però riuscire a creare occasioni pericolose a parte un tiro di Cornelius calciato fuori da ottima posizione, e una transizione positiva a seguito di un recupero palla in zona ultra offensiva dove Gervinho, in una situazione favorevole, sbaglia incredibilmente la scelta della giocata ritardando il servizio per Brugman finto poi in offside. Un Parma, quindi, che avrebbe avuto la possibilità di pervenire al pareggio, ma nel calcio, come si sa, gol sbagliato gol subito, e ancora una volta il tutto nasce da una rimessa laterale dove Busi, appena entrato, commette lo stesso errore di Osorio facendosi attrarre in avanti dalla palla, lasciando libero un giocatore alle sue spalle. quest’ultimo dopo una combinazione palla avanti palla indietro palla avanti va al cross sul quale Osorio ribatte proprio sul sinistro di Politano che dal limite, complice proprio una deviazione dello stesso Osorio, chiude la pratica per un 2-0 forse troppo severo per un Parma che, oggettivamente, ha fatto una buona partita, considerando il valore dell’avversario. Tutto ciò, però, non è bastato per portare via punti in una gara che alla vigilia tutti davano per proibitiva, ma che alla resa dei conti lascia l’amaro in bocca per aver preso due gol assolutamente evitabili, e purtroppo non è la prima volta… Sperando che con i nuovi acquisti, dopo le ultimr buone prestazioni, possano finalmente arrivare anche i punti. Forza Parma! Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

2 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / PER LA TERZA GARA CONSECUTIVA I CROCIATI HAN TENUTO IL PALLONE PIU’ DEGLI AVVERSARI, MA NON E’ BASTATO PER IL RAGGIUNGIMENTO DEL RISULTATO

  • 3 Febbraio 2021 in 19:24
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    Il Parma ha fatto una discreta figura contro il Napoli perchè loro sono in un periodo no, non certo per miglioramenti da parte nostra.

  • 4 Febbraio 2021 in 19:49
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    Complimenti ottimo articolo

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