mercoledì, Aprile 17, 2024
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TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / PREOCCUPA L’INDICE “IPO”: IL PARMA HA IL TASSO DI PERICOLOSITA’ OFFENSIVA TRA I PIU’ BASSI DELLA SERIE A

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(Patrick Fava) – Brutta sconfitta per i Crociati che perdono l’ennesima partita in quei del Tardini, per mano di un Bologna solido e concreto come quasi mai si è visto in questa stagione. D’Aversa schiera un 1-3-4-2-1 a specchio, con la disposizione in fase offensiva dei felsinei, che sorprendono i ducali optando per la stessa disposizione anche in fase di non possesso, con Skov Olsen ad occuparsi di Gagliolo, con il consueto slittamento verso il centro di Tomyasu, a formare, insieme a Danilo e Soumaró, il terzetto difensivo con Djiks tutta-fascia a sinistra. Solitamente in una partita con due squadre che adottano lo stessa sistema di gioco, ci sono pochissimi spazi e diventano fondamentali i duelli individuali, ma soprattutto chi tra le due squadre sbaglia di meno, in entrambe le fasi, ha più possibilità di vincere la partita. Il Parma, per la quarta volta di fila, tiene il pallone più degli avversari: 58% contro il 42%, ma per l’ennesima volta i ragazzi di mister D’Aversa non riescono a portare a casa i tre punti: il dato ancora meno incoraggiante è sull’indice IPO che sta a significare la pericolosità offensiva della squadra che risulta essere tra le ultime nella nostra serie A, ed inoltre si fa pesante anche il passivo tra i gol fatti e subiti; fino a questo momento la stagione dei gialloblù può definirsi negativa sotto tutti i punti di vista, ma, nonostante ciò, c’è ancora tempo per poter recuperare e il traguardo salvezza dista solo a 3 lunghezze. È chiaro che la sconfitta di ieri risulta essere pesante dal punto di vista psicologico, in quanto i Crociati non sono riusciti a pungere, nonostante qualche situazione favorevole, in particolar modo con Mihaila, all’88’, che avrebbe potuto riaprire la gara, anche se lo scadere era ormai alle porte. Una partita nella quale i nostri non sono riusciti ad avere una risalita del pallone pulita, complice, a mio modo di vedere, anche una disposizione in fase di possesso a specchio con gli avversari, poche le linee di passaggio libere trovate dai difensori gialloblù, che, spesso e volentieri, per liberarsi dal pressing degli avversari, specie nella prima frazione, optavano per la costruzione diretta verso Cornelius, il quale cercava di innescare i due giocatori alle sue spalle, Gervinho nel mezzo spazio di sinistra e Kucka in quello di mezzo destro. Non sempre i lanci dalle retrovie erano precisi e anche l’attaccante danese, nonostante la buona volontà, non sempre riusciva a tenere palla. La partita è stata poco spettacolare e giocata molto sui duelli individuali che hanno premiato soprattutto la miglior qualità dei rossoblù in fase offensiva, con Barrow e Sansone abili a sfruttare ogni minimo errore della difesa di casa. In una partita equilibrata, almeno in avvio, gli episodi, tra i quali ci mettiamo le palle inattive, possono determinare l’andamento della gara e al 15′ da un fallo evitabile da parte di Bani su Sansone, che guardava la sua porta, nasce la punizione laterale dal quale scaturisce il gol di Barrow, abile a sfruttare la traiettoria sul secondo palo, con Conti che non è sembrato esente da colpe nella circostanza. Il gol subito dopo 15′ lascia un segno indelebile nella mente dei giocatori, che sembrano perdere anche le poche certezze a propria disposizione: i Crociati, tuttavia, avrebbero l’opportunità di rientrare in partita al 28′, in un’azione confusa con Gagliolo che si scopre centravanti, scaricando su Brugman che dal limite lascia partire un gran sinistro sul quale Skorupski devia in angolo da campione. Uno spiraglio di luce che viene spazzato via pochi minuti più tardi a seguito dell’ennesima palla persa di Gervinho, negativa la sua prova di ieri, sul quale i rossoblù riescono, con assoluta facilità, s superare le linee di pressione dei gialloblù, con Soriano, abile a imbucare verso Sansone, sul quale esce Osorio, l’ex di turno gioca un passante per Barrow, che sfrutta l’errore di Bani, reo di aver stretto troppo la sua posizione, consentendo all’ex Atalanta di conquistare quel metro che risulterà decisivo per battere in diagonale Sepe, per un raddoppio forse troppo severo per i ducali, in una partita con pochi contenuti fin lì.
Nella ripresa D’Aversa toglie il neo arrivato Bani, inserendo Man e passando ad un 1-4-3-3, i Crociati sembrano avere una timida reazione, almeno per quanto riguarda l’indice di pericolosità, che cresce grazie ad una bella palla di Gagliolo per Kucka che, tornato nel suo ruolo naturale, sfrutta un’uscita avventata di Soumaró per giocare un filtrante su Gervinho, il quale, da ottima posizione, si vede respingere il tiro da un difensore rossoblù; pochi minuti più tardi è Gagliolo che, sfruttando un cross dalla parte opposta, non riesce a girare in rete sul secondo palo per pochi centimetri. I ducali con l’1-4-3-3 sono riusciti a risalire il campo in modo più opportuno, sfruttando anche l’uomo in più in fase di costruzione, con Soriano che avrebbe dovuto, oltre ad uscire in pressione su uno dei centrali, togliere la linea di passaggio verso il play basso Brugman prima e Cyprien poi. I ducali, quindi, sembrano costruire leggermente meglio, ma inavvertitamente si espongono a pericolose transizioni, complice l’atteggiamento offensivo di entrambi gli esterni bassi, di marcature preventive non ottimali e di una capacità di reazione differente tra i componenti delle due squadre, con i due mediani e gli attaccanti felsinei molto più a proprio agio in campo aperto rispetto ai nostri, e dire che proprio pochi mesi fa quella era proprio la nostra vera forza!
D’Aversa fa entrare anche Zirkzee per Cornelius e Mihaila per Kurtic: i due, nonostante la giovane età, fanno vedere qualcosa di positivo, anche se il romeno spreca clamorosamente la palla del possibile 1-2 solo davanti al portiere a pochi minuti dalla fine; i Crociati, con l’ingresso dei nuovi entrati, cambiano di nuovo il sistema passando ad un 1-4-2-4 iper-offensivo, andando alla ricerca della costruzione diretta, nel tentativo di recuperare con l’effetto collaterale di allungarsi sempre più, fino ad un punto in cui, in pieno recupero, Orsolini, nelle più classiche delle ripartenze, realizza il terzo gol, che fa calare il sipario al Tardini, per una sconfitta amara, amarissima per un Parma che nelle ultime 9 gare ha raccolto un solo punto, per una classifica che piange sempre più, ma finché c’è vita c’è speranza, e come dice il grande maestro El Loco Bielsa, sono le sconfitte che ci fanno migliorare e trovare soluzioni, sperando che già da domenica D’Aversa trovi la formula giusta per questo Parma. Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

13 pensieri riguardo “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / PREOCCUPA L’INDICE “IPO”: IL PARMA HA IL TASSO DI PERICOLOSITA’ OFFENSIVA TRA I PIU’ BASSI DELLA SERIE A

  • Io continuo a non capire come uno che caccia una valanga di pila prenda il pacchetto a scatola chiusa con Carli e Liverani messi lì 10 giorni prima da chi aveva appena detto che stava smobilitazzando perché senza più un pio (essendo chiaro a tutti che erano le scelte più economiche e gli unici che avevano accettato di venire). A chi mi spiega questo offro una cassa di tomacche, due fiale di aerosol e un mezzo gambetto (che costa meno ma è dolce).

  • Amico mio, ma non ti conviene andare dal barbiere e farti sistemare quella testa li?

  • Come si calcola l’indicatore IPO?

    • Borgo Poi

      prendi una tomacca tirala contro un muro e misura la macchia lasciata se superiore a 20 cm chiama subito un medico

  • Mi piacerebbe sapere alcune statistiche relative ai falli commessi, cartellini gialli, contrasti vinti: sono sicuro di trovare il Parma in fondo anche in questa classifica, indice di mancanza di grinta, cattiveria e voglia di vincere, come, invece, stanno facendo Torino e Cagliari (altro che salvezza a soli 3 punti!) ad esempio. In queste ultime 9 gare mai un rosso, una reazione, una mini rissa, episodi da condannare ok, ma almeno si vedrebbe attaccamento alla causa.
    Siamo retrocessi dopo il rigore di Busi e i due gol della Samp, cioè quando con la scossa del cambio di allenatore sono arrivate queste mazzate e lì si è spento tutto purtroppo.

    • Gaio1974

      Pienamente d’accordo. La stagione è un fallimento, le colpe tante e di tanti, ma chi la ha definitivamente chiusa è il sig. Busi a Sassuolo.
      Se avessimo vinto, come doveva accadere, forse, ma forse eh, qualcosa poteva cambiare.

  • Uno che si chiama Busì non si prende a prescindere. Nomen omen. Così come non si prende uno che si chiama Carli.

  • Non so quanto la citazione di Bielsa si possa applicare a noi 🙂

  • Gaio1974

    Con il dovuto rispetto: ma ha senso fare una analisi tattica delle nostre partite?
    Lo si fa a parità di forze in campo, la nostra è una squadra di serie B (forse) con altre di categoria troppo superiore. Di che parliamo? Se giocano Barcellona-Collecchio ha senso chiedersi se la squadra di via Spezia giocava con il 3-5-2 o con il 4-3-3? Su là…
    E poi a balò l’indice IPO al sarvissà a poch… a ghe da corròr e sgrostèr…

    • Egregio,
      StadioTardini.it cerca di offrire spazi di analisi che esulino dalle semplici considerazioni tifoidee che peraltro abbondano nello spazio commenti e in questo non può che farci piacere che le argomentazioni tattiche del nostro specialista Patrick Fava e i reiterati contenuti del nostro vice direttore esecutivo Gianni Barone siano state ad esempio in toto riprese ed amplificate sulla Gazzetta di Parma dall’autorevole Paolo Grossi che ha dedicato una approfondita analisi sul notevole possesso palla del Parma che cozza, purtroppo, coi risultati raccolti. Tolto che a mio parere il Parma non ha una rosa da B, continueremo a proporre le spiegazioni di Patrick Fava convinti della assoluta validità ed utilità (per chi vuole approfondire, anziché restare in superficie) dei suoi scritti, così come quelli di Gianni Barone.

      • Gaio1974

        Ci mancherebbe. Tutto corretto. Io non intendevo mancare di rispetto all’autore dell’articolo, intendevo dire che ahimè al momento attuale diventa molto complesso parlare di tattica in una situazione come la nostra, come per dire: girala come vuoi, perdiamo sempre.
        E come vedete l’articolo lo ho letto, il che dimostra che non lo considerato “inutile”.

  • Markness

    Parlando di tattica, non si capisce perchè con il ritorno di D’Aversa, si vuole in qualche modo proseguire il tentativo di Liverani di trasformare una squadra da contropiede in una che imposta il gioco partendo dal basso.

    A mio avviso è uno dei principali errori di questa disgraziata stagione.

    Si è visto fin da subito con Liverani che i nostri giocatori, ed in particolar modo i centrocampisti, sono decisamente scarsi tecnicamente e non è possibile chiedere loro di impostare il gioco con il fraseggio partendo dal basso, per poi arrivare in porta con delle triangolazioni o degli uno-due veloci stile Barcellona.
    E’ arrivato D’Aversa che faceva un gioco molto diverso, ma chissà perchè ancora vediamo Sepe che imposta il gioco con i difensori dalla propria area di rigore.

    A mio avviso, bisognerebbe blindare la difesa e giocare tutte le gare per tenere lo 0 a 0.
    In questo modo, nel corso della gara, gli avversari ci verrebbero ad attaccare fin dentro la nostra metà campo, e al primo errore potremmo recuperare palla e lanciarla in verticale verso Gervinho o Mihaila o Man per una classica ripartenza.

    Considerando il basso livello tecnico dei nostri giocatori, davvero non vedo altra strada per tentare di fare punti.

    • Gaio1974

      Hai ragione ma… non adesso. Cioè: l’anno scorso valeva quel che dici tu, quest’anno se ti chiudi in difesa ne prendi comunque almeno due. Gli attori sono gli stessi, è cambiato il copione.

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