18 MARZO, GIORNATA NAZIONALE ITALIANA IN RICORDO DELLE VITTIME DEL COVID 19. VIDEO E FOTO DA PARMA E FIDENZA

(Luca Savarese) – Un anno dopo, 365 giorni in più sul groppone, ma nulla è finito e chi prima sapeva solo per conoscenza dell’esistenza di questo Coronavirus, ora, lo ha provato anche per esperienza, sulla propria pelle o su quella dei propri cari, in questi mesi pazzi e densi di nuove ondate. L’Italia ricorda, cioè dà nuovo cuore e rinnovata ragione, agli stermini della pandemia. Lo scorso anno, su queste colonne, siamo stati i primi a provare a raccontare la situazione in maniera meno bombardata: le notizie, erano sotto gli occhi di tutti. Quando iniziammo a scoprire che non avremmo più potuto scambiarci abbracci, cercammo un modo per essere carezze, provando a passare in rassegna, mentre molti si soffermavano sul perché, il come le persone stavano vivendo questo mostro, fino a prima sconosciuto; certo, con occhi di riguardo per le vicende parmensi e limitrofe, ma estendendo lo sguardo a lungo raggio. Si, l’ingrediente principale, mentre tutta Italia provava a panificare da casa, che ha animato “Il diario di un’Italia in(corona)ta”, è stata la farina dell’ascolto, che ci ha permesso di impastare, attraverso questo appuntamento quotidiano, dal forno di un osservatorio caldo, ma allo stesso tempo disinteressato, croccanti michette di morbida fenomenologia della pandemia: mentre altri cercavano spietati la logica, noi raccontavamo storie, proponevamo iniziative, mostravamo atteggiamenti virtuosi, sottolineavamo idee vincenti. Un po’ di tutto questo abbiamo respirato nel minuto di silenzio che questa mattinata ha coinvolto tutto lo stivale e che per volontà del Senato anche i 18 marzo a venire, sarà il giorno dedicato alle persone venute a mancare per mano del Covid-19. Anche Parma ha voluto celebrare il momento con il prefetto della città, Antonio Lucio Garufi, gli assessori Michele Guerra e Tiziana Benassi ed il primo cittadino Federico Pizzarotti, che si sono dati appuntamento nella piazza antistante il municipio. Sotto le bandiere a mezz’asta, hanno osservato il minuto di silenzio. Poi le parole come quelle del sindaco: “Persone che ci hanno lasciato nelle prime ore da sole senza poter essere visitate e seppellite senza una cerimonia degna di questo nome”. “Siamo tutti toccati da questa pandemia, che ancora non ci vuole lasciare, ricordiamo chi non c’è più però anche in modo fattivo rispettando le regole ci piacciano o no”. Queste invece il pensiero del prefetto Garufi. “E’ giusto che l’Italia, che in tutte le sue città ed in tutti i suoi Municipi, siano insieme in questo giorno, oggi e negli anni a venire per stringersi in un abbraccio di memoria e vicinanza”. Ha poi aggiunto il sindaco di Parma. Già, solo così si può davvero serbare quello che è accaduto. “Alla comunità di Fidenza non può non passare di mente quelle immagini, di un anno fa, dove erano decine i morti al giorno, abbiamo voluto essere presenti anche noi”, questo invece il messaggio del primo cittadino di Fidenza, Andrea Massari. Oltre che nei municipi, sono stati osservati anche minuti di silenzio e momenti di rievocazione anche al cimitero di Fidenza. Ricordare, diversamente da rammentare che riguarda la mente, ha a che fare con il cuore, il muscolo che dentro le perdite mietute dal virus lo scorso anno e in quello che continua a innescare, no, non riesce proprio a restare fermo. Luca Savarese

18 MARZO, IL RICORDO DELLE VITTIME DEL COVID DAVANTI AL MUNICIPIO DI PARMA

18 MARZO, IL RICORDO DELLE VITTIME DEL COVID DAVANTI AL MUNICIPIO DI PARMA

18 MARZO, IL RICORDO DELLE VITTIME DEL COVID 19 AL CIMITERO DI FIDENZA

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3 pensieri riguardo “18 MARZO, GIORNATA NAZIONALE ITALIANA IN RICORDO DELLE VITTIME DEL COVID 19. VIDEO E FOTO DA PARMA E FIDENZA

  • 18 Marzo 2021 in 17:59
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    Doveroso ricordare, però spero non finiamo nell’autocommiserazione. Abbiamo superato la spagnola senza mezzi, ce la faremo anche con il Covid con più mezzi.

  • 18 Marzo 2021 in 21:42
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    Amico mio ai tempi della spagnola la gente e chi la governava era di un’altra tempra. Venendo da anni duri, piagnucolosi e starnazzanti erano ancora dietro la lavagna col cappello con le orecchie e tutto si affrontava con pragmatismo e senso della realtà. Si nasceva e si moriva in casa e la libertà era un valore appena riconquistato a carissimo prezzo e a cui nessuno voleva rinunciare.

  • 19 Marzo 2021 in 18:29
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    Veramente la Spagnola arrivò sul finire della seconda guerra mondiale e non mi pare che fossero delle grandi menti a governare il mondo, a quei tempi. Poi la Spagnola senza mezzi, provocò tra i 50 e i 100 milioni di morti, non certo di grande tempra, visto che erano reduci da una guerra (infatti l’età media dei deceduti era di 40 anni) e dagli stenti alimentari dalla stessa provocati. Così giusto per informazione.

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