DOMENICALE di Luca Savarese / I SOCIAL? FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIRE VIRTUTE E CONOSCENZA

(Luca Savarese) – I social, prendere o lasciare? Di sicuro una cosa è certa: dosare. Thierry Henry, nelle ultime ore, ha detto addio ai social, giudicandoli tossici. “L’enorme quantità di razzismo e bullismo e la conseguente tortura mentale a cui sono sottoposti gli individui è troppotossica per essere ignorata”. Queste alcune delle parole dell’ex punta francese, pesanti e al contempo ricche di stile, come uno dei suoi tanti gol. Chissà, se fosse ancora vivo ed operante, Karl Popper, l’epistemologo che definì la televisione “cattiva maestra”, con quale espressione avrebbe catturato il mondo socialpericoloso reticolato o forse mondo mellifluo dell’io ipertrofico? Come ogni prodotto tecnologico, non è da condannare in sé stesso, ma come in tutte le cose, conta l’uso che se ne fa. Del resto, lo suggeriva anche sant’Agostino, quando trattava la differenza tra l’utor ed il fruor. L’utor, è un usare spasmodico, col rischio che quell’uso si trasformi presto in abuso; nell’utor, il soggetto ha poco spazio perché finisce per essere fagocitato dall’essere o meglio dal fare l’utente. Il fruor, al contrario, è un fruire distaccato, stabilendo, sin da subito, con la cosa che si usufruisce, un rapporto leggero, più qualitativo che quantitativo, ove il soggetto, non viene messo fuori gioco, ma anzi controlla, da protagonista principale, ciò che usufruisce. Concetto che ritorna, qualche secolo più tardi, e sviscerato sotto la prospettiva temporale, anche nelle analisi teoretiche del filosofo francese Henri (qui l’ex Arsenal e Barça non c’entra…) Bergson,che individua un temps: un tempo oggettivo, fisico, lineare, granitico, quasi da clessidra ed una durèe: un tempo soggettivo, della dimensione interiore, non lineare, morbido, più simile ad una carezza. In fondo, già i greci, precoci e lungimiranti, distinguevano tra un Crono, il dio del tempo, figlio di Urano e Gea, che scorre senza mai fermarsi, lancetta sempre accesa ed un Kairos, il momento favorevole, l’istante propizio, che prova a prendere in contropiede la quantità sempre uguale di Crono, con momenti sempre nuovi. I social, a ben guardare, sono figli dell’utor e fratelli di Crono. Su di esse tutti sono utenti ed ogni post ha una data ed un’ora precisa, incontrovertibile. La partita, qui dentro, si gioca tra utenti fatti di tempo ed impregnati di tempo e spesso i commenti, lasciano il tempo che trovano. Hanno destato scalpore, nelle ultime ore, dei messaggi vocali anonimi di livorosi tifosi viola, sui presunti motivi che avrebbero indotto Cesare Prandelli a compiere il gran rifiuto della panchina della Fiorentina, dall’ex allenatore del Parma lasciata per motivi di stress. Nei social ed anche le lunghissime e urticanti chat di WhatsApp, rientrano a tutti gli effetti nel mondo social, non c’è l’ingrediente del discernimento, ma un pezzo forte, è creare continuo turbamento. Non tutti i social, però, vengono per nuocere: a volte sono anche il medium per entrare in contatto con il giocatore che magari segui da molti anni. Come successe due anni fa quando, Kevin Prince Boateng, all’epoca appena trasferitosi dal Sassuolo al Barcellona, fece recapitare dei soldi per sdebitarsi con un suo fan che lo aveva arruolato al fantacalcio. In questi giorni, sono in corso molteplici, interessanti manifestazioni ed attestati di stima per celebrare i 700 anni dalla morte di Dante Alighieri. Il poeta fiorentino, nella sua Commedia, nel XXVI canto dell’Inferno, mette in bocca ad Ulisse quel famoso invito: “Fatti non foste a viver come bruti ma per seguir virtute e canoscenza”. E l’autore di questo capolavoro, non aveva profili né Facebook, né Instagram né Twitter, ma preferì rinnovare il profilo della sua persona attraverso un santo viaggio tra Inferno, Purgatorio e Paradiso. Ai post, l’ardua sentenza. Luca Savarese

6 pensieri riguardo “DOMENICALE di Luca Savarese / I SOCIAL? FATTI NON FOSTE A VIVER COME BRUTI, MA PER SEGUIRE VIRTUTE E CONOSCENZA

  • 28 Marzo 2021 in 13:23
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    I social non manifestano una realtà che non c’era, semplicemente tirano fuori quella che è

  • 28 Marzo 2021 in 17:08
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    Gervinho per ben due volte quest’anno ha preso per i fondelli la società fingendosi infortunato quando in realtà non llo è mai stato.

  • 28 Marzo 2021 in 17:47
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    Che bello un wend senza la nostra penitenza, purga e umiliazione settimanale. La cosa positiva è che ne restano “solo” si fa per dire dieci. Dieci wend di banalità, faremo, non molliamo, ci crediamo, siamo stati sfigati, è colpa di Whuan, di Tramp, coi giovani ci vuole pazienza, serve rigore perché bisogna raffreddare la curva dei contagi (ah no questa non c’entra questa è dei “politici). Non vedo l’ora che questo schifo finisca e mi auguro solo di non vedere mai più tanti soggetti ma in primis Carli e Inglese. Uno che in tre anni ha giocato metà di un girone o cambia mestiere o cambia aria.

    • 29 Marzo 2021 in 17:39
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      Ecco un esempio di uno distorto dei social.

  • 29 Marzo 2021 in 14:38
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    Il problema del Parma targato D’ Aversa non è l’attacco che con PELLE’ MIHAILA e MAN ha trovato i gol.
    Il problema non è neppure Il centrocampo dove HERNANI e BRUGMAN hanno finalmente fatto vedere il loro valore ma è la difesa IL VERO PROBLEMA DEL PARMA con tanti giovani senza una guida alla ALVES.
    Se poi un portiere come SEPE l’anno scorso
    strepitoso e ora penoso non fa una parata e i tiri nello specchio della porta a lui diretti sono tutti gol capirete che in difesa siamo messi veramente male.
    Se a questo poi aggiungiamo che Carli e’ stato un acquisto sbagliatissimo e Bani non da garanzie ecco spiegato perché noi a ogni partita minimo prendiamo 2 gol
    Due tiri nello specchio della porta e….due gol
    Tre tiri nello specchio della porta e…tre gol.
    e così via.
    Ecco perché il prossimo anno qualunque sia la serie in cui giocheremo la difesa esclusi Gagliolo Osorio e Valenti va cambiata tutta.
    D’Aversa non ha colpe.
    In campo ci vanno i giocatori con le loro paure.
    Nello staff medico ci vuole uno psicologo.

  • 29 Marzo 2021 in 16:09
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    Però da oggi in pompa magna è possibile pagare con lo smartfon il bus della linea 5 e poi qualcuno ha anche il coraggio di dire che siamo indietro come la coda del gosino. Altro che Silicon Vallei.

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