GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “I COMPLIMENTI NON FANNO PUNTI”

(Gian Carlo Ceci) – Per il Parma si annunciava come una “mission impossible” fare punti con l’Inter, ma se nell’omonimo film Tom Cruise riesce sempre a portare a termine il compito, ai Crociati, questa volta, non è riuscita l’impresa, anche se hanno notevolmente impegnato (si può dire anche “spaventato”) nel primo tempo, e con un finale in crescendo, la squadra allenata da Conte.
Contro i nerazzurri la formazione cara al presidente Krause ha giocato a viso aperto ed è riuscita a sfoderare una bella prestazione: è stato, infatti, il più bel Parma della stagione e certo ha disputato la miglior partita dell’attuale campionato. Ha tenuto testa ai primi della classe, se si eccettuano i venti minuti d’inizio ripresa (nell’intervallo si è temuto di rivedere le infelici prestazioni di tanti precedenti secondi tempi) quando l’Inter, con un pressing alto, ha recuperato continuamente palla e intensificato gli attacchi. Aumentando la pressione i nerazzurri sono riusciti a segnare due gol, prima sfruttando una circostanza ancora non fortunata per i Crociati, un favorevole rimpallo, poi con un’azione in contropiede, quando il Parma si è gettato in avanti alla ricerca del pareggio e così facendo ha aperto spazi e allargato le maglie di una difesa che, da quando è ritornato D’Aversa, viaggia a una media di due gol subiti a partita.
Si è visto un Parma compatto, che ha difeso basso e cercato di giocare sotto ritmo per poi ripartire con manovre articolate e veloci che, nel primo tempo, hanno tenuto, per oltre trenta minuti, in apprensione la difesa ospite e portato i Crociati a sfiorare il gol in due occasioni e nella prima è stato bravissimo Handanovic che, con una difficile parata, ha deviato in angolo una conclusione di testa di Kurtic. Crociati che nel loro miglior periodo non sono riusciti a concretizzare la buona mole di gioco: certo hanno creato difficoltà molto più del previsto ai milanesi e come squadra si sono fatti preferire almeno sino a poco dopo la mezz’ora (nel finale del tempo la partita si è fatta più equilibrata) e in particolare a dieci minuti dal termine dell’incontro quando è entrato l’esordiente Pellè a fianco di Inglese. Il tecnico, con due torri, ha cercato di sfruttare il gioco aereo, e si è visto un encomiabile, non rassegnato, Parma che, attaccando in continuazione, ha costretto la capoclassifica a giocare come una provinciale con difesa arroccata e perdite di tempo.
Con l’Inter D’Aversa ha abbandonato ancora il suo solito sistema di gioco e presentato, rispetto alla scorsa domenica, un’ennesima, inedita formazione con sorprendenti variazioni. Oltre la più imprevista (l’esclusione di Mihaila, fra i migliori a La Spezia, rilevato da Man che non è dispiaciuto, ma sicuramente va rivisto) ha sostituito anche, con due marcatori, i laterali d’attacco e mandato così in campo, contro il miglior attacco della serie A, una retroguardia molto bloccata con quattro difensori appoggiati dal rientrante Brugman e dalle due mezzali, Hernani e Kurtic, che avevano anche il compito di allargarsi sulle fasce per contrastare l’azione dei laterali nerazzurri. In avanti il tecnico ducale ha riproposto, come nell’ultimo turno, il falso centravanti e questa soluzione non ha, nuovamente, convinto, non solo perché già sperimentata con scarsissimi risultati in passato, ma anche perché ha affidato, ancora, il compito al singolo che, sino a oggi, è stato il più positivo, a centrocampo: Kucka che, nuovamente fuori ruolo, non ha trovato la posizione e fornito una prestazione insufficiente riuscendo solo a limitare (mossa tattica già vista negli ultimi turni) l’azione del costruttore del gioco interista, il centrocampista centrale Brozovic. Una scelta discutibile così come sono discutibili alcuni cambi effettuati nella ripresa dal tecnico del Parma quando è ritornato al suo classico quattro-tre-tre. Ha inserito, al posto dello spaesato Kucka, un centravanti di ruolo (il ritornato, dopo tanto tempo, Inglese) il discusso Busi a destra e, a sinistra, Pezzella che ha nuovamente confermato le doti di valido incursore, effettuando il cross che, come domenica scorsa, ha consentito al Parma di andare in gol: rete di Hernani che, però, non è servita a evitare la sconfitta.
Certamente ha imbrigliato e limitato l’azione degli ospiti, l’impostazione studiata dall’allenatore del Parma che conosce bene Conte (sono più che amici e si favoleggia che fosse stato proprio lui a consigliare ai dirigenti del Parma di ingaggiare D’Aversa) il quale evidentemente era sincero e convinto quando, nella conferenza stampa del sabato, ha dichiarato di temere il confronto del Tardini e che sarebbe stata una partita difficile: forse proprio per questo ha preferito schierare il più mobile Sanchez e non il cannoniere Lautaro.
Il Parma, quindi, ha giocato bene, come sempre si vorrebbe e raccolto l’apprezzamento di tanti commentatori e degli avversari (Sanchez nel dopopartita ha parlato di prestazione sofferta), ma i complimenti non fanno punti e di punti i Crociati, per riuscire ad evitare la retrocessione, dovranno raccoglierne almeno 23-24 nelle prossime tredici partite: anche questa è una “mission impossible” ? Gian Carlo Ceci

Stadio Tardini

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2 pensieri riguardo “GIAN CARLO CECI L’HA VISTA COSI’: “I COMPLIMENTI NON FANNO PUNTI”

  • 6 Marzo 2021 in 00:45
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    Siamo abbastanza in credito con la fortuna. Speriamo finalmente di sbloccarci contro la Viola.

  • 6 Marzo 2021 in 15:14
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    Quando facevamo i punti però giocando di rimessa non prendevamo i complimenti ……..per cui giustamente hanno cambiato per prendere i complimenti oggi contano i like non i punti ceci e antico lei

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