IN MEMORIA DI ROBI BONARDI, il ricordo di Gabriele Majo

(Gmajo) – La mia foto qui a lato, di accompagnamento alle presenti dolorose righe, è doverosa in questa triste occasione, in quanto è la stessa immagine che Robi Bonardi appiccicò sul cartoncino che mi consegnò nel lontano autunno del 1975 iscrivendomi, ad honorem, alla Associazione Italiana Disc Jockey (AID). Tessera di cui il bambino di allora (11 anni) andava particolarmente orgoglioso, anche perché arrivò a suggellare il suo esordio al microfono quale co-conduttore di “Juke Box” sui 102  megacicli di Radio Parma (la prima emittente “libera” italiana), al fianco di un altro precoce dj, Luigi Furlotti (15 anni), insomma: il trionfo della “R”. Robi Bonardi, temporibus illis, era già uno dei più affermati giocolieri della musica, mestiere che i papà di allora vedevano di malocchio se gli si presentava a casa un aspirante pretendente alla mano della propria figliuola, ma nel quale credeva fortemente il nostro, al punto di essere il vertice della piramide della neonata associazione. Nella prima Radio Parma, che io sento particolarmente mia, Robi Bonardi, assieme a Luigi Stocchi conduceva dalle 15 il programma Radio One (o Radio One Special), ma come diversi altri top player raccolti da Carlo Drapkind (il primo direttore, di cui pochi giorni fa ricorreva il 18° anniversario dal prematuro decesso) e Virginio Menozzi (il primo proprietario) si sarebbe cavato importanti soddisfazioni a livello nazionale al fianco di Ronny Jones e Renzo Arbore, per citarne due dei più famosi, curando la direzione artistica anche del Festival di San Remo per quasi tre lustri. Insomma un pezzo di Parma a tenere alta la nostra bandiera gialloblù. L’ultima volta che ebbi un personalizzato incontro ravvicinato con Robi fu una decina di anni fa, allorquando, nel leccarmi le ferite per la sanguinolenta interruzione del rapporto di lavoro col fu Parma F.C., mi rituffai, anima e core, sul primo amore, appunto la Radio, tentando di ricostruire per il sito Broadcastitalia.it le tracce delle prime esperienze parmigiane (Radio Parma, Radio Emilia, la mia Eco Radio-Radio Pilotta) nell’etere. Nella mia cantina impolverata ritrovai alcune cassette, tra cui un Giornale Radio letto da Mauro Coruzzi, sempre datato 1975, una vera perla, e qualche bobina: a Robi, davanti ad un Americano in un noto bar di Piazza Garibaldi, chiesi se avesse da darmi qualche registrazione d’antan da rendere eterna sul web, anche se purtroppo sul momento non aveva nulla e poi, come spesso succede, ci si perse di vista, pur incrociandolo, in seguito, alla direzione artistica di Sotto le Stelle in Piazzale della Pace o del BorgoSound Festival, iniziative dei Nostri Borghi di Fabrizio Pallini. Mesi addietro ebbi il piacere di riascoltarlo su Radio Parma: nel tornare a casa da Collecchio mi teneva compagnia, con la sua inconfondibile voce e le scelte musicali non banali. Qualche giorno fa un alert su whatsapp mi informava delle sue gravi condizioni  di salute causate dal Virus che purtroppo da un anno ci tiene sotto tiro: a mia volta ho informato altri amici e conoscenti di questa situazione, incrociando, come tutti, le dita, pur nella consapevolezza che difficilmente ti perdona quando ti becca nel peggiore dei modi, come, ahinoi, nel suo caso. Robi, come in tanti han ricordato oggi, non appena è partito il tam tam con la ferale notizia, era stato tra i primi a far divertire i parmigiani nei locali, luoghi di incontro e condivisione, ed è brutto pensare che la ragione del suo distacco terreno siano proprio le conseguenze della pandemia che ci spinge ad essere più soli, distaccati, mascherati e lontani da quei luoghi di aggregazione che lui sapeva così bene animare. Ciao Robi e grazie. Gabriele Majo 

Gabriele Majo

Gabriele Majo, 57 anni (giornalista pubblicista dal 1988 e giornalista professionista dal 2002), nel 1975, bambino prodigio di soli 11 anni, inizia a collaborare con Radio Parma, la prima emittente libera italiana, occupandosi dei notiziari e della parte tecnica dei collegamenti esterni. Poi passa a Radio Emilia e quindi a Onda Emilia. Fonda Radio Pilotta Eco Radio. Nel 1990, dopo la promozione del Parma in serie A, è il responsabile dei servizi sportivi di Radio Elle-Lattemiele, seguendo l'epopea della squadra gialloblù in Italia e in Europa, raccontandone in diretta agli ascoltatori i successi. Contemporaneamente è corrispondente da Parma per Tuttosport, Repubblica, Il Messaggero, L'Indipendente, Paese Sera ed altri quotidiani. Dal 1999, per Radio Capital è inviato sui principali campi della serie A, per la trasmissione "Capital Gol" condotta da Mario Giobbe. Quindi diviene corrispondente e radiocronista per Radio Bruno. Nelle estati dal 2000 al 2002 è redattore, in sostituzione estiva, di Sport Mediaset, confezionando servizi per TG 5, TG 4 e Studio Sport. Nel 2004 viene chiamato al Parma F.C. quale "coordinatore della comunicazione" e direttore responsabile del sito ufficiale www.fcparma.com. Nel 2009, in disaccordo con la proprietà Ghirardi, lascia il club ducale. Nel 2010 fonda il blog StadioTardini.com di cui nel 2011 registra in Tribunale la testata giornalistica (StadioTardini.it) divenendone il direttore responsabile. Il rifondato Parma Calcio 1913, nel 2015, gli restituisce l'incarico di responsabile dell'ufficio stampa e comunicazione. Da Luglio 2017 si occupa dello sviluppo della comunicazione e di progetti di visibilità a favore di Settore Giovanile e Femminile della società.

4 pensieri riguardo “IN MEMORIA DI ROBI BONARDI, il ricordo di Gabriele Majo

  • 19 Marzo 2021 in 20:08
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    Ciao Roby,
    riposa in pace, ti ricordo con affetto, sin dalla prima volta che ti incontrai, inaugurazione di un locale in provincia, music bar, pianoforte, la tua abile regia musicale ( non c’è più quel tipo di stampino ), poi, successivamente, in uno dei tuoi numerosi ritrovi estivi, una pizzeria, una serata magica in cui mi sono sentito cliente, amico, co protagonista, anche solo nell’ascoltare il tuo sound e, indimenticabile, la tua dedica sulla pagina della “gazza”, dedicata a me, Morosky, tuo tifoso da lontano …una serata bellissima, irripetibile …
    Sentite condoglianze alla famiglia
    Mauro “morosky” Moroni

    • 20 Marzo 2021 in 00:44
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      Conobbi Roby nei lontani anni 80, e lo incontravo poi spesso in luoghi ameni di ritrovi artistici. Quello che ho sempre apprezzato in lui è che riusciva a farti sentire importante anche quando si parlava di musica, di cui lui era padrone e maestro. Parlava col suo bicchiere di Macallan con distaccato piacere per le sue parole, ma ti ascoltava e ti guidava in viaggi retorici-culturali che duravano tante ore e tanti bicchieri. Così si passava dal pomeriggio alla notte, è delle volte si vedeva l’alba. Compagni di viaggio spesso Barigazzi, a volte il burattinaio Tommy e il direttore d’orchestra Aragosti, e poi musicisti e attori teatrali, letterati e intellettuali, studenti universitari e improvvisati compagni da osteria o da Bistrot. Un mondo romantico, quasi Bohemienne tra sigarette e whisky e lunghi discorsi senza fine, ma ascoltare alcune persone era prezioso. Ecco, se ne va un altra persona che avrei voluto e dovuto frequentare di più, come spesso ti accorgi quando perdi qualcosa di importante. Resta il ricordo e l’amaro gusto della vita, che non dura abbastanza per capirne un pezzo e che ha come unica certezza il suo termine, sempre troppo prematuro.

  • 21 Marzo 2021 in 20:19
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    con robi finisce un epoca importante per tanti ex ragazzi che hanno vissuto quel periodo unico indimenticabile, ma robi non era solo un disc jockey ,era un signore un ricercatore di musiche uniche particolari come unico era il carattere profondo gentile sapreva mettere profondita’ anche nelle cose banali. resta un grande ricordo di lui, del suo mondo che era anche il mio , grazie per la tua presenza nel nostro percorso terreno. parma ti porta nel cuore. leonardo

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