TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL “MOVIMENTO AD ESCA” DELLE PUNTE E’ IL MARCHIO DI FABBRICA DELL’INTER DI CONTE

(Patrick Fava) – Il Parma di D’Aversa, nel posticipo di stasera, Giovedì 4 Marzo 2021, ospita la capolista Inter: la squadra allenata da Antonio Conte è reduce dalla bella vittoria sul Genoa e da una serie di risultati utili che l’hanno portata saldamente al primo posto della classifica, dando vita alla prima fuga della stagione, che sembra poter essere decisiva per l’assegnazione del titolo. Il Parma di D’Aversa, invece, è reduce da due risultati utili consecutivi: due pareggi che, per come sono arrivati, hanno, però, il sapore di una sconfitta, specie per i quattro punti persi che sarebbero stati determinanti nel disperato tentativo di risalire la classifica. Di buono c’è che la squadra Crociata ha comunque mostrato segnali di crescita sia dal punto di vista motivazionale che sul piano della produzione offensiva; ma la tenuta difensiva, fin qui parsa non impermeabile, sembra essere il verso tallone d’Achille. I nerazzurri arrivano al “Tardini” per fare bottino pieno, anche se, storicamente, hanno spesso fatto fatica: nella passata stagione, ad esempio, la vittoria 1-2 dei milanesi maturata nei minuti finali, è stata una vera e propria doccia fredda per gli uomini di D’Aversa che avevano disputato una delle migliori partite della stagione scorsa. L’Inter, a partire dall’arrivo di Mister Conte, ha cominciato ad utilizzare in pianta stabile il 3-5-2, sistema di gioco tanto caro al tecnico salentino da quando sedeva sulla panchina bianconera, il quale dopo un inizio di carriera caratterizzato dal pensiero fisso del 4-2-4, che lo aveva accompagnato nelle avventure sulla panchine di Arezzo, Bari e Siena, ha virato sul 3-5-2 dopo aver incontrato sulla propria strada Andrea Pirlo, riproponendolo, poi, in tutte le sue esperienze – a parte una breve parentesi al Chelsea dove utilizzò il 3-4-2 – raccogliendo risultati soddisfacenti.
L’Inter è una squadra pragmatica, che bada molto alla concretezza e che ha giocate codificate e preparate in modo minuzioso da Conte: nella fattispecie il marchio di fabbrica sono le combinazioni tra i due attaccanti e il movimento ad esca, con la punta vicina che, su palla esterna, fa finta di venire incontro, per poi aggredire la profondità, ricevendo dalla punta lontana. La squadra nerazzurra ama utilizzare il gioco dal basso per attirare la pressione avversaria per poi crearsi palle alle spalle della linea difensiva, per sfruttare le capacità fisiche di Lukaku, che in campo aperto, è praticamente immarcabile. L’Inter dà il meglio di sé nelle transizioni positive: predilige attaccare in ampi spazi, di conseguenza provoca l’avversario a venire avanti, per crearsi quello spazio necessario dietro la linea difensiva, che poi sarà attaccato con decisione dai due attaccanti centrali o da uno dei due esterni tutta-fascia. Il marocchino Hakimi, esterno ex Borussia Dortmund, dopo un avvio difficoltoso, si sta dimostrando un giocatore di altissimo livello, sia a livello tecnico che fisico. Un altro giocatore molto temibile nelle transizioni e in campo aperto è Barella: la mezzala sarda si sta rivelando sempre di più l’anima di questa squadra e, assieme a Brozovic ed al ritrovato Eriksen, compone uno dei terzetti migliori di centrocampo della nostra serie A.
L’Inter ha preso consapevolezza dei propri mezzi dopo essere tornata a ciò che conosce meglio: soprattutto nella prima parte di stagione Antonio Conte aveva cercato di modificare i principi di gioco della sua squadra, cercando di fare avanzare la propria linea, spostando il baricentro in avanti e avvicinando un giocatore ai due attaccanti, attuando, cioè una sorta di 3-4-1-2 che aveva l’intento di provare a fare un calcio più europeistico, andando alla ricerca della riconquista del pallone il più velocemente possibile e cercando di attaccare in spazi più stretti sfruttando le caratteristiche di Eriksen: il progetto ambizioso, tuttavia, si era scontrato con le caratteristiche dei suoi giocatori più rappresentativi che avevano mostrato di non trovarsi a proprio agio negli spazi compressi. L’Inter ha giocatori incredibili quando le squadre avversarie spostano il baricentro in avanti e incontrano parecchie difficoltà contro quelle che fanno delle lunghe fasi di difesa posizionale e della chiusura degli spazi centrali negli ultimi 35 metri la loro forza: Shaktar, Sampdoria, Udinese ne sono l’esempio, così come l’Inter potrebbe andare in difficoltà contro squadre che giocano a specchio e specie con il 3-4-2-1 che scoraggia l’invito verso l’organizzatore della manovra (Brozovic) lasciando magari più libertà nell’impostazione a Skriniar, giocatore non molto abile nella conduzione palla al piede. La superiorità numerica, garantita dai 3 centrali nella prima linea, può consentire una maggiore sicurezza in un reparto, quello gialloblù, che di solidità ne avrebbe bisogno, oggi come non mai: i Crociati saranno in grado di fermare la corazzata Inter ? Noi ce l’auguriamo. E come sempre: Forza Parma! Patrick Fava

Patrick Fava

Patrick Fava, 37 anni, di professione impiegato ed allenatore di calcio (UEFA B) come hobby, attualmente è in forza al Fiorano (Campionato di Promozione Girone C. Appassionato di match-analysis e di tattica calcistica è sempre pronto a studiare i principi di gioco dei grandi allenatori italiani ed europei, ma soprattutto è un grande tifoso del Parma

One thought on “TATTICA-MENTE, di Patrick Fava / IL “MOVIMENTO AD ESCA” DELLE PUNTE E’ IL MARCHIO DI FABBRICA DELL’INTER DI CONTE

  • 4 Marzo 2021 in 17:26
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    Ho il terrore di Lukaku contro la nostra difesa di burro. Brrr….

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