A TU PER TU CON MICHELE SALTORI: “VEDERE DA VICINO GIOCARE ED ALLENARSI CHAKA TRAORE’ MI HA APERTO UN MONDO DI IDEE”

(Luca Savarese) –  Chaka Traorè è la nuova stautetta d’ebano che il Parma ha provato a gettare sul suo tavolo malconcio e stropicciato di un soggiorno provato da tante, troppe sconfitte. Anche contro il Milan, nel salotto del Tardini, è arrivata un’altra battuta d’arresto, ma si è accesa, nel finale, una scintilla di volontà nuova. Certo il rosso a Ibra aveva dato una sorta di scossa, ma la scintilla alla squadra, linfa fresca all’attacco, l’ha impressa il piccolo ivoriano sedicenne, nato il 23 dicembre 2004, con la maglia numero 35 sulle spalle, la sua prima maglia con il logo ed i crismi della Serie A.
In esclusiva per StadioTardini.it abbiamo parlato di lui con Michele Saltori, il cui percorso di allenatore e valorizzatore dei giovanili talenti, si è intersecato, a Parma, a quello di Chaka. Come ci suggerisce il diretto interessato: “Non chiamatemi allenatore di Chaka; sono, semmai, un suo tifoso. Chaka, cerca il duello col dribbling, oggi merce rara, ha talento dentro, personalità ed umiltà…”

Diversamente da molti colleghi che cristallizzano la prestazione di un giocatore in un numero, io all’interno di Carmina Parma, il mio pezzo a caldo di analisi alle partite dei Crociati, ho evidenziato questo: Traorè, entra con un’enorme mole di volontà, ed imprime volontà alla squadra: ecco, ma questa volontà, tu più di altri, Michele, la conoscevi già?

Sì, quando allenavo a Parma, in lui si notavano già qualità, volontà ed una personalità fuori dal comune. Guarda sabato, all’esordio, appena entrato è lui che viene incontro al pallone per farsi dare palla. Ha fatto anche un colpo di testa, in area, svettando in una difesa come quella del Milan, non proprio sprovvista di centimetri. Son contento che sia stato elogiato da Marchegiani in telecronaca. Poi ha quasi subito un fallo da rigore su Dalot, ma ha dato energia, una propositività, una soluzione nuova, una vitalità…”.

Proprio in un Parma-Milan, curiosità vuole, del 95, esordì Buffon, però a 17 anni. 16 anni, ci fanno venire in mente Rivera con l’Alessandria e, restando in ambito Crociato, Alberto Cerri, in un Parma-Pescara. Neanche il connazionale più celebre di Traorè, Drogba, ha esordito così precocemente: segno, dunque, di una cifra tecnica e di un quid umano non indifferenti?

La cosa che non va fatta sono i paragoni: Chaka è Chaka, deve continuare a fare quello che ha fatto nel Settore Giovanile, proseguendo a lavorare con tranquillità e rimanendo coi piedi per terra. Certo lui ha un mix giusto tra tecnica e cifra umana, ha un talento ancora inespresso: quest’anno, in Primavera,  assist e reti dicono che sta facendo la differenza. La sua forza e il suo sogno di diventare calciatore, si evince da com’è entrato sabato: non ha giocato semplice, non si è nascosto, non ha fatto le cose normali, e mi ha dato fastidio che nessuno, nelle pagelle, abbia notato questo, soffermandosi, piuttosto, sulla palla persa da cui sarebbe scaturito il gol, peraltro ininfluente, del 3 a 1. Ma sono sicuro che saprà farà tesoro di quell’episodio…”.

Il tuo primo approccio con lui come avvenne e in che occasione?

Lui giocava stabilmente con il gruppo dei 2003, ma quando veniva a giocare con noi dei 2004, dava tutto, dava l’esempio, dava la parola di conforto se un compagno sbagliava. Si era immerso nel contesto con umiltà e personalità. Ci ha dato una mano: non è mai andato sopra le righe e non si è mai reso presuntuoso, ma piuttosto taciturno, silenzioso, perché lui parla col pallone. Vederlo giocare è un divertimento, sprizza passione e talento.”

Diceva Galeano che ogni tanto capita che l’atleta dinoccolato e un po’ sbarbato metta in difficoltà il discobolo scolpito in Grecia: oltre ai discoboli rossoneri, quante difese classiche, statuarie e senza brio potrà disorientare Chaka con i suoi guizzi? E tra due settimane ci sono i discoboli della Juve, allo Stadium…

Sicuramente le qualità per fare bene le ha e lo ha dimostrato: giocatori che sanno dribblare come lui nell’uno contro uno sono merce rara. però, prima di tutto, vanno sempre considerati il momento e le necessità della squadra. Va dato merito a D’Aversa che in un momento così difficile non ha avuto timore a puntare su un ragazzo del 2004, dopo che aveva già fatto esordire un 2003, Dierckx, nella partita col Sassuolo… ”

Mentre si sprecano parole ed energie su Var o mica Var, mentre Donnarumma, non sa se stare al Milan per 8 milioni o andare altrove per 15, arriva Chaka e tutto il giocattolo rimane spiazzato perché si accorge che in fondo il calcio è un gioco, che vale la pena di vivere così, entrando in medias res col Milan come un aereo che plana su un mondo incatramato?

Quello che mi ha dato fastidio nel vedere le pagelle dopo Parma-Milan è stata la mancanza di sensibilità a cogliere il bello della sua partita: un ragazzo del 2004 che entra senza alcun timore in campo col Milan e che fa vedere qualche bella giocata e che senza timori cerca di dare il contributo per pareggiare. Invece ci si è soffermati su quella palla persa che non può rimanere il simbolo della sua serata!  Nel mio percorso di allenatore sono stato fortunato ad aver incontrato un giocatore come Chaka, perché oltre al notevole contributo in campo, mi ha aperto un mondo dandomi nuove idee: da lui c’è davvero da imparare, perché i movimenti e le giocate che lui fa non li puoi certo ritrovare spiegati sui libri!”. Luca Savarese

2 pensieri riguardo “A TU PER TU CON MICHELE SALTORI: “VEDERE DA VICINO GIOCARE ED ALLENARSI CHAKA TRAORE’ MI HA APERTO UN MONDO DI IDEE”

  • 12 Aprile 2021 in 15:26
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    Grande Chaka se il futuro

  • 13 Aprile 2021 in 15:51
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    Siamo alla divinizzazione. Dai su, non è colpa sua la sconfitta con il Milan. Sembra avere colpi, palle e coraggio, ma da qui a descriverlo come Dio ce ne passa.

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