CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / DISTRUZIONE DAL BASSO

(Gianni Barone) – Nel derby della costruzione – che diventa distruzionedal basso, ovviamente, ha la meglio il Crotone, ancora ultimo, ma capace di battere il Parma per ben due volte nello stesso campionato. Incredibile ma vero più che mai e al termine di una gara, quasi circense, ci si interroga: ma come si fa a cadere così in basso e come si fa – ed è riferito ad entrambe le squadre – a difendere così male in serie A? Perché se è vero che in campo c’erano e ci sono stati, fra le due contendenti, ben oltre 150 goal subiti, molti dei quali segnati in circostanze quasi analoghe a quelle viste al Tardini, difficilmente si capisce come mai non si riesca a vedere nei movimenti, nelle amnesie, nelle titubanze, che hanno portato alle reti segnate la mano dei due allenatori – D’Aversa e Cosmi – storicamente ed in epoche differenti, abili nel congegnare tecniche e strategie difensive di tutto rispetto. Evidentemente l’aver raccolto in corsa e in condizioni quasi compromesse due squadre che all’inizio erano partite per giocare un tipo di calcio propositivo, con dubbi se non disastrosi risultato, si sono trovati in mano due formazioni non disprezzabili in fase offensiva, più il Crotone per merito del suo cannoniere Simy, a prima vista sgraziat,o ma efficace quasi alla Luca Toni sotto porta, ma malauguratamente incongrue in fase difensiva. E quindi la partita fra loro ha rispecchiato tutte le manchevolezze espresse nel corso di tutta la stagione fin qui disputata. Una partita spettacolare secondo tutti gli esperti di Sky, oltre ai due commentatori dal campo che si sono divertiti un mondo (beati loro) dallo studio arrivano i complimenti per i tanti goal e le tante emozioni offerte, però lo spettacolo per i tifosi del Parma, non si potrebbe dire che sia stato il massimo e che, gli stessi tifosi, abbiamo provato gli stessi sentimenti palesati dagli esperti della televisione satellitare. Quando ci sono tanti goal ci sono, ahinoi, anche tanti errori su questo i talent di «Santa Giulia» in Rogoredo, dovrebbero riflettere e non solo loro. Perché l’errore non è mai bello e non sempre è sinonimo di spettacolo. In effetti vedere due squadre sfilacciate continuamente, sempre in difficoltà sugli attacchi avversari in preda a continue incertezze e crisi di panico difensivo non deve essere stato un grande spettacolo per chi tiene a cuore le sorti della compagine Crociata, più che mai crollata su sé stessa, con questa ennesima sconfitta, e con tutte le implicazioni tattiche conseguenti, che hanno condotto così in basso il gradimento generale. Si parla ancora di matematica, che ogni tanto potrebbe diventare opinione e dire a noi che il destino sembrerebbe, con il condizionale usato solo per decoro di circostanza, oltremodo segnato. Si rimandano i processi alla fine, quando tutto appare ormai finito, ora, e definito basso e dal basso senza nessun tipo o presunzione di costruzione e si tira in ballo, ancora, ciò che non c’è mai stato nelle azioni e nella capacità di difendere i risultati: la cattiveria, che noi amiamo scrivere alla parmense con una ti in meno (cativeria). Che chi non ce l’ha non può darsela. L’incapacità cronica di vincere le partite ci induce a credere che per il futuro, anche se qualcuno sostiene il contrario, sia auspicabile un reset totale di uomini, schemi e idee. Certificare la fine di un ciclo sembra, a questo punto, doveroso. Senza dare colpe specifiche a singoli, occorre capire chi sia ancora utile alla causa Crociata per il prossimo anno o chi , come fatto, sempre dai soliti esperti di Sky, per i giocatori del Crotone, sia all’altezza della serie A per la prossima stagione, ovviamente con una maglia diversa. Se per i pitagorici sono stati indicati Simy, Ounas, e Messias, chi, secondo voi, per il Parma, rimarrà nella massima divisione? Al momento e dopo le ultime prestazioni le idee in proposito non risultano essere molto chiare, anche se qualcuno che ha profondamente deluso, di sicuro non scenderà in serie B, e pensiamo a Gervinho, il quale forse ha pagato lo scotto più alto a livello di prestazioni personali, per quel tentativo di convertire il gioco conservativo, con un qualcosa di profondamente diverso dimostratosi irrealizzabile. Lui che non è né prima né seconda punta e neanche ala, ha dovuto rinunciata alla sua unica vera vocazione o funzione cioè quella di “contropiedista”. Esempio tipico di distruzione in luogo di costruzione. Ciò che è rimasto è il basso in cui si trova la squadra paralizzata, dai risultati, in classifica. Quota 20, a cinque turni dalla fine. Più in basso di così, non si poteva immaginare di essere dopo l’esonero di Liverani che di punti in sedici partite ne aveva ottenuti 12. Però sfido chiunque a dire : io lo avevo detto, perché nessuno lo aveva pensato, davvero, all’epoca. O no?  Gianni Barone

Gianni Barone

Gianni Barone, al secolo Giovanni Battista, nasce a Casale Monferrato (Alessandria) nel 1958 e si trasferisce a Parma nei primi anni 60. Qui matura la sua grande passione per il calcio, prima in qualità di calciatore dilettante fino alla Prima Categoria e poi, di allenatore, direttore sportivo, radio-telecronista, conduttore e opinionista di talk show sportivi. Giornalista pubblicista dal 1990, inizia con Radio Emilia nel 1983, prosegue con Onda Emilia (dal 19849 e Radio Elle (dal 1990). In Tv cura i collegamenti da Parma per "Il Pallone nel 7" (1991-92) di Rete 7 (BO) e collabora con la redazione di Retemilia. Negli anni Novanta effettua telecronache e servizi per il TG sulla squadra Crociata per Teleducato. Dal 2002 al 2008 produce servizi dal Tardini per Telenova di Milano all’interno della trasmissione "Novastadio". Nel 2009 commenta per La7 digitale terrestre e per Dahlia Tv, le partite del Parma Calcio in Serie B. L’attività di telecronista, conduttore e opinionista lo vede nel tempo collaborare anche con San Marino Tv e 7 Gold. Dal 2016 è titolare della rubrica «Cattivo Cittadino» sul quotidiano on line Stadiotardini.It, di cui è vicedirettore esecutivo. Attualmente, per il service Edirinnova, commenta le partite di serie D del Lentigione trasmesse da Telereggio ed è frequentemente ospite di Bar Sport su 12 Tv Parma. Allenatore UEFA B, istruttore qualificato Scuola Calcio, è stato direttore sportivo di settore giovanile alla Langhiranese Val Parma dal 2010 al 2013, e al Juventus Club Parma dal 2014 al 2015. E' autore del libro «Il metodista (Storia della tattica calcistica) edito da Edizioni Progetto Cultura, Collana Sempre Sport (Anno 2006).

5 pensieri riguardo “CATTIVO CITTADINO, di Gianni Barone / DISTRUZIONE DAL BASSO

  • 25 Aprile 2021 in 09:29
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    “Avellino, presentato il progetto del nuovo stadio da 50 milioni”.
    Secondo me non serve aggiungere altro. Meditate gente meditate.

  • 25 Aprile 2021 in 09:37
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    Senza bisogno di cordate, industrialoni con testimonial “mondiali”, cinesi, qatarioti, americani. Avellino..Serie C come Como che se viene promosso becchiamo l’anno prossimo…e noi qui come sempre a fare ohhhhhhh come i selvaggi quando davano l’oro in cambio di accendini e sigarette o palline luminose. E non abbiamo ancora capito che ci hanno preso per il culo e vogliono pure farci dire grazie nonostante questo schifo.

  • 25 Aprile 2021 in 16:29
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    Gagliolo, Iacoponi, Hernani, Kucka (se vuole), Mihaila e Man. Il resto può andare beatamente a quel paese non scendere in B con noi.

    • 25 Aprile 2021 in 16:32
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      Più ovviamente gli altri giovani (non Cyprien e Sohm). Cornelius, Pellè (alla fine ha deluso), Inglese, Grassi, Kurtic, Alves, Brugman fuori dai cabissi. Pezzella e Laurini vorrei tenerli, ma temo abbiano mercato.

  • 25 Aprile 2021 in 17:36
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    caro barone io l avevo detto ( si riordera’ che le davo del preisorico nelle ns disquisizioni tra gioco concreto di d aversa sul contropiede e gioco con possesso palla tic toc .Ce’ arrivato anche lei che il problema non era liverani ( che ha una media punti molto piu alta di d aversa con la sua media punti saremmo ancora in gioco ) che era e d e’ un ottimo allenatore capace due promozioni consecutive giocando benissimo a lecce ………purtroppo non gli hanno preso i giocatori adatti al suo gioco alla fine bastava un trequartista un falco o quello che e’ finito a spezia invece no arriva brunetta !! le punte sempre infortunate poveretto a fatto i miracoli stranamenre la difesa era meglio con liverani ……..detto questo saremmo retrocessi anche con liverani perche’ i giocatori proprio quest anno non ne volevanp sapere di fare i professionisti amen ……..e anche il presidente ha fatto un sacco di errori vedi campagna d acquisti di gennaio alla fine non ha accontatto ne d aversa ne liverani IL SUCO DELLA STORIA CHE E INNUTILE PARLARE DI SCHEMI E TATTICA E CALCIO TIC TAC E CALCIO DI RIMESSA CONTANO I GIOCATORI STOP !!!!!!!!!!! questo non lo dico io ma i piu importanti allenatori in varie interviste anche recenti lo hano dettoda guardiola a allegri pochissimo tempo fa per arrivare a ancelotti e conte tempo fa , la differenza la fa il giocatore non l allenatore o il famoso spirito o atteggiamento del giocatore conte di piu il signor attegiamento che l allenatore

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